Sabato 28 marzo ore 20,30 scatta l’ora della Terra

Ognuno di noi può fare la sua parte .
Anche in questo momento così difficile e drammatico per la nostra città e provincia. La natura è la migliore delle scuole…e ci aiuterà ad uscire da questo incubo.
Il WWF Italia e la Sezione di Bergamo ringraziano in particolare i comuni di Bergamo, Covo, Cenate Sopra e Pontirolo Nuovo per i l loro impegno e la loro adesione all’iniziativa internazionale .
Non siamo soli e tutti insieme possiamo aiutare il nostro Pianeta a farci stare meglio.

IL 28 MARZO TORNA EARTH HOUR, l’EVENTO MONDIALE WWF SUL CLIMA

UN’ORA DI BUIO PER
MIGLIAIA DI MONUMENTI,
MILIONI DI CITTADINI
SPENGONO LA LUCE PER
DIRE CHE LA NATURA CONTA

A VENEZIA L’EVENTO CENTRALE ITALIANO
Sabato 28 marzo alle 20,30 torna l’appuntamento mondiale con l’Ora della Terra. In tutto il mondo 60 minuti a luci spente e tante iniziative per ricordare l’importanza della natura.

La situazione critica che stiamo vivendo a causa della pandemia da COVID-19 non ci permette di organizzare eventi in piazza, ma potremmo comunque far sentire alta la nostra voce!



Link al video ufficiale dell’Ora della Terra 2020
Sabato 28 marzo alle 20 e 30 locali, partendo dall’Australia, nel mondo scatterà
Earth Hour, l’Ora della Terra del WWF: la più grande mobilitazione globale per contrastare i cambiamenti climatici, che invita le persone a spegnere la luce per un’ora con l’obiettivo di dimostrare, attraverso un gesto simbolico, un impegno concreto per la salute del pianeta. Lo scorso anno Earth Hour coinvolse milioni di 2/3/2020 Il 28 marzo torna Earth Hour, l’iniziativa mondiale WWF sul Clima. Un’ora di buio per migliaia di monumenti, milioni di cittadini spengo…

La biodiversità globale è protagonista di un allarmante declino, che viaggia a una velocità senza precedenti: si stima che siano circa un milione le specie a rischio estinzione, anche a causa degli effetti, già oggi, sempre più frequenti e devastanti del riscaldamento globale. Earth Hour è un’occasione per agire contro la crisi climatica e per affermare che il ripristino dei sistemi naturali è essenziale per contrastare il disastro climatico, così come è necessario accelerare le azioni di decarbonizzazione.
Milioni di persone in tutto il mondo sono invitate a prendere parte agli eventi realizzati in occasione di Earth Hour 2020, e a partecipare alla raccolta firme online “Voice for the Planet”, per unire le voci di tutti in un unico grido per salvare il pianeta. Questa raccolta firme, infatti, sarà poi presentata ai leader mondiali in occasione di forum globali come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per contribuire ad assicurare un New Deal for Nature and People, che sappia affrontare la perdita della natura, invertire il declino ambientale, e salvaguardare il nostro futuro.
“Il tasso globale di perdita della natura a cui abbiamo assistito negli ultimi 50 anni non ha precedenti nella storia dell’umanità, in relazione alla minaccia per le vite e il benessere umani – ha detto Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF International-. Si stima che i servizi forniti dalla natura valgano 125.000 miliardi di dollari l’anno (il doppio del PIL mondiale) e senza queste risorse naturali, le imprese e i servizi da cui dipendiamo falliranno. La natura ci avvantaggia anche fornendoci cibo, acqua e aria pulita, ed è uno dei nostri più forti alleati contro il cambiamento climatico. È fondamentale che ognuno di noi aggiunga la sua voce per salvare il Pianeta, chiedendo un New Deal per la Natura e
le Persone nel 2020, per un futuro sostenibile”. Oltre alle organizzazioni della società civile e ai cittadini, molti capi di stato, ambientalisti e anche celebrità celebreranno l’Ora della Terra, unendosi al movimento necessario per garantire un futuro sano, resiliente al cambiamento climatico e sostenibile per tutti. Il video ufficiale dell’Ora della Terra 2020 condivide le voci di cittadini, imprese, governi e celebrità di tutto il mondo, tra queste: Antonio Guterres (Segretario Generale delle Nazioni Unite), Alexander Van
Der Bellen (Presidente dell’Austria), Lara Worthington (modella e attrice
2/3/2020 Il 28 marzo torna Earth Hour, l’iniziativa mondiale WWF sul clima. Un’ora di buio per migliaia di monumenti, milioni di cittadini spengo…

L’EVENTO CENTRALE ITALIANO A VENEZIA
La crisi climatica purtroppo sta colpendo in particolar modo anche l’Italia. Il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale, causando eventi meteorologici sempre più estremi: a novembre 2019 è stato allarme acqua alta a Venezia, con un picco registrato di 187 centimetri, il secondo più alto di sempre, che ha provocato notevoli danni. Nel 2020 il WWF Italia ha scelto proprio Venezia come città simbolo della lotta al climate change, dove il prossimo 28 marzo si terrà l’evento centrale italiano dell’Ora della Terra, realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale di Venezia che d subito ha sostenuto e patrocinato l’iniziativa.
“Il 2020 sarà l’anno di una massiccia mobilitazione verso governi, parlamenti, imprese, organizzazioni e cittadini per raggiungere un New Deal for Nature and People, un nuovo modo di pensare il futuro, che comprenda obiettivi ambiziosi e indicatori coerenti con il fine di proteggere efficacemente almeno il 30% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 giungendo al 50% entro il 2050- afferma Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia-. Il primo appuntamento per far sentire la nostra richiesta di cambiare passo nelle politiche climatiche e nell’azione per garantire la salute della natura sarà proprio Earth Hour, il prossimo 28 marzo. Vi chiediamo quindi di partecipare in ogni città per far sentire con forza la nostra voce, perché mai come oggi è urgente spingere i decisori politici ed economici a passare finalmente dalle parole ai fatti”.
A Roma, alle 20 e 30 del 28 marzo, il WWF ha fatto richiesta che, come ogni anno, si spengano le luci esterne del Quirinale, di Palazzo Chigi, di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio, oltre che la Cupola e la facciata della Basilica di San Pietro al Vaticano. Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2020 è stato già concesso il patrocinio della Camera dei Deputati, mentre è stato richiesto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato e dell’ANCI.
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento.




ALCUNI SUCCESSI DEGLI ULTIMI 10 ANNI
Nell’ultimo decennio, Earth Hour ha coinvolto oltre 180 paesi del mondo nella realizzazione di iniziative per contrastare la crisi climatica, contribuendo a stimolare la consapevolezza e, a sua volta, l’azione e il cambiamento delle politiche.
Fra i numerosi traguardi raggiunti, il movimento ha contribuito alla creazione di un’area marina protetta di 3,5 milioni di ettari in Argentina, di una foresta Earth Hour di 2.700 ettari in Uganda e a far approvare una nuova legislazione per la protezione dei mari e delle foreste in Russia. L’anno scorso, il WWF-Ecuador ha spinto per una legge che vietasse l’uso di sacchetti di plastica, altri prodotti monouso in plastica e polistirolo nella capitale e il WWF-Indonesia ha iniziato a piantare 20.000 piante di mangrovie in 13 città. Visitando il sito oradellaterra.org si potrà scoprire come ogni parte del mondo celebrerà Earth Hour. Ognuno di noi può cambiare le cose alzando la propria voce per il Pianeta: questo è il nostro tempo per assicurare un futuro sano, sostenibile e più giusto per l’umanità.
Roma, 21 febbraio 2020
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Il coronavirus avanza anche con la distruzione dell’ecosistema

Le malattie che disegnano la storia e tormentano le giornate dell’uomo sono dovute proprio a quegli organismi che mettiamo più in basso nella gerarchia delle specie: batteri, virus, protozoi e nematodi. Questo esercito di piccoli e agguerriti parassiti è quotidianamente alimentato da tutto quello che di pericoloso facciamo nella biosfera.

Facilitati dalla distruzione degli ecosistemi e dal riscaldamento globale, dall’inquinamento e dall’aumento della popolazione, i nostri veri nemici stanno vivendo una rivoluzione epocale: hanno nuovi spazi da conquistare e nuove prospettive di sviluppo. Viaggiano in aereo, si diffondono negli ambienti degradati o nei centri affollati e, soprattutto, approfittano dell’assenza o della scomparsa di piante e animali che in qualche modo li tenevano a bada.

Come scrive il naturalista David Quammen (“Spillover” Adelphi 2017) “là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie…i virus si adattano bene e velocemente alle nuove condizioni create dall’uomo”. Le cosiddette malattie emergenti – come Ebola, AIDS, SARS, influenza aviaria, influenza suina e oggi il coronavirus – non sono catastrofi naturali e accadimenti del tutto casuali, sono spesso la conseguenza del nostro intervento maldestro di distruzione degli ecosistemi.

Gli ecosistemi naturali, come le foreste, le praterie, la rete di acque dolci e salmastre, vengono distrutti per far posto alla sempre più invadente presenza umana umana, che si circonda di cemento, asfalto, di terra nuda coperta di rifiuti. Scompaiono gli ecosistemi naturali e con loro i piccoli e grandi animali che si cibano dei nostri parassiti (pensiamo solo ai grandi divoratori di zanzare come pesci e uccelli) e arrivano a frotte i microrganismi responsabili delle nostre infezioni.

Le periferie, degradate e senza verde di tante metropoli tropicali, si trasformano un crogiuolo perfetto per malattie pericolose come la febbre dengue, il tifo, il colera, la chikungunya (ce la siamo già dimenticata?).

I mercati di quelle stesse metropoli, che siano in Africa o in Asia, spacciano quello che rimane della fauna predata: animali selvatici vivi, parti di scimmie, carne di serpente, scaglie di pangolini, e tanti altri ancora, creando nuove succose opportunità per vecchie e nuove zoonosi.

E in tutta questa sarabanda il riscaldamento globale è l’ultimo perfetto condimento: quale virus o batterio non predilige il caldo umidiccio delle nuove condizioni climatiche?

Questo è il drammatico scenario che con la distruzione della biodiversità ci stiamo allegramente apparecchiando.

A questo punto abbiamo davanti a noi due strade. Possiamo immaginare un futuro con ospedali sempre più grandi, vaccini sempre più potenti, disinfettanti sempre più tossici, oppure possiamo rimboccarci le maniche e iniziare a ricostruire qualcosa di quello che abbiamo distrutto rimettendo insieme i pezzi degli unici sistemi in grado di proteggerci da epidemie e catastrofi: gli ecosistemi. A noi la scelta.