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Scarichi fognari nel Lago di Garda, la situazione di allarme si protrae ormai da anni

Passano gli anni, si accavallano promesse, ma la situazione non cambia. Gli scarichi fognari continuano a sversare i reflui urbani nel lago di Garda nonostante le innumerevoli segnalazioni di cittadini e comitati. L’associazione WWF Bergamo-Brescia ha raccolto le numerose notizie riguardo gli sversamenti e ha ritenuto opportuno approfondire lo studio delle autorizzazioni in essere e dello stato attuale della rete fognaria del Comune di Desenzano di Garda e della rete fognaria del collettore interlacuale. Confrontando i documenti pubblici istituzionali é stata rilevata una situazione grave inaccettabile. Conseguente a tali fatti è dovere di questa associazione sottolineare che l’inefficiente gestione degli scarichi ha ripercussioni negative sull’ambiente e sul comparto turistico e socio-sanitario. In virtù di quanto sopra si è ritenuto quindi opportuno procedere con una segnalazione all’autorità giudiziaria affinché accerti che siano ravvisabili ipotesi di reato nei confronti di coloro che a diverso titolo, o in concorso, si siano resi responsabili dei fatti esposti affinché vengano perseguiti secondo le norme vigenti in ordine ai reati ipotizzati di inquinamento ambientale, danneggiamento di acque pubbliche e violazione dei vincoli paesaggistici e ambientali. La nostra denuncia è volta alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini che dovrebbe essere un interesse comune di tutti, in primis di coloro che gestiscono le risorse pubbliche.

MAXI MULTA UE ALL’ITALIA SU ACQUE REFLUE, WWF: INQUINARE, E NON IMPEDIRLO, E’ UN PESSIMO AFFARE

L’Italia è anche inadempiente per la mancata applicazione della Direttiva Quadro Acque

 Inquinare, e non impedirlo, è veramente un pessimo affare. Ci rimettono l’ambiente e gli ecosistemi (terrestri, fluviali e marini), la salute umana e ora anche le nostre tasche! Questo il commento del WWF Italia alla notizia della maximulta che la Corte di Giustizia europea ha comminato al nostro Paese in tema di mancata depurazione delle acque reflue.

La multa non è certo una sorpresa, ma è il frutto di tanti anni di gravi inadempienze sulle normative europee, normative che peraltro la stessa Italia ha giustamente contribuito a fissare.

 L’Italia, infatti, era già stata condannata nel 2012 e la Corte aveva dato un ulteriore termine – 11 febbraio 2016 – per applicare la prima sentenza che allora riguardava 109 comuni. Scaduto anche questo termine la Commissione Europea ha chiesto la nuova condanna che puntualmente è arrivata. Non sono bastati oltre 18 anni di tempo per mettersi in regola. L’Italia ha ridotto le situazioni fuori norma, ma ha comunque continuato ad avere oltre 70 aree o centri urbani sprovvisti di reti fognarie o di sistemi di trattamento delle acque di scarico.

Sono ben 18 le regioni fuori regola.

 Il WWF è preoccupato anche per le altre procedure che incombono sull’Italia in materia di acque, riguardanti l’inadeguata applicazione della Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), una concernente le derivazioni a scopo idroelettrico (EU PILOT 6011/14/ENVI) e una più generale (EU PILOT 7304115/ENVI) per la generale mancata attuazione della direttiva, con particolare

riguardo all’insufficiente coordinamento, all’assenza di metodologie corrette per gli inquinanti nelle acque sotterranee, ai prezzi dell’acqua in agricoltura e ad altre questioni legate sempre al settore agricolo.