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SPEGNERE IL RISCALDAMENTO È ALLA MODA, CON MACCIO E IL WWFE FA BENE A NOI E AL PIANETA

  Nella Giornata Internazionale delle energie pulite il WWF e Maccio Capatonda pubblicano il nuovo video Coprity

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Maccio Capatonda di nuovo al fianco del WWF sui temi della crisi climatica per mostrare che ognuno di noi può fare la sua parte per contrastarla. Il WWF e il famoso attore e comico, pubblicano il nuovo video Coprity, dove il messaggio è caratterizzato dalla consueta e irresistibile ironia dell’artista. Questa volta l’invito alle persone è ridurre i propri consumi energetici in casa e quindi ridurre le emissioni di CO2 connesse alla nostra vita di tutti i giorni.  

La crisi climatica è ormai nella nostra vita quotidiana, con conseguenze già oggi pesantissime. Siccità, incendi, eventi climatici estremi, inquinamento e crisi energetiche sono all’ordine del giorno. Se non affronteremo subito le cause – le attività umane che provocano il fenomeno – rischiamo conseguenze disastrose. Ma anche le nostre singole azioni quotidiane pesano: dobbiamo agire noi per primi per liberare il mondo dalle emissioni di CO2.

  Oggi è anche la Giornata Internazionale delle energie pulite promossa dalle Nazioni Unite, in cui si celebra l’importanza di una transizione energetica giusta, pulita e veloce. Dunque, non solo ridurre i propri consumi, si può e si deve anche scegliere di optare per “consumare in maniera più responsabile” ossia usando solo l’elettricità al posto del gas e scegliendo le fonti rinnovabili. La scienza parla chiaro: per prevenire le peggiori conseguenze del riscaldamento globale, dobbiamo sostituire rapidamente i combustibili fossili con fonti di energia rinnovabile pulite ed economiche, come l’eolico e il solare.  

MACCIO E IL VIDEO COPRITY Il messaggio di questa collaborazione è rivolto a tutti: non ha senso restare fermi a guardare un pianeta sempre più in crisi, siamo noi a dover provocare il cambiamento, e questo lo possiamo fare a partire dalle nostre azioni quotidiane: perché il pianeta non si salva da solo. Le scelte individuali sono uno strumento forte per incidere sulle decisioni economiche e politiche. L’invito di Maccio al suo pubblico è chiaro: invece di accendere o alzare i riscaldamenti, copriti. E lo racconta con la sua modalità ironica, prendendo il giro il mondo della moda, proprio quel mondo ossia, che fa del consumismo una delle sue caratteristiche identificative. Il video è stato pubblicato oggi sui canali social e web del WWF e sui profili Instagram, Facebook e TikTok dell’artista abruzzese.

Il WWF lavora da tempo sul tema della crisi climatica e sulla transizione energetica ed ecologica, anche indicando alle persone come possono ridurre le proprie emissioni di CO2, aiutando grandi cambiamenti. Tra i vari contenuti raccontati nel 2023, la guida di sopravvivenza per un futuro sostenibile e la serie di podcast realizzata con Chora Media, “7 a 0”.


Roma, 26 gennaio 2024

NUOVA DEROGA ALLA NATURA NELLE AREE AGRICOLE: UN CONTENTINO CHE FARÀ MALE AD AGRICOLTORI, CITTADINI E CLIMA

Esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione riguardo alla decisione presa dalla Commissione. Siamo fermamente convinti che la concessione di una deroga all’obbligo di mantenimento delle aree naturali non sia giustificata dalle condizioni di mercato, o da altra razionale ragione tecnica o economica, e che danneggerà gravemente gli ecosistemi. Va inoltre contro la stabilità normativa richiesta dagli agricoltori, introducendo incertezza che potrebbe ostacolare la redditività a breve e a lungo termine.”

Commentano così le Associazioni della Coalizione Italiana CambiamoAgricoltura, unendosi a numerose associazioni europee, la decisione di ieri della Commissione Europea di un ulteriore anno di deroga alla BCAA 8, ossia la norma sulla condizionalità del regolamento della Politica Agricola Comune che prevedeva il mantenimento di un minimo di 4% di aree agricole destinate alla natura.

Le associazioni della Coalizione, pur riconoscendo le sfide che il settore agricolo deve affrontare, esacerbate dal conflitto in corso in Ucraina e dalla crisi climatica, credono fermamente che la deroga proposta non sia una vera soluzione, ma piuttosto un capro espiatorio. L’utilizzo di aree non produttive per aumentare la produzione in un mercato già saturo non migliorerà il reddito degli agricoltori e probabilmente causerà un ulteriore calo dei prezzi. Inoltre, la distruzione di elementi paesaggistici ad alta diversità biologica aumenterà la dipendenza degli agricoltori da input esterni come fertilizzanti e pesticidi chimici, aumentando la vulnerabilità delle aziende agricole a inondazioni, siccità ed erosione del suolo ed aggravando la loro precaria situazione economica.

L’applicazione di deroghe alle norme della PAC senza una giustificazione ragionevole e una valutazione d’impatto rappresenta un nuovo passo indietro sulla lotta alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici e mina la credibilità della Commissione, soprattutto se si considera che il commissario Wojciechowski, nel suo discorso ai ministri dell’agricoltura durante il Consiglio AGRIFISH del novembre 2023, ha presentato solide argomentazioni contro la deroga. L’improvviso cambiamento di posizione appare una risposta ideologica alle proteste di una parte del mondo agricolo, priva di una chiara giustificazione e che suscita preoccupazione per le motivazioni alla base di questo cambiamento inaspettato.

Le associazioni esortano la Commissione a evitare qualsiasi ulteriore indebolimento delle regole della PAC, ribadendo che tali azioni impediranno la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente; la invitano altresì ad aprire un serio dibattito sulle reali cause del disagio degli agricoltori, che non vanno certo cercate nella protezione dell’ambiente e nella lotta ai cambiamenti climatici, ma in un sistema alimentare ingiusto, espressione degli interessi delle grandi corporazioni agroindustriali (chimiche, meccaniche, sementiere, della trasformazione alimentare), che penalizza chi produce e chi consuma.

In questi giorni di proteste capiamo e sosteniamo la richiesta degli agricoltori di vedere a loro riconosciuta una giusta remunerazione in una filiera agroalimentare oggi dominata dagli attori agroindustriali e della grande distribuzione, attraverso politiche agricole che assicurino una più equa remunerazione del lavoro agricolo e riconoscano la centralità dei produttori. Diciamo però un netto no alla strumentalità con cui viene scaricato sul Green Deal europeo il disagio del mondo agricolo. Crediamo fermamente che gli obiettivi produttivi e di conservazione dell’equilibrio degli agroecosistemi debbono andare di pari passo, perché senza natura non c’è futuro per l’agricoltura” concludono le associazioni.

Roma, 2 febbraio 2024

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.