Domenica 19 maggio festeggia insieme a noi la Giornata delle Oasi!

l perchè della Giornata Oasi

Il circa 40 anni il Pianeta ha perso circa il 60% delle popolazioni di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili, pesci e uccelli che un tempo lo abitavanoprovocando un impatto sugli ecosistemi.

Anche in Italia la presenza dell’uomo ha avuto conseguenze ben visibili sugli equilibri naturali delle specie del nostro territorio: il falco pescatore, scomparso negli anni ’50 e oggi tornato a nidificare, conta solo 4 coppie; la lontra, praticamente scomparsa alla fine del secolo scorso, è ora in lenta ripresa ma gli esemplari sono ancora troppo pochi; la popolazione di orso bruno marsicanoconta oggi appena 60 individui; del gatto selvatico addirittura non si hanno stime per quanto è raro e schivo; ogni anno sono circa 300/400 i lupi uccisi dai bracconieri o investiti dalle auto; infine i cetacei, di cui si contano circa 200 mammiferi marini spiaggiati ogni anno per colpa di infezioni e inquinamento da plastica in mare.


La giornata delle Oasi è l’occasione straordinaria per celebrare la biodiversità del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali.


Dal nord al sud d’Italia sono tantissime le attività in programma per scoprire insieme a noi i tesori nascosti della natura italiana, come lupi, orsi, aquile, aironi, lontre, cervi e daini custoditi negli angoli più belli e suggestivi del nostro Paese!

La nostra festa delle Oasi precederà di qualche giorno la Giornata Mondiale della Biodiversità, che è stata indetta dall’Onu il 22 maggio, per sottolineare quanto sia importante difendere e tutelare la ricchezza della vita sulla Terra.

RIPARTE PASTURS: IL RITORNO DEI VOLONTARI SULLE OROBIE BERGAMASCHE PER FACILITARE LA CONVIVENZA TRA PASTORI E GRANDI PREDATORI

Dopo il successo degli ultimi tre anni sulle Orobie Bergamasche torna Pasturs, il progetto che propone di ridurre i possibili rischi conseguenti alla presenza dei grandi predatori sulle Orobie (Orso e Lupo) messo in campo su iniziativa di Cooperativa Eliante Onlus, Coldiretti Bergamo, Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia all’interno del progetto LIFE EuroLargeCarnivores e con la collaborazione di Regione Lombardia nell’ambito del progetto LIFE “Natura che Vale”.


L’edizione 2019 vuole confermare quanto di positivo è stato fatto nello scorso triennio, quando oltre 150 volontari hanno percorso le valli orobiche per aiutare 9 pastori nelle loro attività quotidiane di gestione e protezione delle greggi. L’intento è quello di migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori per raggiungere un duplice obiettivo: da un lato la salvaguardia di specie protette a livello comunitario, dall’altro il proseguimento del percorso di differenziazione positiva dei prodotti derivanti dalle attività zootecniche orobiche, con una ricaduta virtuosa per tutta l’economia locale.


A ulteriore riprova del successo di Pasturs è la continua collaborazione con Coldiretti Bergamo, che anche per questa edizione supporta il progetto: “L’esperienza di Pasturs continua a dimostrare anno dopo anno come la pastorizia riesca ad adattarsi con successo ai cambiamenti, valorizzando e recuperando i valori tradizionali” ha affermato Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Bergamo, che ha aggiunto: “Anche quest’anno abbiamo deciso di sostenere in maniera diretta Pasturs per sottolineare l’importanza di dare continuità a questo tipo di progetti per promuovere un dialogo continuo e fruttuoso tra il mondo dell’allevamento e quello dell’ambientalismo”.

“Promuovere la convivenza tra ecosistemi naturali e attività umane è la mission di Eliante e Pasturs la coglie in pieno. Siamo felici di essere riusciti a confermare questa esperienza per il quarto anno consecutivo e non vediamo l’ora di coinvolgere altri volontari per proseguire il buon lavoro fatto nello scorso triennio” ha commentato Mauro Belardi, presidente della Cooperativa Eliante Onlus.


Gli fa eco Danilo Rossi, presidente di WWF Bergamo-Brescia: “Non bisogna dimenticare che il progetto migliora il rapporto di fiducia tra ambientalisti e mondo dell’allevamento. Pasturs mostra nei fatti come sia possibile creare un circolo virtuoso che riduce il rischio di estinzione di specie protette e migliora la qualità del lavoro di chi sulle Orobie da decenni porta avanti la propria attività zootecnica.”
Chiude Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche: “Il pregio più grande di Pasturs è la sua capacità di unire generazioni diverse e di facilitare la convivenza tra uomo e le altre specie che abitano le Orobie. Le nostre montagne sono caratterizzate da grandi bellezze naturali e attività tradizionali decennali; fare in modo che entrambe concorrano a valorizzare al meglio il nostro territorio è basilare per il bene della nostra realtà”.


A partire da quest’anno Pasturs farà parte del progetto LIFE EUROLARGECARNIVORES, un progetto europeo che mira a migliorare la convivenza tra attività umane e grandi predatori attraverso la comunicazione, la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di conoscenze. Pasturs è stato riconosciuto dall’Unione Europea come buona pratica e, grazie a questo progetto, verrà diffuso a livello comunitario.
In sinergia con il progetto Pasturs ci saranno poi le azioni messe in atto da Regione Lombardia nell’ambito del progetto LIFE Natura che Vale, che sosterrà le azioni di Pasturs con l’intento di promuovere una gestione virtuosa del territorio.

COME ISCRIVERSI AL PROGETTO:
Per iscriversi al progetto è necessario compilare il modulo di candidatura www.pasturs.org/iscrizioni entro e non oltre il 28 aprile 2019.

Per informazioni www.pasturs.org

Stop pesticidi! per una agricoltura sostenibile

I tre Ministeri MIPAAFT, MATTM, SALUTE stanno elaborando la bozza del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi in Italia, scaduto il 12 febbraio. 

L’elaborato dovrà essere presentato entro fine aprile, a seguito del quale la bozza sarà aperta alla presentazione di osservazioni e proposte di emendamenti da parte di Regioni e altri Enti pubblici, Associazioni di categoria, professionisti, Associazioni di protezione ambientale, comitati di cittadini o singole persone interessate. 

Il 14 aprile in tutta italia scenderanno in piazza associazioni, movimenti e comitati di cittadini interessati con azioni pacifiche di FLASH MOB. L’obiettivo è quello di chiedere al governo un PAN Pesticidi che promuova un’agricoltura più sostenibile e attenta alla salute di cittadini, ambiente e dei tanti insetti che vivono nel nostro territorio. 

Sei un’OA o un’Associazione e vuoi organizzare un Flash Mob #StoPesticidi nel tuo comune?

1. Scarica il Vademecum per organizzare al meglio il tuo evento      

2. Leggi le indicazioni per il Flash Mob 

3. Crea il tuo evento per il 14 aprile

4. Scarica i Copy da usare per i canali social 

5. Scarica i Materiali grafici (per i Social e per la giornata dell’evento)

Cos’è il PAN Pesticidi

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN Pesticidi) è il piano che promuove l’uso di tecniche ed approcci biologici come alternativa ai prodotti chimici di sintesi. 

L’Italia ha recepito la Direttiva europea 2009/128/CE per promuovere l’utilizzo sostenibile dei pesticidi nel 2012 con  il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, «Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi». Nel 2014 il primo PAN Pesticidi è stato adottato ufficialmente.

Il PAN in questione è scaduto quest’anno, il 12 febbraio 2019, ed è ora in corso la sua revisione da parte dei tre Ministeri competenti (MIPAAFT, MATTM, SALUTE), revisione che si concluderà con l’apertura della consultazione pubblica prevista entro il mese di aprile 2019.

Il PAN Pesticidi Precedente

  • NON aveva definito obiettivi quantitativi vincolanti di riduzione dei pesticidi.
  • NON comprendeva l’obiettivo di sostituire totalmente i pesticidi con metodi non chimici per le aree più vulnerabili identificate dal piano.
  • NON prevedeva norme cogenti per la tutela delle abitazioni e delle colture in agricoltura biologica, riducendo i rischi di una possibile contaminazione accidentale.
  • NON prevedeva obblighi cogenti e divieti per l’uso dei pesticidi nelle città per la manutenzione del verde urbano, pubblico e privato.
  • NON prevedeva alcuna limitazione per l’utilizzo di pesticidi da parte dei privati in orti e giardini. 
  • NON sono state applicate le “Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette” definite dal decreto del 10 marzo 2015.

Il nuovo PAN Pesticidi

Quest’anno ci siamo uniti alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio ed altre Associazioni per denunciare gli impatti dei pesticidi sulla salute umana, sull’ambiente e sulla natura e promuovere un’agricoltura biologica. 

Insieme abbiamo definito le proposte di regole obbligatorie e vincolanti che il nuovo PAN Pesticidi deve prevedere a tutela della salute dei cittadini, della biodiversità e delle produzioni con metodi biologici:

  • ​Il 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale deve essere condotta con il metodo biologico entro il 2030.
  • Indicare le distanze minime di sicurezza dalle abitazione, dalle aree pubbliche e dalle coltivazioni biologiche per i trattamenti fitosanitari. 
  • Prevedere misure regolamentari (obblighi e divieti) per l’utilizzo di principi attivi, di cui è stata accertata la pericolosità per habitat e specie selvatiche, nei siti Natura 2000 e nelle aree Naturali protette.  
  • ​Adottare tecniche biologiche per la manutenzione nelle aree non agricole (rete ferroviaria, viaria).
  • Vietare l’uso del glifosate in Italia entro il 2022
  • Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di principi attivi vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo
  • Maggiore formazione dei tecnici e degli agricoltori per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo di fornire sempre informazioni anche sulle tecniche e pratiche agroecologiche alternative all’utilizzo della chimica di sintesi.

Per informazioni più dettagliate sui pesticidi, i loro effetti, e le proposte per un’agricoltura più sostenibile: scarica il Rapporto annuale Cambia la Terra

Per un’agricoltura più verde, uno dei punti fondamentali da cui partire è sicuramente la riforma della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC) che fino ad oggi ha nettamente privilegiato gli investimenti verso l’agricoltura convenzionale che utilizza troppi pesticidi.

Sarica l’Atlante della PAC “Dati e fatti della Politica Agricola Comune UE” >>

A Pasqua scegli le Uova di cioccolato WWF

Un bellissimo regalo per i nuovi soci WWF!


Festeggia la Pasqua con le uova di cioccolato della Natura.

Regala ai tuoi cari l’iscrizione al WWF: riceverai in regalo un buonissimo uovo di cioccolato con sorpresa! Recati ai tavoli informativi in provincia di Bergamo e Brescia o presso le sedi territoriali WWF (Oasi Valpredina a Cenate Sopra e Renovapark a Pontirolo Nuovo) e iscrivi un tuo amico.

In aggiunta, presso la sede operativa dell’Oasi Valpredina, avrai diritto a uno sconto per l’accesso all’area didattica.

Forza, a tutto cioccolato!

Caratteristiche dell’uovo: 300 g di cioccolato, al latte o fondente, certificato UTZ. Il cartoncino del collarino è certificato FSC, il fondello è compostabile e biodegradabile, le sorprese sono unisex in legno FSC, l’involucro è in plastica interamente riciclabile.

Convocazione Assemblea Ordinaria Annuale Soci OA WWF Bergamo Brescia Onlus

I Soci e le Socie sono invitati a partecipare all’Assemblea Ordinaria dell’Associazione, che avrà luogo presso la sede operativa OASI WWF di WWF Valpredina, via F. Lussana 2, Cenate Sopra (BG)

il giorno 12 aprile 2019 alle h. 06,00 (in prima convocazione)
il giorno 13 aprile 2019 alle h. 16,00 (in seconda convocazione)

per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO:

-Approvazione del rendiconto finanziario al 31.12.2018
-Approvazione rendiconto preventivo 2019;
-Programmazione 2019 e progetti in corso;
-Aggiornamenti da WWF Italia per nuova legislazione Terzo Settore
-Varie ed Eventuali;

Il Presidente
Danilo Rossi

Incendi nei boschi bresciani, sei persone denunciate

Da BresciaSettegiorni del 30-03-2019

Condizioni metereologiche eccezionali per la stagione e grave imprudenza hanno fatto impennare il numero di incendi boschivi in questo scorcio di inizio anno.

Le cause

Da inizio anno si sono verificati oltre 30 incendi boschivi, tra i più significativi ricordiamo quelli di Tignale e di Lumezzane. Tra le cause sicuramente imperizia e negligenza la fanno da padroni. Le scarse precipitazioni infatti hanno determinato il prolungamento, in provincia, del periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi decretato dalla Regione Lombardia. Nella maggior parte dei casi il  modus operandi è stato sempre il medesimo: il proprietario del terreno effettuava lavori di ripulitura e poi decideva di dar fuoco ai residui vegetali. Imprudenza, condizioni metereologiche critiche, e seccume della vegetazione hanno poi fatto il resto.

I responsabili

In alcuni casi il tempestivo intervento dei Carabinieri forestali di Brescia ha portato ad individuare gli autori degli incendi. I militari da gennaio ad oggi hanno denunciato per incendio boschivo 6 persone colte in flagranza di reato nei comuni di Sabbio Chiese, Gavardo, Pezzaze, Polaveno, Sarezzo e Sonico. A conferma del proliferare di questi comportamenti assai pericolosi ci sono anche le circa 50 multe ai cittadini che hanno acceso dei fuochi, i quali, fortunatamente non sono degenerati in veri e propri incendi boschivi.

Richiamo alla prudenza

Il richiamo alla prudenza appare superfluo, un incendio boschivo oltre a determinare un grave danno alla natura mette in serio pericolo anche la pubblica incolumità. Con la primavera, inoltre, le aree verdi di tutta la provincia tornano a ripopolarsi di turisti, che a seguito di un incendio boschivo potrebbero trovarsi a rischiare la vita.

Serle, sversò 80 litri di olio nello stagno dei rospi: indagato

Da Il Giornale di Brescia – Valsabbia dell’1-4-2019

Ha un nome e un’identità accertati l’«ecocriminale» – come non esitano a definirlo i Carabinieri Forestali che gli hanno dato la caccia – che il 24 marzo 2018 sversò ben 80 litri di olio esausto nella pozza Meder, sull’altopiano di Cariadeghe, a Serle.

Si tratta di un 50enne di casa proprio nel comune valsabbino che avrebbe agito sulla scorta di vecchie ruggini nei confronti dell’amministrazione comunale di Serle, anche se le ragioni del gesto restano da acclarare per gli inquirenti.

L’uomo per rilasciare il liquido inquinante della piccola polla, habitat naturale dei rospi Bufo bufo, già oggetto di vari progetti di tutela ambientale, aveva fatto ricorso a quattro taniche. Proprio quelle che hanno consentito ai Carabinieri forestali della Stazione di Gavardo di muovere sulle tracce dell’autore del gesto. I militari, infatti, erano riusciti a risalire in breve all’officina che aveva venduto le taniche al 50enne.

Incrociando varie informazioni acquisite nel corso delle indagini, i Carabinieri sono poi riusciti a stabilire che a riversare nottetempo quegli 80 litri di liquido altamente inquinante era stato proprio il serlese, ora indagato a piede libero con l’accusa di abbandono di rifiuti e inquinamento ambientale: rischia fino a 6 anni di carcere.

La vicenda diede il là ad una corsa contro il tempo che per giorni vide decine di volontari impegnati nel tentativo di salvare la pozza e i rospi: il Comune ha poi provveduto a completare le opere di bonifica, anche se ci vorranno anni perché l’habitat ideale per i Bufo Bufo possa dirsi ripristinato.

Un decalogo per l’ambiente: 10 cose da fare per salvare il pianeta Terra

da La Stampa del 19-3-2019 – di Roberto Giovannini

Cosa possiamo fare davvero per il clima? Ecco una rapida e utile lista di azioni che ognuno di noi può attuare ogni giorno. La più importante? Spingere i governi ad agire

Venerdì 15 in tanti hanno manifestato con il #Fridaysforfuture per una mobilitazione globale per limitare il cambiamento climatico e le sue catastrofiche conseguenze per il futuro della Terra. Una protesta generosa, pulita, entusiasmante, con protagonisti tanti giovani e giovanissimi, che chiedono azioni concrete e non chiacchiere. Quali? Ecco una piccola lista di cose che possiamo (e dobbiamo) fare per il Pianeta.

1. Mangiamo bene

Ogni anno buttiamo via tonnellate di cibo ancora buono da mangiare: per produrlo e farlo arrivare nel nostro frigo è stata impiegata molta acqua, molta energia, molte emissioni. Facciamo bene la spesa: acquistiamo cibi con scadenza “corta”, prodotti localmente, di stagione. Ridurre i consumi di carne e mangiare bio non è sbagliato.

2. Piantiamo alberi

Gli alberi forniscono ossigeno, «mangiano» CO2, rinfrescano il clima in città. Difendiamo ed estendiamo i parchi e le ville nelle città, piantiamo alberi se possibile: ogni pianta dà un aiuto effettivo. Non acquistiamo mobili e oggetti in legno di cui non sia certa una provenienza certificata.

3. Spostarsi sostenibilmente

Il trasporto è un’importante sorgente di gas serra e di inquinamento. In città è bene spostarsi con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta, che fa anche bene alla salute. L’auto può essere in sharing, oppure ne basta una per famiglia: possibilmente ibrida, meglio ancora se del tutto elettrica. In ogni caso: andare piano. Per i viaggi più lunghi, potendo, meglio il treno dell’aereo.

4. I rifiuti non sono rifiuti

Rispettiamo le regole della raccolta differenziata, suddividendo l’immondizia in umido, vetro, carta, metalli, plastica. Lampadine, prodotti elettronici, ogni oggetto, ogni materiale può essere trasformato o recuperato. Il motto è reduce, reuse, recycle, ovvero ridurre, riusare, riciclare.

5. Acquistiamo intelligente

Si possono sostenere prodotti e industrie con soluzioni eco-friendly e durature, favorendo la trasformazione green dell’economia. Scegliere guardando le etichette dei consumi energetici, il contenuto di materiale riciclato, la recuperabilità.

6. Investimenti etici

I nostri risparmi, i nostri conti bancari, i nostri investimenti possono essere messi al servizio della difesa dell’ambiente o alimentare l’economia fossile, le industrie inquinanti, le produzioni militari. Scegliere la finanza che punta sulla sostenibilità è facile, e ha un grande impatto globale.

7. Non sprecare l’acqua

Conserviamo acqua, riduciamone il consumo. Non utilizzare sempre e comunque l’acqua in bottiglia: c’è quella pubblica. Usiamo la lavatrice sempre a pieno carico; per la pulizia di casa utilizzare solo detersivi o detergenti non tossici e non inquinanti.

8. Energia? Pulita

Scegliamo un fornitore di elettricità che utilizzi energia da fonti rinnovabili e non fossili. Scegliamo gli elettrodomestici più efficienti, usiamo le modalità eco e “pieno carico”. Lampadine solo a risparmio energetico. Se possiamo, installare pannelli solari per l’acqua, fotovoltaici e mini generatori eolici per l’energia.

9. Il riscaldamento

Una casa «colabrodo energetico» spreca una montagna di danaro e di preziosa energia. Usiamo i bonus fiscali statali per comprare caldaie a bassi consumi, infissi isolanti, «cappotti termici». Usiamo termostati e programmazione oraria per avere un riscaldamento (o raffrescamento) adeguato, non esagerato e non sprecone.

10. Facciamoci sentire

È vero: il cambiamento climatico è una questione immensa, e non si può rimediare solo mutando i nostri comportamenti quotidiani. Che servono, ma solo se accompagnati dalle scelte giuste e coraggiose che devono prendere i principali Stati e governi. Tutti insieme, e in tempi rapidi. Dunque, bisogna informarsi, capire, leggere i giornali. È bene parlare con le altre persone, diffondere la conoscenza, esigere – nelle piazze, nei luoghi di lavoro, ma anche al momento del voto – che i nostri rappresentanti prendano iniziative concrete sul clima e l’ambiente.

Danni ai boschi: in campo tecnici e ricercatori.

La gestione del patrimonio boschivo è argomento di grande rilevanza nelle nostre zone. La seguente lettera del nostro Presidente, pubblicata su L’Eco di Bergamo del 30 gennaio 2019 in risposta a quella di un lettore, contribuisce a fare chiarezza sulle competenze dei vari Enti preposti alla protezione e gestione dell’ambiente forestale.

Danni ai boschi, in campo tecnici e ricercatori

Egregio direttore, in riferimento alla lettera firmata da Walter Belingheri, pubblicata nell’edizione del 7 gennaio scorso sul suo spettabile quotidiano dal titolo «I guasti ai boschi ed i compiti della Forestale», nella quale viene lamentato «il silenzio delle associazioni ambientaliste che assistono al suicidio dei nostri boschi pur di evitare di toccare le piante rovinate e malate che fanno morire i boschi», si ritiene doveroso intervenire per chiarire affermazioni non veritiere e fuorvianti della realtà riguardante l’ambiente forestale. Il sig. Walter Belingheri fa riferimento ai gravissimi danni subiti dal patrimonio boschivo provocati dalla cosiddetta «tempesta Vaia» verificatesi il 29 ottobre scorso lamentando, a tale proposito, che in Lombardia non si è mosso ancora alcun ente. Ci risulta, invece, che per iniziativa della direzione Foreste del ministero delle Politiche agricole e forestali siano in campo tecnici e ricercatori (anche locali) per eseguire rilievi diretti della situazione dei boschi con lo scopo di quantificare i danni reali (all’attualità si stimano 8,5 milioni di metri cubi di materiale legnoso a terra, in Lombardia circa 400 mila metri cubi) e programmare specifici interventi colturali per ripristinare i boschi danneggiati. Questa associazione, come anche altre, è sicuramente d’accordo con le operazioni preliminari in corso, dopo le quali sarà possibile intervenire con cognizione di causa. Il sig. Belingheri prosegue nella lettera e fa anche confusione con ruoli e competenze in materia forestale allo stato attuale. Non spetta alla Forestale, ex Corpo forestale dello Stato confluito dal 1° gennaio 2017 nell’Arma dei Carabinieri, la gestione dei boschi che, secondo le norme vigenti in materia (l. r. n. 31/2008), è di competenza degli enti forestali, ossia Comunità montane, Parchi e riserve regionali e Provincia. «Mettere in piedi una organizzazione di prevenzione sul patrimonio boschivo», come sostiene il sig. Belingheri, è un compito che spetta, per legge, agli enti territoriali forestali. Trattandosi di una materia specifica in cui gli attori sono i proprietari dei boschi pubblici e privati nonché le istituzioni regionali e statali, è quindi molto importante che l’informazione non si basi su pregiudizi e consuetudini, le quali – seppur con estrema fatica – devono essere sostituite dalla conoscenza e dalle buone pratiche di gestione forestale. Oggi i boschi non devono più essere semplicemente considerati solo un insieme di alberi, ma un ambiente naturale complesso, il cui equilibrio può essere compromesso da una gestione semplicistica o basata su consuetudini, le quali oggi sono superate dalla consapevolezza che questo ecosistema, già duramente messo alla prova dai profondi cambiamenti climatici, ci fornisce ossigeno, ci protegge a livello idrogeologico, fornisce materie prime e un ambiente naturale dove passare del tempo libero e rigenerare la qualità della nostra vita e, non da ultimo, è l’ambiente per molte specie animali. Le associazioni ambientaliste tra cui il Wwf conoscono bene l’argomento, peccato appunto che vengano spesso definite «cassandre», le quali però alla fine, purtroppo, hanno sempre avuto ragione delle preoccupazioni annunciate. Il signor Belingheri, quindi, prima di tirare in ballo le associazioni ambientaliste come se le stesse non fossero attente al problema, farebbe bene ad informarsi compiutamente della materia e delle norme in vigore che la regolamentano e scoprirebbe che in questa situazione non hanno alcuna possibilità di intervenire direttamente.

DANILO ROSSI – Presidente WWF Bergamo-Brescia onlus


Campagna #ProtectWater: ultimi giorni per far sentire la nostra voce!

La Commissione Europea sta svolgendo una valutazione per capire quanto sia adeguata la politica europea sull’acqua e sta cercando di raccogliere il maggior numero possibile di opinioni da parte del pubblico su quanto siano importanti gli ecosistemi di acqua dolce e su quanto la legislazione vigente nell’Unione Europea abbia indotto un cambiamento verso una gestione sostenibile della risorsa acqua oltre a capire se abbia migliorato la salute dei corpi idrici. La consultazione online sulla Direttiva Quadro Acque dell’UE è stata lanciata il 17 settembre 2018 e tutti i cittadini e il pubblico interessato altema sono invitati ad esprimere il loro punto di vista.


Corso d’acqua canalizzato 

Corso d’acqua naturale

Le violente alluvioni che questi giorni si sono abbattute sul territorio italiano sono state causate dai cambiementi climatici, ma i danni e purtroppo le numerose vittime sono il risultato dell’incuria e della cattiva gestione del nostro territorio.

La canalizzazione dei corsi d’acqua è una della principali cause che ha aumentato il rischio di esondazione dei fiumi. Con la canalizzazione, l’alveo dei fiumi viene ridotto tra sponde artificiali. Questo fa sì che la velocità dell’acqua sia più elevata, che la quantità di materiale trasportato sia maggiore e che il picco di esondazione venga raggiunto più in fretta. Leggi di più >>            

In questa fase di cambiamenti climatici é nostro dovere tutelare i corsi d’acqua del nostro territorio. Ove possibile, è indispensabile liberare fiumi e torrenti per favorire la loro esondazione naturale ed evitare che siano i corsi d’acqua a trovare le vie dove sfogare la loro irruenza. Tragedie come quelle appena capitate non devono più ripetersi.

La direttiva Quadro acque 2000/60/CE è uno strumento fondamentale per garantire la tutela della risorsa idrica e la scala di intervento più efficace per tutelare i nostri corsi d’acqua e garantire la sicurezza delle persone. 

Non possiamo permettere che la Dirtettiva Acque venga cambiata o che vengano ulteriormente prorogati i termini per il raggiungimento dei suoi obiettivi di qualità. 

Più di 355.000 persone hanno già espresso la loro opinione. Aiutaci a raggiungerne 400.000!

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Tutte le informazioni sulla campagna a questo link: https://www.wwf.it/protectwater.cfm

Il blog dell'associazione WWF-Bergamo-Brescia