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Coalizione di 90 associazioni in 17 paesi europei lancia una raccolta firme ICE (Iniziativa Cittadini Europei) per vietare pesticidi, trasformare l’agricoltura e salvare la natura.

Lancio della grande campagna europea per vietare i pesticidi, trasformare l’agricoltura e salvare la natura, il WWF Italia tra le Associazioni che raccoglieranno le firme nei prossimi 11 mesi per chiedere una normativa più severa per l’uso dei pesticidi

Parte oggi ufficialmente la raccolta delle firme per una nuova Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) finalizzata ad eliminare gradualmente i pesticidi sintetici entro il 2035, sostenere gli agricoltori e salvare la natura. Il WWF Italia aderisce a questa iniziativa e parteciperà attivamene alla raccolta delle firme, nei prossimi 11 mesi, per chiedere anche nel nostro Paese una normativa più severa per l’uso dei pesticidi in agricoltura e in città, ad iniziare dalla revisione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Se saranno raccolte almeno un milione di firme in sette Paesi membri dell’Unione Europea, entro settembre 2020, la Commissione e il Parlamento UE saranno tenuti a valutare entro tre mesi la possibilità di trasformare le richieste dei cittadini che hanno sottoscritto questa campagna in provvedimenti normativi e, in ogni caso, dovrà giustificare la sua decisione. [1]
La campagna dal titolo “Salviamo le Api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa” è promossa da una coalizione di 90 organizzazioni in 17 diversi paesi europei, con il supporto delle Associazioni degli agricoltori biologici. Queste Associazioni chiedono alla Commissione Europea di “adottare una legislazione più efficace per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato”.
Numerosi appelli di scienziati, da ogni parte del mondo, chiedono ai decisori politici l’avvio e un adeguato sostegno alla transizione ecologica dell’economia per fermare il collasso della natura. Un quarto degli animali selvatici europei è gravemente a rischio di estinzione, mentre la metà dei siti naturali è in condizioni ecologicamente sfavorevoli e i servizi ecosistemici che dipendono dalla biodiversità si stanno deteriorando.  [2]
Nel frattempo, la sostenibilità economica delle aziende agricole in Europa viene compromessa da dinamiche di mercato che impongono agli agricoltori prezzi iniqui per i loro prodotti e dalla mancanza di un adeguato ed equo sostegno politico ed economico attraverso una PAC (Politica Agricola Comune), che premia le rendite fondiarie e modelli di produzione intensivi che inquinano le acque, i suoli e uccidono la natura. Nel frattempo le grandi imprese multinazionali dell’agrochimica impongono il rinnovo di autorizzazioni per l’uso di sostanze chimiche di sintesi pericolose per la nostra salute e per gli ecosistemi naturali, come nel caso del Glifosate. Quattro milioni di piccole aziende agricole sono scomparse nell’UE tra il 2005 e il 2016. [3]
Questa Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) invita la Commissione europea a presentare proposte legislative finalizzate a:

  1. Ridurre gradualmente ed eliminare i pesticidi di sintesi: eliminare gradualmente l’80% delle sostanze chimiche di sintesi nell’agricoltura europea entro il 2030, a cominciare dai più pericolosi, affinché l’agricoltura diventi libera al 100% dai pesticidi entro il 2035.
  2. Ridare spazio alla Natura e fermare la perdita di biodiversità: ripristinare gli ecosistemi naturali nelle zone agricole affinché l’agricoltura diventi un fattore di recupero e non la principale causa della perdita di biodiversità in Europa.
  3. Sostenere gli agricoltori nella transizione ecologica del settore primario: riformare la Politica Agricola Comune dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, promuovendo un rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche, la formazione e la ricerca scientifica indipendente per una agricoltura senza pesticidi e OGM.

Per il lancio dell’ICE per la tutela delle api e degli agricoltori le Associazioni promotrici e aderenti si sono mobilitate in tutta Europa:
Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia ha dichiarato: “La raccolta di firme per questa ICE, lanciata oggi, proseguirà per quasi tutto il 2020, un anno fondamentale per le sorti dell’agricoltura e della biodiversità in Europa, il 2020 sarà infatti l’anno internazionale della biodiversità che definirà la nuova Strategia 2020-2030 per fermare la perdita di specie e habitat a livello globale, l’anno della riforma della PAC post 2020 in Europa e l’anno dell’entrata in vigore in Italia del nuovo Piano di Azione Nazionale per i pesticidi (PAN). Il successo di questa ICE potrà fare davvero la differenza spingendo i nostri politici ad assumere decisioni coraggiose e lungimiranti per sostenere un vero “New Deal Green” per le persone e la natura, attraverso una transizione ecologica dell’agricoltura libera dai pesticidi”.
Helmut Burtscher, esperto di pesticidi e prodotti chimici di Global 2000/Friends of the Earth Austria ha dichiarato: “Solo un’agricoltura sostenibile e priva di pesticidi può garantire l’approvvigionamento alimentare delle generazioni presenti e future e fornire risposte alle crescenti sfide poste dal cambiamento climatico. Inoltre, contribuisce alla conservazione della biodiversità e riduce le emissioni di gas serra. Una politica agricola europea responsabile deve quindi promuovere l’ulteriore sviluppo di metodi agroecologici e sostenere gli agricoltori nella loro transizione verso una produzione senza pesticidi”.
Veronika Feicht dell’Istituto per l’ambiente di Monaco di Baviera ha dichiarato: “Stiamo portando la lotta contro i pesticidi sintetici a livello europeo, dando ai cittadini di tutta Europa che chiedono un nuovo sistema agricolo la possibilità di esprimersi con una sola voce. I cittadini reclamano un sistema che non danneggi la biodiversità e gli ecosistemi, che non metta a dura prova la salute dei consumatori, ma che invece garantisca il sostentamento per api e agricoltori ed sia più sano per le persone. Con la nostra iniziativa ci impegniamo a fare di questo tipo di agricoltura una realtà in tutta Europa”.
François Veillerette, direttore di Générations Futures, ha dichiarato: “Invitiamo i cittadini europei a sostenere massivamente questa iniziativa per una graduale rapida eliminazione di tutti i pesticidi sintetici nell’UE. Speriamo che milioni di persone si uniscano presto alle nostre richieste di vietare i pesticidi, trasformare l’agricoltura, sostenere gli agricoltori nella transizione e salvare la biodiversità”.
La campagna ICE è gestita da un’ampia alleanza di Associazioni ed organizzazioni della società civile che si occupano di ambiente, salute, agricoltura e apicoltura. Tra molte altre, le organizzazioni promotrici comprendono le reti europee Friends of the Earth Europe e Pesticide Action Network (PAN), nonché l’Istituto per l’ambiente di Monaco di Baviera, la fondazione Aurelia (Germania), Générations Futures (Francia) e GLOBAL 2000/Friends of the Earth Austria. In Italia parteciperanno attivamente alla raccolta delle firme per questa ICE, il WWF Italia, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, l’Istituto Ramazzini di Bologna, il Comitato Marcia Stop Pesticidi, il Comitato NO Pesticidi dell’Emilia Romagna, la Rete Contadina.


NOTE
[1] www.savebeesandfarmers.eu
[2] https://www.ipbes.net/news/Media-Release-Global-Assessment
Le api e gli altri impollinatori sono indispensabili per preservare i nostri ecosistemi e la biodiversità. Fino a un terzo della nostra produzione alimentare e due terzi della frutta e della verdura che consumiamo quotidianamente dipendono dall’impollinazione da parte delle api e di altri insetti. Tuttavia, la loro stessa esistenza è minacciata dalla costante contaminazione da pesticidi e dalla perdita del loro habitat a causa dell’agricoltura industriale.
[3] Il rapido declino delle piccole aziende agricole e della fauna selvatica è profondamente radicato nel nostro attuale modello di produzione agroalimentare che si basa fortemente sull’agricoltura monoculturale su larga scala e sull’uso di pesticidi sintetici. A peggiorare le cose, l’UE finanzia attivamente questa forma di agricoltura attraverso la sua attuale agenda agropolitica e il suo sistema di sovvenzioni che favorisce la produzione di massa rispetto ad un’agricoltura su piccola scala ed ecologica.

http://www.foeeurope.org/sites/default/files/publications/nyeleni_eca_-_more_farmers_better_food_25.03.2019_0.pdf
Roma, 25 novembre 2019

WWF: Stop glifosato. Stop all’assurdo principio “Chi inquina, viene pagato”

L’erbicida più usato al mondo è un probabile cancerogeno per l’uomo e molto nocivo per gli ecosistemi acquatici. Il WWF chiede l’intervento della Regione

«Contributi agricoli del PSR solo a chi rinuncia al glifosato e sceglie un’agricoltura verde e divieto assoluto di utilizzo nei siti Natura 2000 con ecosistemi acquatici»

(ASI)”La condanna inflitta da un giudice di San Francisco alla multinazionale Monsanto (oggi della tedesca Bayer), chiamata a risarcire un giardiniere malato in conseguenza dell’impiego continuo di glifosato, sta avendo conseguenze anche in Italia. Il presidente Enrico Rossi, nel chiedere un immediato intervento del Governo, ha pubblicamente annunciato che la Regione Toscana, come aveva già deliberato la Regione Calabria a dicembre del 2016, varerà un provvedimento per escludere dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che fanno uso del diserbante, dichiarato “probabile cancerogeno” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ed accertato essere molto nocivo per gli organismi degli ecosistemi acquatici dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

La Toscana del resto aveva già da qualche anno vietato, sia pure con qualche possibile eccezione, l’uso del glifosato in ambito extra-agricolo e ARPA Toscana è fra le poche – insieme con le agenzie della Lombardia e del Veneto – che oggi ricerca con regolarità i residui di questo pesticida nelle acque. La stessa Regione Toscana ha però di recente eliminato il divieto di utilizzo del glifosato in prossimità delle sorgenti captate per uso potabile: un evidente paradosso che deve essere subito sanato.

A livello europeo il permesso all’uso del glifosato, nonostante l’opposizione di numerose organizzazioni, compreso il WWF, riunite in Italia nella Coalizione #StopGlifosato e il voto contrario, tra gli altri, della Francia e dell’Italia, è stato prorogato nel dicembre 2017 per altri 5 anni. Se ne riparlerà nel 2022, ma intanto le Regioni possono fare qualcosa, come dimostra l’esempio della Calabria e della Toscana.

Il divieto di uso del glifosato dovrebbe inoltre essere subito previsto per i siti Natura 2000 e le altre aree naturali protette per il suo accertato impatto sugli organismi acquatici, come hanno già deliberato i Parchi Nazionali del Cilento Vallo di Diano e dell’Appennino Lucano, in base al Decreto del Mipaaf del marzo 2015, in applicazione del Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei pesticidi.

«Chiediamo alla Regione – spiega il delegato Abruzzo del WWF Italia – di allinearsi ai provvedimenti già adottati dalla Regione Calabria e dai due Parchi Nazionali del sud Italia e annunciati dalla Toscana condizionando le premialità e i finanziamenti del PSR Abruzzo 2014-2020 verso la produzione agricola al non uso di una sostanza potenzialmente cancerogena o quantomeno che la rinuncia al glifosato faccia lievitare i punteggi delle aziende agricole che lodevolmente puntano su una produzione più sicura per la salute dei consumatori».

La Regione Abruzzo deve inoltre procedere rapidamente all’integrazione del divieto di utilizzo del glifosato nelle misure di conservazione per le ZSC (Zone Speciali di Conservazione) della Rete Natura 2000 dove sono presenti ecosistemi acquatici, nel pieno rispetto dell’applicazione della Direttiva europea sull’uso sostenibile dei pesticidi.

In Italia del resto i prodotti fitosanitari contenenti il glifosato non possono essere impiegati nelle aree frequentate dalla popolazione quali: parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie. Ne è inoltre vietato l’impiego in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura e l’uso non agricolo su suoli contenenti una percentuale di sabbia superiore all’80%, nelle aree vulnerabili e nelle zone di rispetto al fine di tutelare le acque sotterranee”.

«Un’altra fondamentale esigenza – conclude il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta – è quella di ricercare sempre la presenza del glifosato nelle acque tra le analisi di routine che l’ARTA compie sulle acque potabili e di falda. I controlli sono il primo passo per garantire la sicurezza dei cittadini e per comprendere anche la diffusione del fenomeno. Lo strumento necessario ci risulta essere finalmente in fase di acquisto; speriamo si riescano a bruciare per quanto possibile i tempi e che la Regione nei prossimi bilanci metta in primo piano l’esigenza di adeguare l’intera strumentazione dell’ARTA, oggi in parte obsoleta, in difesa della salute di tutti i cittadini».

Lo dichiara in una nota WWF Italia Onlus, Abruzzo.