WWF, TRA MORTARA CORTOLEONA E PARONA IL TRIANGOLO DELLA DIOSSINA

E’ NECESSARIO PIU’ CORAGGIO PER DIFENDERE SALUTE E AMBIENTE: SUBITO RISORSE E CONTROLLI

Quello tra Mortara, Cortoleona e Parona purtroppo è un vero e proprio “triangolo della diossina” in cui c’è un alto numero di imprese che lavorano nel settore dei rifiuti che operano con le modeste “verifiche di VIA” che hanno escluso l’assoggettamento a VIA, come in questo caso, per gli impianti che trattano rifiuti pericolosi in grandissima quantità e che vengono anche da inceneritori di altre regioni (Piemonte come si è avuto modo di apprendere da un’ispezione di Arpa del 2009 e non solo). Nessuno stupore quindi che proprio a Mortara si sia sviluppato un incidente così grave su cui chiediamo un immediato monitoraggio da parte dell’Ispra per verificare i livelli di inquinamento da diossina.

La società dell’impianto di Mortara è stata esclusa da VIA (Valutazione di Impatto ambientale) nel 2009, con una procedura che non ha previsto alcuna valutazione cumulativa degli impatti: l’impianto, tra l’altro, non è stato sottoposta a VIA nonostante una richiesta, autorizzata, di raddoppio della produzione (proprio nel 2009).

“La gestione dei rifiuti nel ‘triangolo della diossina’ è, purtroppo una bomba ecologica ad orologeria che va disinnescata al più presto attraverso controlli puntuali e continui che portino al riesame delle verifiche di VIA e delle VIA rilasciate, aggiornando prescrizioni per tutelare la salute e l’ambiente”. Dichiara il Delegato WWF in Lombardia Paola Brambilla che aggiunge: “È necessario che gli enti pubblici si dotino di personale qualificato in grado di analizzare in modo puntuale le relazioni e gli studi ambientali che vengono presentati dai privati e che le amministrazioni pubbliche dimostrino più coraggio nella difesa dell’ambiente”.

Dopo le modifiche delle normative sulla VIA è necessario avviare immediatamente i monitoraggi programmati su tutte le attività di gestione dei rifiuti, cominciando proprio dalle situazioni limite come quelle del ‘triangolo della diossina’, intervenendo senza fare sconti nei confronti di chi non è a norma. È necessario dare immediata applicazione all’art. 28 del nuovo testo del Codice dell’ambiente che prevede proprio questo genere di controlli. Il WWF chiede al governo di stanziare le risorse adeguate, aiutando gli enti locali ad esercitare la funzione di controllo: se questo non dovesse accadere il rischio è di incorrere in un’ulteriore infrazione del diritto dell’UE.

Roma, 6 settembre 2017

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