L’Associazione WWF Bergamo Brescia Onlus ha presentato ai Comuni di Bergamo e Stezzano lo studio sui corridoi ecologici che interessano il Parco Agricolo Ecologico Madonna dei Campi.

L’Associazione WWF Bergamo Brescia Onlus ha avviato alla fine del 2015 uno Studio multidisciplinare con l’intento di offrire un contributo di ricerca per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio periurbano di Bergamo in cui è presente il PLIS Parco Agricolo Ecologico Madonna dei Campi. La scelta di considerare un contesto agricolo intercluso e frammentato parte dalla considerazione del valore che esso custodisce in quanto grande risorsa di suolo libero, sopravvissuta all’urbanizzazione, che partecipa al disegno delle reti ecologiche del territorio bergamasco. Lo studio è coerente alla Mission del WWF Internazionale ‘Pensare globalmente…agire localmente’ ed è stato donato ai Comuni di Bergamo e Stezzano nell’auspicio che possa alimentare nuove prospettive di tutela e qualificazione delle aree agricole periurbane.

il PLIS
Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del ‘Parco Agricolo Ecologico Madonna dei Campi’ è nato grazie all’attività di promozione condotta da Comitati cittadini e Associazioni ambientaliste. Nel 2011 i Comuni di Bergamo (ente capofila) e Stezzano hanno ottenuto il riconoscimento del PLIS da parte della Provincia di Bergamo. La superficie complessiva è di circa 300 ettari, di cui 208 nel territorio di Bergamo e 91,5 in Stezzano, ed è formata principalmente da aree verdi destinate alla produzione agricola. Il parco è geograficamente suddiviso in quattro grandi settori a causa della frammentazione determinata dalle infrastrutture del trasporto. Il Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano è l’elemento caratterizzante e di pregio da cui il PLIS prende il nome: il complesso edilizio attuale risale al XIX-XX sec. e sorge nei luoghi in cui esisteva un’edicola religiosa, si presume già dal XII secolo, e su cui venne successivamente costruita una chiesa nel XIV-XV sec..

le finalità dello studio
Lo Studio del WWF è da considerare un primo contributo per conoscere meglio il PLIS P.A.E. Madonna dei Campi, per pianificare e conservare il disegno della rete ecologica territoriale che lo vede coinvolto, per individuare in via preliminare le azioni di potenziamento e miglioramento della componente ecologico-ambientale. Si basa su dati concreti dell’attuale condizione, su osservazioni dirette svolte da esperti in varie discipline, su una valutazione degli strumenti urbanistici comunali, provinciali, regionali. Per capire meglio le criticità e potenzialità dei contesti considerati si è lavorato costantemente a una doppia scala, locale (il PLIS e il territorio dei due Comuni coinvolti) e globale (il sistema territoriale intorno a Bergamo e le aree protette in esso esistenti).

presupposti e principi
Nel quadro ecologico della pianura intorno a Bergamo il PLIS P.A.E. Madonna dei Campi potrebbe rivestire un ruolo determinante se fosse dotato delle adeguate connessioni interne/esterne oggi mancanti o presenti in forma labile. Da questa constatazione discende la necessità, individuata dallo Studio, di conoscere meglio le condizioni naturalistiche attuali e di tracciare alcuni lineamenti di potenziamento basati su tre principi:
l’ampliamento del perimetro del PLIS attuale, annettendo aree strategicamente importanti;
il rafforzamento delle connessioni interne ed esterne al parco;
il miglioramento delle qualità ambientali, ecologiche e paesaggistiche anche per innalzare il grado attuale di biodiversità.

dallo stato attuale alle prospettive future
Grazie al contributo di esperti in varie discipline è stato possibile raccogliere dati, valutazioni e considerazioni su alcuni aspetti peculiari del contesto del parco agricolo ecologico di Bergamo e Stezzano.
Lo stato di fatto di fauna e flora è ricostruito sulla base dei dati dedotti da studi precedenti, arricchiti e approfonditi dai contributi tematici forniti dal Gruppo Flora Alpina Bergamasca, dal Gruppo Ornitologico Bergamasco, dal Gruppo Chirotterologico ‘Le Sgrignapole’.
Dall’esperienza pluriennale della Direzione della Riserva Naturale Oasi WWF – SIC/ZSC Valpredina e Misma – derivano invece alcune considerazioni di ampia prospettiva riguardo all’importanza della gestione delle aree protette, soprattutto se articolate in un sistema geografico e urbano complesso, nel quadro del nuovo assetto normativo approntato di recente da Regione Lombardia.
Il contributo della Scuola Agraria del Parco di Monza propone una riflessione sulle potenzialità del modello produttivo dell’agricoltura conservativa – basato su un metodo sostenibile di gestione dei fondi e delle risorse – che si pone come alternativa all’attuale agricoltura tradizionale e intensiva che è presente nella maggior parte delle aree del PLIS.
Le considerazioni naturalistiche si innestano sullo sfondo storico-culturale dato dalla testimonianza del sistema dei ‘Corpi Santi’, come definiti negli studi del prof. Renato Ferlinghetti del Centro Studi sul Territorio dell’Università di Bergamo, a cui appartengono le aree del PLIS e della Cintura Verde nel Comune di Bergamo.
Per rispettare la coerenza con la disciplina urbanistica vigente è stata svolta una accurata analisi e valutazione delle previsioni degli strumenti sovraordinati, dei PGT di Bergamo e Stezzano (e con la Variante n. 10 del PGT di Bergamo, in fase di redazione), delle reti ecologiche RER, REP, REC. Le considerazioni sugli aspetti del paesaggio si sono invece basate sulla constatazione diretta dei luoghi e sulla conseguente necessità di ricostruire un nuovo carattere paesaggistico a partire dalla natura autoctona della pianura rurale bergamasca e lombarda.

la strategia ecologica territoriale
La strategia di connessione ecologica ipotizzata dallo Studio parte dal potenziale di cerniera ecologica del PLIS P.A.E. Madonna dei Campi e mette in luce l’importanza di una pianificazione che garantisca nel futuro una rete intercomunale di collegamento fra aree naturali protette. E’ una visione strategica che immagina azioni da attuare sinergicamente a due diversi livelli geografici (rispettando la coerenza con il disegno delle reti ecologiche Regionale e Provinciale):
a scala locale/comunale: mediante azioni di rafforzamento dell’armatura vegetale e dei presidi ecologico-ambientali interni al PLIS, nonché attraverso azioni di de-frammentazione fra i vari settori del PLIS stesso;
a scala globale/territoriale: mediante l’estensione del perimetro del PLIS attuale, a comprendere ad esempio aree già appartenenti al sistema della ‘Cintura Verde’ di Bergamo, e guardando prioritariamente verso la connessione con il Parco dei Colli e le aste fluviali del Serio e del Brembo.

Alla scala territoriale la strategia si rivolge a un sistema ecologico di vaste dimensioni, strutturato secondo due grandi corridoi geografici:

corridoio nord/sud, formato da:
Parco Regionale dei Colli di Bergamo (recapito terminale)
PLIS P.A.E. Madonna dei Campi (con l’integrazione di aree connettive oggi mancanti)
PLIS del Rio Morla e delle Rogge
Parco Regionale del Serio (recapito terminale)

corridoio est/ovest, formato da:
Parco Regionale del Serio (recapito terminale)
PLIS del Rio Morla e delle Rogge
PLIS P.A.E. Madonna dei Campi (con l’integrazione di aree connettive oggi mancanti)
PLIS del Basso Corso del Fiume Brembo
PLIS del Monte Canto e del Bedesco
PLIS della Gera d’Adda
Parco Regionale Adda Nord (recapito terminale)

In questa logica connettiva è di fondamentale importanza considerare le aree, non incluse nel perimetro attuale del PLIS P.A.E. Madonna dei Campi, che vengono individuate dallo Studio con il termine di ‘Connettore Nord’ e che coincidono con una parte della Cintura Verde di Bergamo.

l’integrazione con la mobilità sostenibile
Le tematiche ecologiche sono integrate ad alcune considerazioni sulla mobilità ciclopedonale, considerata la forma sostenibile di trasporto da prediligere per l’accessibilità e la fruibilità delle aree naturali protette. Una fase analitica preliminare ha ricostruito il quadro conoscitivo di partenza, analizzando le previsioni dei piani sovracomunali e comunali, sul quale si è sviluppata l’ipotesi di una rete ciclabile integrata alle aree dei parchi ecologici. La Greenway dei parchi‘ che viene proposta è formata da un insieme di percorsi ciclopedonali – in parte esistenti, in parte già pianificati e in altra parte proposti come variante – che potrebbero svilupparsi in continuità dall’ex monastero di Astino fino alle aree agricole a sud di Stezzano.

Alcune immagini del PLIS

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Alcune tavole dello studio

SCHEDA RIASSUNTIVA

cronologia

novembre 2015 firma del protocollo d’intesa con i Comuni di Bergamo e Stezzano;  gennaio/dicembre 2016   elaborazione dello studio; marzo 2017 presentazione alle Giunte Comunali
gruppo di lavoro

elaborazione dello studio e supervisione complessiva

  • Associazione WWF Bergamo Brescia Onlus

enti patricinanti

  • PLIS P.A.E. Madonna dei Campi – Ente gestore Comune di Bergamo
  • Comune di Bergamo
  • Comune di Stezzano

coordinamento 

  • Marco Adriano Perletti
  • Alessandro Ripamonti

contributi tematici

  • urbanistica, mobilità sostenibile, paesaggio: arch. Marco Adriano Perletti
  •  fauna – ornitologia:  dott. Enrico Cairo (Gruppo Ornitologico Bergamasco)
  •  storia e cultura: prof. Renato Ferlinghetti (Università degli Studi di Bergamo/Centro Studi sul Territorio)
  •  fauna – chirotterologia: dott.sa Anna Maria Gibellini (Gruppo Chirotterologico ‘Le Sgrignapole’)
  •  flora: dott. Federico Mangili (FAB – Gruppo Flora Alpina Bergamasca)
  •  gestione aree protette: Enzo Mauri (Riserva Naturale Oasi WWF – SIC/ZSC Valpredina e Misma – Cenate Sopra, BG)
  •  agricoltura sostenibile: dott. Pio Rossi (Scuola Agraria del Parco di Monza)

 

contributi trasversali

  • Mariola Peretti (Presidente Italia Nostra Bergamo)
  • Marco Valle (Direttore Museo Civico di Scienze Naturali “E. Caffi” – Bergamo)

 

 

DUE GIORNATE PER L’AMBIENTE CON LE ASSOCIAZIONI E I CITTADINI

In occasione della Settimana europea contro l’abbandono dei rifiuti Let’s Clean Up Europe! (Puliamo l’Europa), il Comune di Desenzano del Garda (Assessorato all’Ambiente) propone due uscite di pulizia ambientale in collaborazione con le associazioni locali e con il coinvolgimento dei cittadini che vorranno unirsi. Una doppia iniziativa, sabato 27 e domenica 28 maggio, per sensibilizzare la comunità al corretto smaltimento dei propri rifiuti e al rispetto dei luoghi in cui viviamo, sia sul lago che nell’entroterra.

Sabato 27 maggio la sezione Cai di Desenzano sarà impegnata nella pulizia dell’entroterra, con questo programma: ritrovo alle 14 presso il parcheggio sud dell’ospedale di Desenzano; formazione dei gruppi coordinati dai componenti del Cai (gruppo sentieri), e distribuzione del materiale per la raccolta, con inizio della pulizia su più percorsi in base al numero dei presenti, dalle ore 14.30. I volontari si porteranno verso il Pusonaro, il Mericianum, il Cimitero e nelle aree che circondano i parcheggi dell’ospedale per ripulire la zona. Il pomeriggio si concluderà verso le 18 con rientro al parcheggio dell’ospedale.

Come spiega il presidente della sezione desenzanese Celestino Marcoli, «il Cai ha sempre aderito a questa iniziativa, che si ripete da tanti anni; come sezione abbiamo a cuore la pulizia dell’ambiente, in particolare nell’area del Plis del Monte Corno di Desenzano e abbiniamo l’uscita del 27 maggio alla Giornata nazionale dei sentieri del Club alpino italiano. Invitiamo i cittadini a partecipare e per mettersi insieme a noi al sevizio dell’ambiente».

Domenica 28 maggio la missione si sposterà sul lago con la pulizia subacquea del Porto Vecchio e della diga foranea (ottava edizione), dalle 9.30 alle 12, in collaborazione con le associazioni Talata Sub, Lega Navale Italiana sezione di Brescia e Desenzano, WWF Brescia-Bergamo e Sea Shepherd Dive. I sub si immergeranno per portare in superficie rifiuti e materiali accumulati nelle acque del lago. Sarà un’occasione per conoscere meglio le necessità di tutela delle acque, ma anche per contribuire a rendere migliore la nostra città.

«L’associazione subacquea Talata Sub Desenzano – commenta Silvia Brentegani, sommozzatrice e consigliere del gruppo – ha da sempre a cuore la tutela delle acque e organizza anche quest’anno l’evento di pulizia dei fondali desenzanesi per sensibilizzare il pubblico al rispetto dell’ambiente naturale. L’ottava edizione vede protagoniste anche altre associazioni, che collaborano per dare ancor più risalto all’evento. Lega Navale Italiana Brescia-Desenzano è nostro partner da sempre e siamo orgogliosi di avere al nostro fianco WWF Brescia-Bergamo e Sea Shepherd Dive, associazioni di rilevanza nazionale che hanno nella loro mission anche la salvaguardia delle acque interne, bacini preziosi spesso dati per scontati».

La giornata proseguirà con banchetti informativi di Sea Shepherd e WWF e prove sub gratuite per tutti coloro che avranno voglia di provare l’esperienza subacquea, presso la sede della Lega Navale Italiana Brescia-Desenzano.

(comunicato stampa del Comune di Desenzano del Garda)

Francesca Gardenato
Ufficio Stampa Comune di Desenzano del Garda

Giornata delle Oasi 2017 

PROGRAMMA GIORNATA OASI 2017

Durante tutta la giornata passeggiata libera nel verde e i colori dell’area didattica, tra gli alberi dell’orto botanico, i prati naturali e gli stagni.

Sarà possibile visitare il Centro Visite dove sarà presente lo stand WWF Italia e dell’Azienda Agricola Valpredina con i suoi prodotti BIO coltivati nella Riserva Naturale.

Ai nuovi soci WWF gadget e prodotti in regalo.

Troverete uno spazio dedicato allo Sportello pipistrelli per informazioni sui pipistrelli, le bat box e avrete la possibilità di segnalare la presenza di pipistrelli per contribuire alla loro tutela.

ORE 10.30 – La Ferratura del Cavallo: intervento in diretta del maniscalco e a seguire fino alle 13.00 per i più piccini in sella accompagnati dai nostri volontari.

Dalle 13.00 – In loc. Cà Pessina area ristoro e pic – nic.

Dalle 14.00 -In loc. Cà Pessina, dopo pranzo, area giochi per i più piccoli.

ORE 17.00 – All’osservatorio di Cà Pessina, dopo brevi nozioni sul primo soccorso alla fauna selvatica ferita o in difficoltà, la tradizionale rimessa in libertà della fauna selvatica curata al C.R.A.S. WWF Valpredina.

VI ASPETTIAMO!!

Sito dell’Oasi di Valpredina

Ambiente: Associazioni, Governo rinunci a valutazioni ambientali ‘farsa’. 20 Associazioni denunciano rischi per il territorio e per bene pubblico

“I cittadini, la pubblica amministrazione e il nostro territorio, se non ci sarà un radicale ripensamento, subiranno le conseguenze ambientali ed economico-finanziarie delle valutazioni ambientali ‘farsa’ proposte nello schema di decreto legislativo elaborato dal Ministero dell’Ambiente, che in questa settimana dovrà avere il parere del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni”. Al centro delle critiche l’Atto di Governo (AG) n. 401, di riforma della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che “crea un procedura farraginosa e poco trasparente, su elaborati approssimativi, duplicando le fasi autorizzative sui progetti di opere e impianti, favorendo i progettisti e non la corretta informazione e partecipazione dei cittadini”, come denunciato da un’ampia coalizione di venti tra le maggiori associazioni ambientaliste riconosciute (Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, FAI, Federazione Pro Natura, FIAB, Geeenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, VAS, WWF) che chiede il ritiro del provvedimento o una sua radicale riscrittura.

Gli ambientalisti fanno notare che, una volta data l’autorizzazione ambientale su un vago “progetto di fattibilità” (come previsto nell’AG n. 401), il percorso del proponente dell’opera o dell’impianto diventa in discesa e le varianti sul progetto definitivo, dipendenti dalla cattiva qualità degli elaborati preliminari, portano a diatribe sulla lievitazione dei costi che a quel punto l’amministrazione pubblica, dato il primo OK, difficilmente riesce a contestare. E non si tratta di rischi teorici, per 15 anni (dal 2001 al 2015), questo modello, ricordano gli ambientalisti, è stato applicato alle “infrastrutture strategiche”, derivanti dalla legge Obiettivo, i cui costi (date le necessarie compensazioni e mitigazioni ambientali) a consuntivo sono lievitati in maniera incontrollata, arrivando da un +300% (Autostrada Bre.Be.Mi.) ad un +800%  (terzo Valico dei Giovi) rispetto ai costi iniziali.

Le associazioni nelle loro Osservazioni (inviate alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato,  ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti, all’ANAC e alle Regioni) chiedono al Governo di evitare che si affermino valutazioni ambientali farsa, e quindi che:

  1. a) la VIA venga condotta sul progetto definitivo (come viene  stabilito dalla normativa vigente che si intende smantellare), che consente di valutare pienamente le caratteristiche tecniche e ambientali delle opere a partire da vincoli e tutele del territorio, e non dal progetto di fattibilità, impreciso e lacunoso, che può servire invece nella prima fase istruttoria;
  2. b) la Commissione tecnica di VIA venga sottratta dal controllo politico del Ministro dell’Ambiente di turno che può nominarne direttamente i membri, ma vada selezionata con procedure di evidenza pubblica tra esperti qualificati del mondo della ricerca e dell’università;
  3. c) non si riduca l’amministrazione pubblica a una sorta di sportello a chiamata per le esigenze e interessi dei progettisti e delle aziende di costruzione (i cosiddetti “proponenti”), favorendo invece un confronto tecnico basato su una corrette e completa informazione e partecipazione  dei cittadini nelle varie fasi di definizione progettuale.

Le associazioni in conclusione osservano che “se non si vuole che lo sviluppo sostenibile sia una scatola vuota,  il bene ambiente deve essere centrale nelle valutazioni su progetti e impianti, perché da questo dipende il nostro benessere, la nostra qualità della vita e la credibilità della Pubblica Amministrazione”.

 

Roma, 2 maggio 2017

 

Il presente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF in nome e per conto di tutte le associazioni che lo hanno sottoscritto.

S.O.S. Natura Italia

Da domani alla Camera è in votazione una proposta di legge, già approvata dal Senato, che indebolisce gravemente il sistema delle aree protette italiane mettendo in pericolo il nostro patrimonio
naturale. La Costituzione attribuisce allo Stato la tutela della natura:
questa ora rischia di diventare ostaggio delle politiche locali.
L’Italia custodisce una ricchezza naturale che non ha eguali in Europa. Circondata dal mare con circa 8000 km di coste e il 60% del territorio costituito da rilievi montuosi, il nostro Paese ha una grandissima varietà di habitat e quindi di specie. La nostra natura, già aggredita dal consumo del suolo, dall’agricoltura intensiva, da inquinamenti di ogni genere, è stata protetta da un insieme di Parchi
e Riserve realizzato grazie alla legge n. 394 del 1991.


Questa legge ha garantito all’Italia la tutela del 10% del suo territorio attraverso uno dei più importanti e diversificati sistemi di aree naturali protette d’Europa.
La proposta in discussione è priva di una visione di futuro, quasi rinunciataria: se il Parlamento del 1991 seppe cogliere aspetti innovativi dal confronto con la società civile e la comunità scientifica, quello del 2017 sembra essere ripiegato su se stesso,
incapace di ascoltare il mondo al di fuori della politica.
La proposta prevede:
• che i Presidenti dei Parchi abbiano solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza richiedere alcuna competenza in materia di tutela ambientale;
• che nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco siano inserite rappresentanze di portatori di interessi economici, indebolendo gravemente la rappresentanza degli interessi generali rappresentati dallo Stato;
• che i Direttori dei Parchi non abbiano più una nomina nazionale, ma locale e senza che siano loro richieste specifiche competenze ambientali o naturalistiche;
• che le Aree Marine Protette siano ancor più governate attraverso un sistema frammentario e disomogeneo fortemente condizionato dagli interessi locali;
• che la gestione della fauna del Parco non sia chiaramente ancorata alle Direttive Comunitarie, aumentando anche le possibilità del coinvolgimento dei cacciatori per gli abbattimenti selettivi.
Lo Stato sembra quasi voler abdicare a un suo ruolo obbligatorio e fondamentale. Su questo la proposta di legge in discussione fornisce un esempio eclatante: per il Delta del Po, uno dei più
complessi e problematici ecosistemi italiani tra l’Emilia Romagna e il Veneto, invece del parco nazionale oggi previsto, ne viene riproposto uno inter regionale da realizzarsi in 6 mesi.


Se, come già più volte in passato, non dovesse costituirsi, diventerebbe definitiva la situazione attuale di due distinti parchi regionali che si dividono un habitat da gestirsi unitariamente e che sono insufficienti per la tutela dei valori naturalistici internazionali e dei beni ambientali del Delta del Po. Molti altri commenti si possono fareal testo in discussione alla Camera, ma già da soli questi argomenti permettono a chiunque di comprende che i Parchi così gestiti non potranno ottemperare al proprio ruolo. La tutela di un bene, quanto più vicina è agli interessi che vogliono “utilizzarlo”, tanto è più difficile da esercitare.
E la competenza e l’indipendenza sono elementi fondanti della buona amministrazione, irrinunciabili se si devono gestire beni comuni complessi quali sono gli ecosistemi naturali.
Negli ultimi mesi il WWF Italia, insieme ad altre 15 grandi associazioni nazionali e a un gran numero di rappresentanti del mondo scientifico, ha presentato osservazioni e proposte riassunte nel documento “Aree protette, tesoro italiano” www.wwf.it/parchi Sostieni il WWF per la tutela della natura wwf.it/parchi.

C’è ancora una possibilità e serve l’aiuto di tutti

Abbiamo pochissimo tempo per correggere la rotta. Per questo il WWF Italia si rivolge a tutti i Deputati perché da domani, lunedì 27 marzo, quando affronteranno la proposta di legge con le votazioni d’Aula, facciano propri gli emendamenti per evitare un pericoloso e grave passo indietro nella gestione del sistema delle aree naturali
protette italiane.

Per questo chiediamo anche a te di darci una mano inviando subito un tweet ai Presidenti di Camera e Senato:

@lauraboldrini @PietroGrasso perché stravolgere
la più importante legge italiana per la tutela della natura? #sosparchi

25 MARZO – ORA DELLA TERRA WWF: “UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO”

25 MARZO – ORA DELLA TERRA

WWF: “UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO”

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’evento globale sul clima

http://www.oradellaterra.org/

Scarica la locandina

Guarda il video video_ora della terra 2017

CARTELLA STAMPA CON FOTO, VIDEO: http://bit.ly/2mw5Oos

E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 di ciascun paese,  le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Guarda il video:viedeo2

Partecipare ad Earth Hour vuol dire anche informare e sensibilizzare sui cambiamenti climatici, sfruttando la forza dei social network. Dalla piattaforma sarà possibile donare il proprio profilo facebook e contribuire a diffondere i messaggi del WWF contro i cambiamenti climatici. Qui maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare.

“Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è ora – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  – Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”.

Il video/spot di lancio dell’evento prodotto dal WWF richiama proprio quel potenziale di ‘cambiamento’ che è nelle mani di ciascuno di noi : il brano che accompagna le immagini, “Heroes (we could be) “ in stile progressive house, è cantato dalla svedese Tove Lo ed è  realizzato dal dj e producer svedese Alesso come remake del celebre “Heroes” scritto nel ’77 da David Bowie e Brian Eno.  Nel video anche la storia in immagini dell’evento mondiale che negli anni, dal primo spegnimento a Sidney,  è cresciuto in tutto il mondo fino a coinvolgere 178 paesi.

CAOS CLIMATICO  Il 2016 si e’ chiuso come l’anno piu’ caldo da quando esistono le registrazioni scientifiche e dai rilievi e’ risultato che per il 2016 abbiamo un’anomalia rispetto al periodo preindustriale pari a + 1,3 °c. Per l’Artico, come riportato nell’Arctic Report Card della NOAA statunitense, l’incremento e’ stato di * 2°c. Inoltre la concentrazione di CO2 nella composizione chimica dell’atmosfera ha raggiunto le 400 parti per milione (ppm) e in questi primi mesi del 2017 i rilievi dimostrano che questo dato e’ stato gia’ sorpassato, mentre in epoca pre industriale la concentrazione era di 280 ppm e i 400 ppm costituiscono un livello che gli scienziati ritengono non sia mai stato toccato negli ultimi 23 milioni di anni.  Il recente studio coordinato da Fabrizio Antonioli dell’ENEA sull’innalzamento del Mar Mediterraneo negli ultimi 1000 anni stima nei prossimi 100 anni un’accelerazione netta dell’innalzamento che, ad esempio, nel nord adriatico potrebbe giungere a valori compresi tra 90 e 140 centimetri.  Tra il 2016 e il 2017 si sono registrate molte anomalie e temperature record: in Australia, per esempio, si è appena conclusa un’estate “arrabbiata” caratterizzata da ondate di calore, incendi e alluvioni, con temperature record in alcune aree vicine ai 50°C.

 LE VITTIME DEL CLIMA  Il caos climatico indotto dall’intervento umano  purtroppo già colpisce sia molte comunità umane, a cominciare da quelle più fragili e più povere e che abitano sulle isole o lungo le coste, sia molte specie animali come orsi, pinguini, numerose altre specie di mammiferi e uccelli e di anfibi, colpendo inoltre tantissime altre specie sia di animali invertebrati (dagli insetti ai molluschi) che di piante”. Secondo le ultime analisi sono migliaia le specie del pianeta che risentono degli impatti negativi del cambiamento climatico. Guardando in particolare le sole specie inserite nella Lista Rossa di specie a rischio, un recente studio ha denunciato a rischio ‘climatico’ quasi la metà dei mammiferi e circa un quarto degli uccelli: in una  precedente analisi le percentuali erano molto più basse, rispettivamente il 7% e il 4%. Per questo l’edizione 2017 di Earth Hour – Ora della Terra in Italia sarà dedicata con particolare attenzione alle specie ‘simbolo’, a partire dall’orso polare destinato ad estinguersi molto rapidamente se non ci affretteremo ad azzerare le emissioni di CO2 e sostenere la specie con specifici interventi  di tutela, come quelli attivati dal WWF.

L’EVENTO IN ITALIA

Quest’anno in Italia tra i monumenti simbolo coinvolti, si spegneranno a Roma la basilica di San Pietro, il Colosseo  e il Museo MAXXI firmato’ dall’archistar Zaha Hadid, scomparsa lo scorso anno. E proprio l’area esterna del Museo nazionale delle arti del XXI secolo diventerà per un giorno la piazza di “Aspettando Earth Hour” con laboratori per bambini, giochi ed eventi di intrattenimento in attesa del conto alla rovescia finale.

Tra le altre adesioni che stanno via via arrivando, quella sera luci spente anche a Firenze il Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo, la Cupola del Duomo, la Statua del David (a Piazzale Michelangelo), la Basilica di Santa Croce, e l’Abbazia San Miniato al Monte; a Torino la Mole Antonelliana, il Duomo, la Basilica di Superga, Palazzo Civico, Chiesa della Gran Madre di Dio, la Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini; e poi  l’Arena di Verona, la Scalinata del Pincio a Bologna, Piazza del Ferrarese a Bari, il Palazzo delle Aquile, Piazza Pretoria, la facciata del teatro Politeama a Palermo…in Molise già ben 76 Comuni hanno dato la loro adesione.

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”.  http://www.altromercato.it/it_it/unaltrovivere/

Partner sportivo di Earth Hour 2017 è la Virtus Roma basket, squadra che milita nel campionato di A2. La Virtus, tra le prime società sportive a dotarsi di un codice etico, ha sposato da anni una linea giovane e attenta alle esigenze del cambiamento e alla sensibilizzazione verso le campagne sociali. Società e giocatori hanno aderito con entusiasmo: questi ultimi saranno protagonisti di una simpatica clip (“La partita più importante”) che verrà lanciata nei prossimi giorni.

Anche quest’anno partecipano ad Earth Hour rappresentanti del settore privato, con diverse attività ed iniziative di sensibilizzazione.  Wind Tre promuove l’iniziativa sui propri canali di comunicazione web e social, coinvolgendo anche i propri  clienti nel sostegno all’iniziativa. Tra le Aziende Partner del WWF Italia aderiscono all’evento Auchan e Simply, Eurojersey, Gruppo Gianasso – I Provenzali, Mutti, Save the Duck, Sofidel, UniCredit e Unilever Italia, attraverso spegnimenti simbolici e attività di sensibilizzazione e promozione della mobilitazione WWF sui loro canali di comunicazione.

Roma, 10 marzo 2017

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497  213  –  266  –  332

Cell. 340 9899147 – 329 8315725

Condannato a Bergamo ‘serial killer dei gatti’, 3 anni e 6 mesi

Li torturava e uccideva. Enpa, condanna pesante e importante

E’ stato condannato oggi in tribunale a Bergamo a 3 anni e 6 mesi un uomo di 43 anni, di Trescore Balneario, accusato di maltrattamento e uccisione di animali, in particolare gatti, e per questo ribattezzato ‘killer dei gatti’. Il giudice ha stabilito anche che al termine della pena l’uomo resti in libertà vigilata per due anni. Il pm aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza di primo grado arriva al termine di un lungo processo. L’uomo aveva contattato alcune donne che avevano pubblicato su internet l’annuncio di vendita di alcuni gattini. Dopo averli ricevuti, li avrebbe torturati e uccisi, postando poi le fotografie delle torture attraverso WhatsApp. L’uomo era già stato condannato lo scorso dicembre a 2 anni per stalking.

“Nel corso del procedimento – dichiara Claudia Ricci, avvocato dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), che si era costituito parte civile – abbiamo messo in risalto con la dovuta evidenza, anche grazie alla documentazione prodotta insieme all’associazione Link Italia, l’estrema pericolosità sociale dell’imputato. Attendiamo che siano rese note le motivazioni per sapere se il giudice ha accolto la nostra tesi. Certo è, comunque, che si tratta di una delle condanne più severe mai inflitte nel nostro Paese per il reato di maltrattamento e uccisione di animali”. “Da Bergamo oggi viene lanciato un segnale importantissimo – aggiunge la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – e sono convinta che questa sentenza ha tutte le che carte in regola per fare giurisprudenza. Dall’entità della pena inflitta al “killer dei gatti” mi sembra vi sia finalmente una piena valutazione della reale portata e gravità dei delitti da lui commessi. Mi auguro che si inneschi un “effetto domino” che coinvolga tutti gli altri procedimenti giudiziari che abbiano ad oggetto reati in danno agli animali, a partire dal caso del cane Angelo”. Soddisfazione esprime anche l’Enpa di Bergamo, che, con il commissario straordinario Mirella Bridda, ha seguito passo dopo passo l’intera vicenda, anche prima che l’imputato venisse rinviato a giudizio. “La severità della condanna – conclude Bridda – è un fatto estremamente positivo, ma questo non può cancellare il dolore e l’amarezza che noi tutti proviamo a causa delle terribili sevizie inflitte agli animali. Penso che sia finalmente giunto il momento di prevedere un inasprimento delle pene per i reati in danno agli animali”. In caso di appello, l’Enpa annuncia che sarà presente anche in questa sede.

Fonte ANSA

Salvataggio rospo Bufo bufo. Anno 2017 Lago di Idro (BS) CERCASI VOLONTARI

Tra poco piu’ di un mese iniziera’ la migrazione del rospo Bufo bufo a Idro, da anni decine di volontari si adoperano al salvataggio ed al controllo della migrazione, il lavoro consiste nello spostare i rospi dalla strada e contare quanti rospi maschi e femmine si vedono/spostano. Se siete un gruppo/associazione e desiderate dedicarvi a questa attività mandate una mail a: bufobufoidro@gmail.com o chiamate/whatsapp al 3482768078.

I volontari dovranno fare un breve corso di formazione per poter operare sul territorio il giorno 04-03-2017 alle ore 14 a idro (bs)

Scarica il volantino in pdf.

Piano Lupo: WWF scrive a ministero Ambiente e Regioni

APPROVARE IL PIANO STRALCIANDO PARAGRAFO CHE PREVEDE ABBATTIMENTI LEGALI

“Il Piano lupo ritorni nei prossimi giorni in discussione in sede tecnica, con un confronto aperto a tutte le parti interessate, partendo però da un punto fermo, l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”. Lo scrive la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi in una lettera in cui il WWF chiede al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ai presidenti e agli assessori regionali competenti una rapida approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con lo stralcio del paragrafo III.7 in cui è prevista la possibilità di abbattimenti legali.

La lettera al Ministero e alle Regioni è accompagnata da un documento in cui l’Associazione spiega, nel dettaglio, le motivazioni della propria opposizione all’ipotesi di abbattimenti legali. In particolare il WWF sottolinea che per l’oggettiva carenza di dati attendibili sullo status della popolazione della specie (in particolare per la sottopopolazione appenninica), sull’incidenza della mortalità dovuta al bracconaggio, sulla reale entità e localizzazione dei danni alla zootecnia e la carente applicazione delle soluzioni e tecniche per la loro prevenzione in molte regioni, non sussistano le condizioni per l’applicazione di deroghe.

Oggi è possibile un accordo per lo stralcio del paragrafo III.7, come auspicato anche dalla maggioranza dei Presidenti delle Regioni: 11 su 20 hanno, infatti, pubblicamente dichiarato la loro posizione contraria ad un Piano che contempli anche la possibile autorizzazione agli abbattimenti legali.

Per il WWF è vitale che l’accordo della Conferenza Stato-Regioni indichi anche le fonti per il finanziamento dell’attuazione del Piano di gestione del Lupo: infatti, per evitare che le azioni previste restino prive di copertura e, quindi, sostanzialmente inapplicate, i costi non possono essere a carico solo delle Regioni. Per l’Associazione esiste il rischio che, una volta approvato, il Piano possa rimanere sostanzialmente non attuato, come già accaduto con la precedente versione del 2002. Per questo è importante prevedere l’immediata attivazione, da parte della Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, della “Piattaforma Nazionale Lupo” indicata al paragrafo II.3.4 del Piano, per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle azioni previste, con il coinvolgimento di tutte le parti sociali ed economiche interessate e non solo dei soggetti istituzionali competenti.

Il Piano dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, per la lotta al bracconaggio, per il contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.

Nei giorni che ci separano dalla riunione della Conferenza Stato-Regionichiamata ad approvare il documento (informazioni attendibili parlano del 23 febbraio) è possibile trovare un accordo per arrivare ad un Piano che, in tutti i suoi aspetti, riconosca il valore del lupo come componente del capitale naturale della Nazione, senza trascurare il valore che le attività del settore zootecnico hanno per l’economia rurale del nostro Paese.

Il WWF auspica la ripresa del confronto in sede tecnica e politica, tra Ministero dell’Ambiente e Regioni, ma è pronto alla mobilitazione insieme ai tantissimi cittadini che lo scorso 2 febbraio hanno fatto sentire, forte e chiara, la propria voce in difesa del lupo.

Sul sito web del WWF il testo integrale del Piano sulla gestione del lupo in Italia predisposto dal Ministero dell’Ambiente.

Leggi la lettera del WWF al ministro dell’Ambiente e alle Regioni

Roma, 15 febbraio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

Cel. 340 9899147 – 329 8315725

CAMPAGNA SOCIAL DEL WWF FA IMPENNARE #SOSLUPO

Comunicato stampa

In migliaia hanno risposto all’appello per cancellare ipotesi di uccisione lupi dal Piano

 Non solo cinguettii ma veri e propri ululati. Quelli, che oggi, hanno affollato Twitter portando in poche ore l’hashtag #soslupo lanciato dal WWF ai primi posti nella classifica dei tag più twittati sul social network (tra i primi 5). Il segnale da cogliere è che tante migliaia di persone si sono mobilitate in rete accogliendo l’Appello rivolto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente e al Presidente della Conferenza Stato-Regione per chiedere che dal Piano di Gestione del lupo venga tolta ogni ipotesi di abbattimento per questa specie. L’intensa Campagna Social era partita lunedì scorso con la vignetta disegnata per il WWF da Silver con le ‘proteste’ di Lupo Alberto.

In pochi giorni la pagina Facebook di WWF ha raggiunto circa 1,6 milioni di visualizzazioni con un’interazione sui post pari a circa 180.000 tra like, commenti e condivisioni. La vera e propria ‘tempesta’ di tweet registrata stamattina sul profilo WWF è stata il culmine di un’interazione che in pochi giorni ha visto oltre 230.000 persone raggiunte e oltre 1.300 retweet.

Tra le migliaia di cittadini, anche volti noti che, insieme alla Presidente del WWF Donatella Bianchi,  hanno rilanciato sui propri profili le richieste di #soslupo:  Gabriele Muccino, Alessandro Gassman, Sabina Guzzanti, Donatella Rettore, Riccardo Bocca, Rosaria Renna insieme .

La mobilitazione del WWF prosegue : i volontari nel  pomeriggio saranno davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni (Via della Stamperia – 14.30).

Roma, 3 febbraio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

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Cel. 340 9899147 – 329 8315725

 

 

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