MORTE GIUSEPPE GALASSO: WWF, CON LUI SCOMPARE UN DIFENSORE DELLA NATURA D’ITALIA

Giuseppe Galasso è stato uno dei difensori delle bellezze paesaggistiche e naturali d’Italia e se oggi, una parte del paesaggio del nostro Paese si è salvato da cemento e speculazione lo dobbiamo proprio alla “legge Galasso” che dall’8 agosto del 1985 ha costituito il primo innovativo e allora  più importante strumento di tutela ambientale del nostro ordinamento.
L’intuizione normativa dell’on. Galasso fu di allargare il concetto di “paesaggio” ad una concezione moderna e dinamica che includeva non  solo gli aspetti estetici e culturali e quindi le “bellezze panoramiche” ma anche i beni naturali in quanto componenti essenziali e inscindibili di queste.
Una norma che entrò in vigore proprio grazie alla determinazione del suo ideatore che, resosi conto della distruzione in atto del paesaggio meridionale e soprattutto delle coste cilentane, oltre che della cementificazione selvaggia in corso caratterizzata da una centinaia di migliaia  di abusi edilizi, in qualità di sottosegretario di Stato ai Beni culturali adottò un decreto di vincolo paesaggistico e divieto assoluto di edificazione  in una fascia di 300 metri dalla riva del mare e dei laghi e di 150 metri da fiumi e torrenti, dei boschi, dell’alta montagna (oltre i 1.600 metri per le Alpi e 1.200 per gli Appennini), di tutti i beni collettivi gravati da uso civico.
Galasso non si arrese nemmeno di fronte alla sospensione del decreto da parte del Tribunale amministrativo: ottenne dal governo un decreto legge, che, una volta convertito, divenne per tutti la “Legge Galasso”, che oggi è inserita nel “Codice dei Beni culturali e del paesaggio “(Dlgs 42/2004).
La legge Galasso, con il sistema di rispetto e vincoli che determinò e i piani paesaggistici che avviò, costituì un fondamentale elemento di garanzia per il Bel Paese ed un importantissimo strumento di riferimento per quanti, come il WWF, in sede di painificazione o in sede giudiziaria hanno difeso e difendono i valori ambientali e naturalistici oltre che quelli storici e culturali. Con la scomparsa di Giuseppe Galasso il nostro paese perde un esempio della buona politica.

INTIMIDAZIONE SOTTOUFFICIALE ARMA: WWF AL FIANCO DEI CARABINIERI FORESTALI

Dura condanna per il vile gesto in spregio ai boschi della Sila e nei confronti del Comandante della Stazione Carabinieri forestali del Parco di Cotronei (KR)

 

Apprendiamo in queste ore del grave sfregio compiuto poche sere fa ai danni dei boschi della Sila nel comune di Cotronei (Kr), dove ignoti hanno abbattuto una ventina di esemplari di Pino laricio e Cerro, anche di grosse dimensioni, facendoli cadere sulla carreggiata che è rimasta bloccata per ore. Un gesto inqualificabile reso ancor più squallido da altre e più inquietanti circostanze: alcune scritte con chiari messaggi intimidatori nei confronti del comandante della Stazione dei Carabinieri forestali del Parco,  il Brigadiere Salvatore Salerno, sono state tracciate  sulla strada, su dei muretti e su alcuni tronchi. Il WWF Italia si unisce al WWF Calabria nel condannare fermamente il vile gesto, esprime la sua più incondizionata solidarietà e vicinanza nei confronti di uno dei forestali più bravi e impegnati della regione. Il WWF ha avuto modo di apprezzare in più occasioni l’operato di Salerno, che non è solo un qualificato tutore dell’ordine, ma anche un appassionato naturalista e protettore della natura calabrese, sempre impegnato in prima linea. In tanti anni l’associazione ne ha apprezzato sempre la dedizione, la professionalità e la grande voglia di lottare per il bene del territorio.

“Confidiamo nell’operato della magistratura affinché gli autori del vile gesto intimidatorio vengano al più presto assicurati alla giustizia e nel contempo chiediamo all’Arma dei Carabinieri di rafforzare i presidi periferici a difesa delle foreste calabresi”, sottolinea il WWF Italia.

Recenti operazioni dei Carabinieri forestali e di altre Forze dell’Ordine, finalizzate alla repressione dei reati ambientali, hanno interessato, come in questo caso, le aree protette, a riprova del fatto che in Calabria è ancora diffuso un sentimento di ostilità nei confronti della tutela del nostro patrimonio di  fauna e di flora, anche laddove dovrebbe essere maggiormente custodito: un bene di tutti che invece viene considerato alla stregua di un bottino di cui impadronirsi per i propri esclusivi interessi.

La caccia e la pesca illegali, l’abbandono di rifiuti, lo scarico di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua, gli incendi boschivi e, non ultimo, il taglio illegale di boschi  per alimentare  centrali a biomasse, così come accertato pochi giorni fa, danno un’idea del livello di strapotere raggiunto  dagli ecocriminali.

 

Ecco perché l’operato del brigadiere Salerno e di tutti quelli che, come lui, combattono questa autentica battaglia, va sostenuto e incoraggiato. Da parte sua il WWF adotterà ogni iniziativa utile contro i criminali della natura e a favore di persone che s’impegnano e dedicano la loro vita per il rispetto della legalità e la tutela del nostro territorio, sostenendo l’Arma dei Carabinieri nella tutela dell’ambiente, come del resto conferma il protocollo firmato nel marzo del 2017 a livello nazionale.

IL CONDONO UN PESSIMO AFFARE PER ITALIA, OLTRE CHE PER CASSE ENTI LOCALI

“Pensavamo che dopo l’uscita di scena del Ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di “abuso di necessità” l’idea di un nuovo condono edilizio fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo.

Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini. Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi; senza considerare l’effetto annuncio che da il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio”. Lo dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta che aggiunge: “Una delle priorità della prossima legislatura deve essere quella di approvare al più presto una legge per lo stop al consumo del suolo, una priorità a cui la legislatura appena conclusa colpevolmente non  è riuscita a ha voluto dare una risposta e che rappresenta una vera emergenza nazionale”.

Come dimostrato dal CRESME (l’istituto di ricerca socio-economica specializzato nel settore dell’edilizia) in uno studio del 2015 (con riferimento all’ultimo condono del 2003) che il condono edilizio è anche un pessimo affare per le casse pubbliche. Il CRESME rilevava nel 2015 che, a fronte di un importo medio di 15mia euro versato per ogni singolo abuso, gli enti locali ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali.

Ancora oggi bisogna frenare i ladri di territorio: se nel 2012 si edificavano 14 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, si arriva a quasi 20 ogni 100 nel 2016 (di cui 48 su 100 al Sud), ricorda il WWF facendo riferimento a dati ISTAT.

Non ci possiamo permettere di fare consumare altro suolo libero, bene comune e risorsa scarsa in Italia. Sulla base di elaborazioni del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila che da anni collabora con il WWF si è potuto verificare come ormai in Italia non sia possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza incontrare un’area urbana e che dal 1950 al 2000, nella fascia di 1 km dai siti tutelati dall’Europa della Rete Natura 2000, l’urbanizzazione sia salita da 8.400 a 44.000 ettari, con un incremento medio del 420%. Ancora oggi il consumo di suolo viaggi ancora oggi a un ritmo di circa 30 ettari al giorno, 3 metri quadrati al secondo; l’espansione urbana nel territorio è salita dall’1,8% degli anni ‘50 al 7,6% del 2016 (secondo dati ISPRA, l’Istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente), che sale al 10%, se si calcola anche la infrastrutturazione.

“Porre fine alla rapina del territorio non è solo questione di sostenibilità e di resilienza dei sistemi naturali, ma di credibilità delle Istituzioni – conclude Caserta –. Il condono edilizio del 2003 (il terzo condono in 18 anni, gli altri nel 1985 e nel 1994) secondo l’allora ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, non solo sarebbe dovuto essere l’ultimo, ma avrebbe dovuto sanare un malcostume italiano: nella realtà è si è verificato l’esattamente il contrario”.

AMBIENTE: WWF, GRAVE SCEMPIO NEL PARCO DEL GARGANO. ABBATTUTE 400 QUERCE

PLAUSO WWF A OPERAZIONE CARABINIERI FORESTALI LOCALI E SQUADRONE ELIPORTATO CARABINIERI CACCIATORI SARDEGNA

 

Orribile scempio nel cuore della Foresta Umbra (Parco del Gargano): grazie ad un  blitz organizzato dai Carabinieri forestali, con l’intervento dello “Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Sardegna” – reparto militare dell’Arma specializzato nel controllo delle zone più impervie – è stato bloccato  un  poderoso taglio illegale di querce: purtroppo ne sono state abbattute oltre 400 (molte delle quali secolari). Nel corso dell’operazioen è stata scoperta una vera e propria “pista forestale” di 10 km realizzata abbattendo gli alberi dai quali sarebbero stati ricavati 2.800 quintali di legna pregiata.

“Si tratta di un gravissimo danno ecologico al patrimonio boschivo e al paesaggio del Parco Nazionale del Gargano – ha dichiarato Nicolo’ Carnimeo, Delegato WWF Puglia – come WWF faremo un ‘atto di significazione di parte offesa’ presso il Tribunale per poi costituirci parte civile e chiederemo che tra le imputazioni sia inserito il delitto di ‘Disastro ambientale’. Chiediamo inoltre che venga nominato al più presto il Presidente del Parco, c’è bisogno di una persona autorevole e di una presenza costante nelle aree di pregio per fermare i criminali di natura prima che si configurino danni ambientali di questa portata”.

Per Natale Adotta un Cucciolo!

Per tutti gli eroi del WWF è il momento di entrare in azione

Per Natale adotta un cucciolo, proteggi una specie in pericolo, difendila da bracconieri spietati e dall’inaccettabile rischio di un’imminente estinzione.

E per il tuo cucciolo d’uomo, l’ADOZIONE JUNIOR WWF!
Un regalo unico e indimenticabile che sorprenderà il tuo bambino grazie alla ricca scheda di approfondimento, piena di tante curiosità sulla specie adottata, e il certificato di adozione da personalizzare con il suo nome.

Natale WWF 2017

A Natale scegli un Regalo da Eroe

Per Natale dona a chi ami la Natura!

Pochi semplici passi per compiere la scelta giusta e trasformare il tuo Natale in un Natale da Eroe!

Regali unici, inconfondibili, indimenticabili che offriranno ai tuoi parenti e ai tuoi amici la gioia e l’emozione di un gesto di straordinario valore, capace di proteggere la vita di un animale in pericolo, di difendere il futuro di una specie a rischio, di conservare habitat preziosi e patrimoni naturali e di rendere questo nostro mondo un posto migliore per tutti.

Per maggiori informazioni visita il sito wwf  all’indirizzo Natale da Eroe WWF 2017

RISERVA NATURALE DI VALPREDINA, BLITZ ANTIBRACCONAGGIO, POLIZIA PROVINCIALE E GUARDIE VOLONTARIE WWF ITALIA, BRACCONIERI IN AREA PROTETTA, DENUNCIATI

Da troppo tempo impuniti, due cacciatori di Pradalunga, padre e figlio con regolare licenza di caccia, non si aspettavano di certo lo scorso venerdi sera di trovarsi di fronte gli Agenti della Polizia Provinciale di Bergamo e le Guardie venatorie/zoofile del WWF Italia, fianco a fianco in un servizio congiunto antibracconaggio appositamente predisposto.

Gli Agenti  appostati nel buio alle pendici del Monte Misma, intercettavano e bloccavano i bracconieri armati di fucili cal.12 caricati a pallettoni e con visore luminoso, mentre erano intenti a cacciare caprioli e cinghiali nella riserva naturale regionale e Oasi WWF di di Valpredina, tutelata anche come Oasi di Protezione della fauna istituita dalla Provincia di Bergamo, tra i comuni di Pradalunga e Cenate Sopra.

E’ grazie al regime di protezione di questi bellissimi boschi sulle pendici del Misma che infatti trovano rifugio centinaia di specie rare, tra cui gli animali liberati dopo le cure del C.R.A.S., centro di recupero degli animali selvatici feriti, gestito qui dal WWF.

Colti in flagranza di reato, i due uomini non potevano opporre resistenza.

Per appurare l’entità della condotta – insospettiti dalla sicurezza con cui i due bracconieri si erano mossi nella riserva naturale, che denotava conoscenza dei luoghi e dunque abitualità – gli Agenti si attivavano immediatamente per la perquisizione di una cascina poco lontano, da dove gli stessi erano giunti.

All’interno dell’edificio rurale, fucili e munizioni adatte ad abbattere avifauna protetta; tra l’altro le armi risultavano detenute senza le adeguate cautele di custodia.

Da lì la perquisizione  si spostava alle abitazioni dei due e alle relative pertinenze dove sono emersi  i frutti dei reati contestati: la pelle di una femmina di capriolo da poco scuoiata, crani e carne congelata di capriolo e cinghiale, oltre a 150 uccelli abbattuti tra i quali specie protette e particolarmente protette; gli accertamenti tecnici ancora in corso permetteranno di determinare compiutamente le specie a cui certamente appartengono (frosoni, fringuelli, pettirossi ecc.).

E’ inoltre emersa la detenzione illegale di munizionamento a palla (in quanto non denunciato) e la presenza di un fucile occultato sotto un tetto esterno all’abitazione.

Tutte le armi e il relativo munizionamento, la carne di ungulati e gli uccelli congelati sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in relazione ai reati ipotizzati, che spaziano dall’introduzione di armi in area di riserva naturale, all’esercizio di caccia in zone di divieto, in giorno di silenzio venatorio e nelle ore notturne, arrivando alla detenzione illegale di munizioni e alla mancata custodia di armi da fuoco.

Gravissima la ferita inferta all’area protetta, si tratta di reati particolarmente gravi in materia di armi e di attività venatoria, ma grazie al blitz antibracconaggio le competenti Autorità di Pubblica Sicurezza – Questura e Prefettura – potrebbero emettere a carico dei due soggetti provvedimenti di diniego della licenza di caccia e di detenzione di armi e munizioni.

 “Ci costituiremo parte civile contro gli autori di questi veri e propri #criminidinatura, dichiara la Delegata per la Lombardia del WWF Italia, avv.Paola Brambilla, che  aggiunge

“… quanto scoperto dimostra che cacciatori e bracconieri spesso sono la stessa cosa: mi auguro che le Associazioni venatorie, in primis quelle bergamasche, condannino duramente i fatti, espellano i due e si costituiscano parte civile”.

Inoltre dichiara: “…quei cacciatori che vanno sotto il Pirellone a manifestare dicendo che loro votano e gli animali no, se sono come questi due il voto dovrebbero proprio vederselo revocare a vita…perché è degno di votare solo chi rispetta le leggi, dello Stato e della natura. Qui sono violate entrambe”.

Questi positivi risultati di contrasto ad attività illecite a danno della fauna e dell’ambiente si possono raggiungere quando i cittadini non restano indifferenti a ciò che accade al proprio territorio, operando attivamente con le Istituzioni.

E’ stata poi la proficua collaborazione tra il Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Bergamo e le Guardie Volontarie WWF, che ha permesso la buona riuscita di questa operazione antibracconaggio, dimostrando – se ce ne fosse bisogno – che la professionalità ad oggi acquisita dal personale  di questo Servizio di Polizia Provinciale non deve essere disperso, o peggio ancora ulteriormente ridimensionato, da parte di Regione Lombardia.

Anche perché l’Unione Europea ha chiesto all’Italia l’adozione di un Piano d’azione contro il bracconaggio, che prevede anche il rafforzamento dei controlli, specie nelle aree protette.

27 novembre 2017

                                                     La Direzione

                                           Riserva Naturale SIC/ZSC

                                                Valpredina e Misma

 

Salvare animali a tu per tu coi pastori

Sta per finire il secondo anno del progetto Pasturs , qui di seguito riportiamo un articolo pubblicato sulla “Gazzetta di Modena” il 22 novembre in cui viene riportata la bellissima esperienza di una volontaria modenese, Cecilia Colavito che ha partecipato al progetto.

LA STORIA » UN PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON IL WWF
Salvare animali a tu per tu coi pastori

L’esperienza di Cecilia Colavito che si è ritirata in montagna a stretto contatto con un gregge per difenderlo dai carnivori (di Laura Solieri)
MODENA
«Prima di questa esperienza, non sono mai riuscita a dedicarmi davvero al volontariato, ma ho scoperto che non è mai troppo tardi per iniziare, e che ci sono mille modi diversi per farlo, anche  impensati. Credo che questo sia l’insegnamento più prezioso che possa dare il volontariato. Che non si perde nulla a donarsi in modo disinteressato, si ricevono in cambio bellissimi e intensi momenti di vita».
Cecilia Colavito, 25 anni, di Modena, laureata in Beni Artistici e dello Spettacolo, racconta che l’arte è la sua grande passione con la quale
riempie anche il suo tempo libero e alla quale dà un grande valore, anche umano.
«Frequento infatti il corso di teatro presso il Teatro Nero di Modena e da anni suono nella banda giovanile Casual Band. Per queste attività, che richiedono tempo e dedizione, non ho mai fatto
esperienze di volontariato, prima della scorsa estate almeno».
Tra luglio e agosto 2017, Cecilia ha partecipato al Progetto Pasturs, un campo di volontariato nelle Alpi Orobie Bergamasche che l’ha portata a vivere a stretto contatto con il mondo dei pastori.
Il progetto è nato dalla cooperativa sociale Eliante di Bergamo, in collaborazione con il Wwf, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della bio diversità, in relazione in particolare al ritorno sulle nostre montagne dei grandi carnivori, quali orso e
lupo, e facilitare la difficile convivenza fra pastori e predatori, attraverso opere di prevenzione contro i possibili attacchi che questi ultimi possono subire.
«Mi sono lanciata in questa avventura perché sentivo il bisogno e il  desiderio profondo di lasciare la città e di vivere un’esperienza a contatto con la natura – racconta Cecilia – Ho partecipato a un corso di formazione in Valpredina, oasi del Wwf in provincia di Bergamo e a luglio ho finalmente raggiunto Alpe Pre, e la famiglia di pastori che mi ha accolta come volontaria, per poi spostarmi e passare la seconda settimana del mio volontariato in Alpe Vodala. Là, immersa nella natura di luoghi meravigliosi, ho vissuto giornate davvero incredibili, dense di sensazioni».
Ogni mattina Cecilia raggiungeva con i pastori il gregge nel recinto per portarlo al pascolo.
«Trascorrevamo ore a vegliare gli animali, erano loro a dettare i ritmi della giornata, ritmi lenti e dilatati. L’ultima sera trascorsa in Alpe Pre ho condotto il gregge nel recinto per la prima volta da sola. Temevo davvero di non farcela e di disperdere tutto il gregge giù nella valle sottostante, e invece è stato davvero incredibile vedere le caprette e le pecore che mi seguivano docili e i cani da pastore che stavano al mio fianco senza alcun problema. Mai avrei pensato di riuscire a fare una cosa simile. Graziea questa esperienza di volontariato – conclude Cecilia – ho visto luoghi incantati, conosciuto
persone diverse, ognuna delle quali, a suo modo, mi ha insegnato qualcosa, ho imparato e scoperto tantissime cose, non soltanto
sul mondo della pastorizia, degli animali e della natura, ma anche su me stessa, i miei limiti e le mie capacità».

RECUPERATI DIVERSI QUINTALI DI RIFIUTI PER TUTELARE LE ACQUE DEL LAGO

Brescia-Bergamo,  20/11/2017

Una  Giornata Ecologica dedicata alla pulizia dei fondali del Lago di Garda

   Impegnate 4 Associazioni ambientaliste nel porto di Rivoltella del Garda

Si è svolta  domenica  19 novembre a Rivoltella del Garda, frazione di Desenzano del Garda (BS), un’iniziativa dedicata alla pulizia del fondali del Lago di Garda.

Alla Giornata, organizzata dall’Associazione Talata Sub di Desenzano del Garda, con il patrocinio del comune di Desenzano,   hanno partecipato gli operatori del WWF  Bergamo-Brescia, della Sea Shepherd Dive Lombardia e dell’Associazione Airone Rosso. Soddisfazione per i risultati ottenuti nel corso della Giornata Ecologica è stata espressa dall’associazione Talata Sub Desenzano: “Questa volta abbiamo scelto il porto di Rivoltella perché,  pur essendo stato dragato due anni fa, tuttavia è una zona molto frequentata e quindi ci aspettavamo di trovare una notevole quantità di rifiuti. Nel complesso le aspettative sono state purtroppo confermate,  con particolare riferimento a rifiuti plastici di piccole dimensioni, difficili da vedere, ma pericolosi per l’ecosistema del nostro lago. Ovviamente il limo che giace sul fondo ci ha impedito di operare per molto tempo nel porto poiché al minimo movimento la visibilità diventava pari a zero, bisognava procedere a tentoni pertanto, in un secondo momento, ci siamo spostati nelle acque basse antistanti la passeggiata e l’ingresso del porto. Il supporto nautico della Lega Navale Italiana Brescia-Desenzano, che condivide da sempre i nostri obiettivi, ci ha notevolmente facilitato il lavoro e, soprattutto, ci ha permesso di operare in totale sicurezza grazie al monitoraggio in superficie del traffico nautico.” 

Sono stati recuperati durante la ricerca subacquea diversi quintali di rifiuti tra i quali gomme, ferri arrugginiti, bottiglie e lattine, plastiche di vario genere, rifiuti derivati da scarichi fognari, teli da barca e pezzi nautici.      Importante  la possibilità di fare rete tra le diverse Associazioni:  l’Associazione Talata Sub Desenzano che da diversi anni promuove oltre che iniziative per lo sport subacqueo anche la sensibilizzazione per la tutela del Lago di Garda, il WWF  Bergamo-Brescia, il cui gruppo di attivisti volontari bresciani  si è da  poco riorganizzato con  obiettivo  ben preciso  la tutela del lago di Garda a cominciare dal rispetto delle normative a salvaguardia delle acque e degli ecosistemi autoctoni, la Sea Shepherd Dive Lombardia, divisione subacquea dell’organizzazione internazionale impegnata nella salvaguardia degli oceani e delle acque interne perché …<l’Oceano inizia nel rubinetto di ciascuno di noi> … e anche  l’Associazione Airone Rosso, gestore del Monumento Naturale Oasi San Francesco che ha raccolto i rifiuti sparsi presenti nel canneto dell’area protetta, un ecosistema fondamentale per la salute del lago di Garda.

Un lavoro unitario che ha avuto uno scopo comune: ricordare a tutti che l’abbandono dei rifiuti è un atto incivile e intollerabile , ancor più quando avviene all’interno di un Habitat prezioso e importante come quello del Lago di Garda, elemento naturale preziosissimo per la Lombardia .

Convegno: Lo spreco del suolo, quali azioni possiamo attivare?

Sabato 21 ottobre 2017  Ore 15:00

Sala convegni dell’ex Monastero di Valmarina

Sede del Parco dei Colli di Bergamo

Moderatore: Marco Ferri, avvocato

Angelo Colleoni, Vicepresidente del Parco Regionale dei Colli di Bergamo – Saluti istituzionali

Giovanna Previtali, Comitato Viviamo il Brembo di Bonate Sotto – Finalità del seminario

Matteo Rossi, Presidente della Provincia di Bergamo – Saluti Istituzionali

Davide Cornago, urbanista – I servizi ecosistemici del suolo. Gli obiettivi europei. La situazione per la Regione Lombardia

Paolo Assolari, Amici dell’Isolotto di Ponte San Pietro – Nuovi scenari per l’azione dei Comitati e Associazioni sui Piani di Governo del territorio e sul Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Bergamo

Domande e dibattito aperto a tutti

Il blog dell'associazione WWF-Bergamo-Brescia