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Sabato 28 marzo ore 20,30 scatta l’ora della Terra

Ognuno di noi può fare la sua parte .
Anche in questo momento così difficile e drammatico per la nostra città e provincia. La natura è la migliore delle scuole…e ci aiuterà ad uscire da questo incubo.
Il WWF Italia e la Sezione di Bergamo ringraziano in particolare i comuni di Bergamo, Covo, Cenate Sopra e Pontirolo Nuovo per i l loro impegno e la loro adesione all’iniziativa internazionale .
Non siamo soli e tutti insieme possiamo aiutare il nostro Pianeta a farci stare meglio.

IL 28 MARZO TORNA EARTH HOUR, l’EVENTO MONDIALE WWF SUL CLIMA

UN’ORA DI BUIO PER
MIGLIAIA DI MONUMENTI,
MILIONI DI CITTADINI
SPENGONO LA LUCE PER
DIRE CHE LA NATURA CONTA

A VENEZIA L’EVENTO CENTRALE ITALIANO
Sabato 28 marzo alle 20,30 torna l’appuntamento mondiale con l’Ora della Terra. In tutto il mondo 60 minuti a luci spente e tante iniziative per ricordare l’importanza della natura.

La situazione critica che stiamo vivendo a causa della pandemia da COVID-19 non ci permette di organizzare eventi in piazza, ma potremmo comunque far sentire alta la nostra voce!



Link al video ufficiale dell’Ora della Terra 2020
Sabato 28 marzo alle 20 e 30 locali, partendo dall’Australia, nel mondo scatterà
Earth Hour, l’Ora della Terra del WWF: la più grande mobilitazione globale per contrastare i cambiamenti climatici, che invita le persone a spegnere la luce per un’ora con l’obiettivo di dimostrare, attraverso un gesto simbolico, un impegno concreto per la salute del pianeta. Lo scorso anno Earth Hour coinvolse milioni di 2/3/2020 Il 28 marzo torna Earth Hour, l’iniziativa mondiale WWF sul Clima. Un’ora di buio per migliaia di monumenti, milioni di cittadini spengo…

La biodiversità globale è protagonista di un allarmante declino, che viaggia a una velocità senza precedenti: si stima che siano circa un milione le specie a rischio estinzione, anche a causa degli effetti, già oggi, sempre più frequenti e devastanti del riscaldamento globale. Earth Hour è un’occasione per agire contro la crisi climatica e per affermare che il ripristino dei sistemi naturali è essenziale per contrastare il disastro climatico, così come è necessario accelerare le azioni di decarbonizzazione.
Milioni di persone in tutto il mondo sono invitate a prendere parte agli eventi realizzati in occasione di Earth Hour 2020, e a partecipare alla raccolta firme online “Voice for the Planet”, per unire le voci di tutti in un unico grido per salvare il pianeta. Questa raccolta firme, infatti, sarà poi presentata ai leader mondiali in occasione di forum globali come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per contribuire ad assicurare un New Deal for Nature and People, che sappia affrontare la perdita della natura, invertire il declino ambientale, e salvaguardare il nostro futuro.
“Il tasso globale di perdita della natura a cui abbiamo assistito negli ultimi 50 anni non ha precedenti nella storia dell’umanità, in relazione alla minaccia per le vite e il benessere umani – ha detto Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF International-. Si stima che i servizi forniti dalla natura valgano 125.000 miliardi di dollari l’anno (il doppio del PIL mondiale) e senza queste risorse naturali, le imprese e i servizi da cui dipendiamo falliranno. La natura ci avvantaggia anche fornendoci cibo, acqua e aria pulita, ed è uno dei nostri più forti alleati contro il cambiamento climatico. È fondamentale che ognuno di noi aggiunga la sua voce per salvare il Pianeta, chiedendo un New Deal per la Natura e
le Persone nel 2020, per un futuro sostenibile”. Oltre alle organizzazioni della società civile e ai cittadini, molti capi di stato, ambientalisti e anche celebrità celebreranno l’Ora della Terra, unendosi al movimento necessario per garantire un futuro sano, resiliente al cambiamento climatico e sostenibile per tutti. Il video ufficiale dell’Ora della Terra 2020 condivide le voci di cittadini, imprese, governi e celebrità di tutto il mondo, tra queste: Antonio Guterres (Segretario Generale delle Nazioni Unite), Alexander Van
Der Bellen (Presidente dell’Austria), Lara Worthington (modella e attrice
2/3/2020 Il 28 marzo torna Earth Hour, l’iniziativa mondiale WWF sul clima. Un’ora di buio per migliaia di monumenti, milioni di cittadini spengo…

L’EVENTO CENTRALE ITALIANO A VENEZIA
La crisi climatica purtroppo sta colpendo in particolar modo anche l’Italia. Il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale, causando eventi meteorologici sempre più estremi: a novembre 2019 è stato allarme acqua alta a Venezia, con un picco registrato di 187 centimetri, il secondo più alto di sempre, che ha provocato notevoli danni. Nel 2020 il WWF Italia ha scelto proprio Venezia come città simbolo della lotta al climate change, dove il prossimo 28 marzo si terrà l’evento centrale italiano dell’Ora della Terra, realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale di Venezia che d subito ha sostenuto e patrocinato l’iniziativa.
“Il 2020 sarà l’anno di una massiccia mobilitazione verso governi, parlamenti, imprese, organizzazioni e cittadini per raggiungere un New Deal for Nature and People, un nuovo modo di pensare il futuro, che comprenda obiettivi ambiziosi e indicatori coerenti con il fine di proteggere efficacemente almeno il 30% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 giungendo al 50% entro il 2050- afferma Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia-. Il primo appuntamento per far sentire la nostra richiesta di cambiare passo nelle politiche climatiche e nell’azione per garantire la salute della natura sarà proprio Earth Hour, il prossimo 28 marzo. Vi chiediamo quindi di partecipare in ogni città per far sentire con forza la nostra voce, perché mai come oggi è urgente spingere i decisori politici ed economici a passare finalmente dalle parole ai fatti”.
A Roma, alle 20 e 30 del 28 marzo, il WWF ha fatto richiesta che, come ogni anno, si spengano le luci esterne del Quirinale, di Palazzo Chigi, di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio, oltre che la Cupola e la facciata della Basilica di San Pietro al Vaticano. Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2020 è stato già concesso il patrocinio della Camera dei Deputati, mentre è stato richiesto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato e dell’ANCI.
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento.




ALCUNI SUCCESSI DEGLI ULTIMI 10 ANNI
Nell’ultimo decennio, Earth Hour ha coinvolto oltre 180 paesi del mondo nella realizzazione di iniziative per contrastare la crisi climatica, contribuendo a stimolare la consapevolezza e, a sua volta, l’azione e il cambiamento delle politiche.
Fra i numerosi traguardi raggiunti, il movimento ha contribuito alla creazione di un’area marina protetta di 3,5 milioni di ettari in Argentina, di una foresta Earth Hour di 2.700 ettari in Uganda e a far approvare una nuova legislazione per la protezione dei mari e delle foreste in Russia. L’anno scorso, il WWF-Ecuador ha spinto per una legge che vietasse l’uso di sacchetti di plastica, altri prodotti monouso in plastica e polistirolo nella capitale e il WWF-Indonesia ha iniziato a piantare 20.000 piante di mangrovie in 13 città. Visitando il sito oradellaterra.org si potrà scoprire come ogni parte del mondo celebrerà Earth Hour. Ognuno di noi può cambiare le cose alzando la propria voce per il Pianeta: questo è il nostro tempo per assicurare un futuro sano, sostenibile e più giusto per l’umanità.
Roma, 21 febbraio 2020
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Il coronavirus avanza anche con la distruzione dell’ecosistema

Le malattie che disegnano la storia e tormentano le giornate dell’uomo sono dovute proprio a quegli organismi che mettiamo più in basso nella gerarchia delle specie: batteri, virus, protozoi e nematodi. Questo esercito di piccoli e agguerriti parassiti è quotidianamente alimentato da tutto quello che di pericoloso facciamo nella biosfera.

Facilitati dalla distruzione degli ecosistemi e dal riscaldamento globale, dall’inquinamento e dall’aumento della popolazione, i nostri veri nemici stanno vivendo una rivoluzione epocale: hanno nuovi spazi da conquistare e nuove prospettive di sviluppo. Viaggiano in aereo, si diffondono negli ambienti degradati o nei centri affollati e, soprattutto, approfittano dell’assenza o della scomparsa di piante e animali che in qualche modo li tenevano a bada.

Come scrive il naturalista David Quammen (“Spillover” Adelphi 2017) “là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie…i virus si adattano bene e velocemente alle nuove condizioni create dall’uomo”. Le cosiddette malattie emergenti – come Ebola, AIDS, SARS, influenza aviaria, influenza suina e oggi il coronavirus – non sono catastrofi naturali e accadimenti del tutto casuali, sono spesso la conseguenza del nostro intervento maldestro di distruzione degli ecosistemi.

Gli ecosistemi naturali, come le foreste, le praterie, la rete di acque dolci e salmastre, vengono distrutti per far posto alla sempre più invadente presenza umana umana, che si circonda di cemento, asfalto, di terra nuda coperta di rifiuti. Scompaiono gli ecosistemi naturali e con loro i piccoli e grandi animali che si cibano dei nostri parassiti (pensiamo solo ai grandi divoratori di zanzare come pesci e uccelli) e arrivano a frotte i microrganismi responsabili delle nostre infezioni.

Le periferie, degradate e senza verde di tante metropoli tropicali, si trasformano un crogiuolo perfetto per malattie pericolose come la febbre dengue, il tifo, il colera, la chikungunya (ce la siamo già dimenticata?).

I mercati di quelle stesse metropoli, che siano in Africa o in Asia, spacciano quello che rimane della fauna predata: animali selvatici vivi, parti di scimmie, carne di serpente, scaglie di pangolini, e tanti altri ancora, creando nuove succose opportunità per vecchie e nuove zoonosi.

E in tutta questa sarabanda il riscaldamento globale è l’ultimo perfetto condimento: quale virus o batterio non predilige il caldo umidiccio delle nuove condizioni climatiche?

Questo è il drammatico scenario che con la distruzione della biodiversità ci stiamo allegramente apparecchiando.

A questo punto abbiamo davanti a noi due strade. Possiamo immaginare un futuro con ospedali sempre più grandi, vaccini sempre più potenti, disinfettanti sempre più tossici, oppure possiamo rimboccarci le maniche e iniziare a ricostruire qualcosa di quello che abbiamo distrutto rimettendo insieme i pezzi degli unici sistemi in grado di proteggerci da epidemie e catastrofi: gli ecosistemi. A noi la scelta.

Stop pesticidi! per una agricoltura sostenibile

I tre Ministeri MIPAAFT, MATTM, SALUTE stanno elaborando la bozza del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi in Italia, scaduto il 12 febbraio. 

L’elaborato dovrà essere presentato entro fine aprile, a seguito del quale la bozza sarà aperta alla presentazione di osservazioni e proposte di emendamenti da parte di Regioni e altri Enti pubblici, Associazioni di categoria, professionisti, Associazioni di protezione ambientale, comitati di cittadini o singole persone interessate. 

Il 14 aprile in tutta italia scenderanno in piazza associazioni, movimenti e comitati di cittadini interessati con azioni pacifiche di FLASH MOB. L’obiettivo è quello di chiedere al governo un PAN Pesticidi che promuova un’agricoltura più sostenibile e attenta alla salute di cittadini, ambiente e dei tanti insetti che vivono nel nostro territorio. 

Sei un’OA o un’Associazione e vuoi organizzare un Flash Mob #StoPesticidi nel tuo comune?

1. Scarica il Vademecum per organizzare al meglio il tuo evento      

2. Leggi le indicazioni per il Flash Mob 

3. Crea il tuo evento per il 14 aprile

4. Scarica i Copy da usare per i canali social 

5. Scarica i Materiali grafici (per i Social e per la giornata dell’evento)

Cos’è il PAN Pesticidi

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN Pesticidi) è il piano che promuove l’uso di tecniche ed approcci biologici come alternativa ai prodotti chimici di sintesi. 

L’Italia ha recepito la Direttiva europea 2009/128/CE per promuovere l’utilizzo sostenibile dei pesticidi nel 2012 con  il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, «Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi». Nel 2014 il primo PAN Pesticidi è stato adottato ufficialmente.

Il PAN in questione è scaduto quest’anno, il 12 febbraio 2019, ed è ora in corso la sua revisione da parte dei tre Ministeri competenti (MIPAAFT, MATTM, SALUTE), revisione che si concluderà con l’apertura della consultazione pubblica prevista entro il mese di aprile 2019.

Il PAN Pesticidi Precedente

  • NON aveva definito obiettivi quantitativi vincolanti di riduzione dei pesticidi.
  • NON comprendeva l’obiettivo di sostituire totalmente i pesticidi con metodi non chimici per le aree più vulnerabili identificate dal piano.
  • NON prevedeva norme cogenti per la tutela delle abitazioni e delle colture in agricoltura biologica, riducendo i rischi di una possibile contaminazione accidentale.
  • NON prevedeva obblighi cogenti e divieti per l’uso dei pesticidi nelle città per la manutenzione del verde urbano, pubblico e privato.
  • NON prevedeva alcuna limitazione per l’utilizzo di pesticidi da parte dei privati in orti e giardini. 
  • NON sono state applicate le “Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette” definite dal decreto del 10 marzo 2015.

Il nuovo PAN Pesticidi

Quest’anno ci siamo uniti alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio ed altre Associazioni per denunciare gli impatti dei pesticidi sulla salute umana, sull’ambiente e sulla natura e promuovere un’agricoltura biologica. 

Insieme abbiamo definito le proposte di regole obbligatorie e vincolanti che il nuovo PAN Pesticidi deve prevedere a tutela della salute dei cittadini, della biodiversità e delle produzioni con metodi biologici:

  • ​Il 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale deve essere condotta con il metodo biologico entro il 2030.
  • Indicare le distanze minime di sicurezza dalle abitazione, dalle aree pubbliche e dalle coltivazioni biologiche per i trattamenti fitosanitari. 
  • Prevedere misure regolamentari (obblighi e divieti) per l’utilizzo di principi attivi, di cui è stata accertata la pericolosità per habitat e specie selvatiche, nei siti Natura 2000 e nelle aree Naturali protette.  
  • ​Adottare tecniche biologiche per la manutenzione nelle aree non agricole (rete ferroviaria, viaria).
  • Vietare l’uso del glifosate in Italia entro il 2022
  • Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di principi attivi vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo
  • Maggiore formazione dei tecnici e degli agricoltori per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo di fornire sempre informazioni anche sulle tecniche e pratiche agroecologiche alternative all’utilizzo della chimica di sintesi.

Per informazioni più dettagliate sui pesticidi, i loro effetti, e le proposte per un’agricoltura più sostenibile: scarica il Rapporto annuale Cambia la Terra

Per un’agricoltura più verde, uno dei punti fondamentali da cui partire è sicuramente la riforma della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC) che fino ad oggi ha nettamente privilegiato gli investimenti verso l’agricoltura convenzionale che utilizza troppi pesticidi.

Sarica l’Atlante della PAC “Dati e fatti della Politica Agricola Comune UE” >>

Convocazione Assemblea Ordinaria Annuale Soci OA WWF Bergamo Brescia Onlus

I Soci e le Socie sono invitati a partecipare all’Assemblea Ordinaria dell’Associazione, che avrà luogo presso la sede operativa OASI WWF di WWF Valpredina, via F. Lussana 2, Cenate Sopra (BG)

il giorno 12 aprile 2019 alle h. 06,00 (in prima convocazione)
il giorno 13 aprile 2019 alle h. 16,00 (in seconda convocazione)

per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO:

-Approvazione del rendiconto finanziario al 31.12.2018
-Approvazione rendiconto preventivo 2019;
-Programmazione 2019 e progetti in corso;
-Aggiornamenti da WWF Italia per nuova legislazione Terzo Settore
-Varie ed Eventuali;

Il Presidente
Danilo Rossi

Un decalogo per l’ambiente: 10 cose da fare per salvare il pianeta Terra

da La Stampa del 19-3-2019 – di Roberto Giovannini

Cosa possiamo fare davvero per il clima? Ecco una rapida e utile lista di azioni che ognuno di noi può attuare ogni giorno. La più importante? Spingere i governi ad agire

Venerdì 15 in tanti hanno manifestato con il #Fridaysforfuture per una mobilitazione globale per limitare il cambiamento climatico e le sue catastrofiche conseguenze per il futuro della Terra. Una protesta generosa, pulita, entusiasmante, con protagonisti tanti giovani e giovanissimi, che chiedono azioni concrete e non chiacchiere. Quali? Ecco una piccola lista di cose che possiamo (e dobbiamo) fare per il Pianeta.

1. Mangiamo bene

Ogni anno buttiamo via tonnellate di cibo ancora buono da mangiare: per produrlo e farlo arrivare nel nostro frigo è stata impiegata molta acqua, molta energia, molte emissioni. Facciamo bene la spesa: acquistiamo cibi con scadenza “corta”, prodotti localmente, di stagione. Ridurre i consumi di carne e mangiare bio non è sbagliato.

2. Piantiamo alberi

Gli alberi forniscono ossigeno, «mangiano» CO2, rinfrescano il clima in città. Difendiamo ed estendiamo i parchi e le ville nelle città, piantiamo alberi se possibile: ogni pianta dà un aiuto effettivo. Non acquistiamo mobili e oggetti in legno di cui non sia certa una provenienza certificata.

3. Spostarsi sostenibilmente

Il trasporto è un’importante sorgente di gas serra e di inquinamento. In città è bene spostarsi con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta, che fa anche bene alla salute. L’auto può essere in sharing, oppure ne basta una per famiglia: possibilmente ibrida, meglio ancora se del tutto elettrica. In ogni caso: andare piano. Per i viaggi più lunghi, potendo, meglio il treno dell’aereo.

4. I rifiuti non sono rifiuti

Rispettiamo le regole della raccolta differenziata, suddividendo l’immondizia in umido, vetro, carta, metalli, plastica. Lampadine, prodotti elettronici, ogni oggetto, ogni materiale può essere trasformato o recuperato. Il motto è reduce, reuse, recycle, ovvero ridurre, riusare, riciclare.

5. Acquistiamo intelligente

Si possono sostenere prodotti e industrie con soluzioni eco-friendly e durature, favorendo la trasformazione green dell’economia. Scegliere guardando le etichette dei consumi energetici, il contenuto di materiale riciclato, la recuperabilità.

6. Investimenti etici

I nostri risparmi, i nostri conti bancari, i nostri investimenti possono essere messi al servizio della difesa dell’ambiente o alimentare l’economia fossile, le industrie inquinanti, le produzioni militari. Scegliere la finanza che punta sulla sostenibilità è facile, e ha un grande impatto globale.

7. Non sprecare l’acqua

Conserviamo acqua, riduciamone il consumo. Non utilizzare sempre e comunque l’acqua in bottiglia: c’è quella pubblica. Usiamo la lavatrice sempre a pieno carico; per la pulizia di casa utilizzare solo detersivi o detergenti non tossici e non inquinanti.

8. Energia? Pulita

Scegliamo un fornitore di elettricità che utilizzi energia da fonti rinnovabili e non fossili. Scegliamo gli elettrodomestici più efficienti, usiamo le modalità eco e “pieno carico”. Lampadine solo a risparmio energetico. Se possiamo, installare pannelli solari per l’acqua, fotovoltaici e mini generatori eolici per l’energia.

9. Il riscaldamento

Una casa «colabrodo energetico» spreca una montagna di danaro e di preziosa energia. Usiamo i bonus fiscali statali per comprare caldaie a bassi consumi, infissi isolanti, «cappotti termici». Usiamo termostati e programmazione oraria per avere un riscaldamento (o raffrescamento) adeguato, non esagerato e non sprecone.

10. Facciamoci sentire

È vero: il cambiamento climatico è una questione immensa, e non si può rimediare solo mutando i nostri comportamenti quotidiani. Che servono, ma solo se accompagnati dalle scelte giuste e coraggiose che devono prendere i principali Stati e governi. Tutti insieme, e in tempi rapidi. Dunque, bisogna informarsi, capire, leggere i giornali. È bene parlare con le altre persone, diffondere la conoscenza, esigere – nelle piazze, nei luoghi di lavoro, ma anche al momento del voto – che i nostri rappresentanti prendano iniziative concrete sul clima e l’ambiente.

Torna Earth Hour, l’Ora della Terra!

Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.

Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

Perché abbiamo ancora bisogno di questi gesti simbolici?

La risposta di Fulco Pratesi, fondatore e Presidente onorario del WWF Italia

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Finora le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono state troppo lente e poco incisive, non al passo con un rischio che mette a repentaglio il Pianeta come lo conosciamo e dunque la stessa civilizzazione umana.

L’effetto-clima sulle specie animali e vegetali è un amplificatore della “Sesta estinzione di massa” che l’uomo sta provocando nei confronti della ricchezza della vita sul pianeta. Ma, al contrario delle prime 5 estinzioni già avvenute, non è frutto di fenomeni geologici naturali ma avanza rapidissima ed è causata da una sola specie: l’uomo.

La IUNC (International Union for Conservation of Nature) ci ricorda che quasi la metà (il 47%) delle specie di mammiferi monitorate e quasi un quarto delle specie di uccelli (24.4%) subiscono l’impatto negativo dovuto ai cambiamenti climatici. In totale si tratta di circa 700 specie..

A tutto questo va aggiunto che la perdita di biodiversità nel mondo comporta una perdita economica pari a 50 miliardi di dollari ogni anno!

Nella COP21 di Parigi, nel dicembre del 2015, si è però raggiunto un accordo storico che può segnare una inversione di tendenza, a patto che si acceleri la decarbonizzazione, cioè l’abbandono dei combustibili fossili e il passaggio all’energia rinnovabile e a modelli di efficienza e risparmio energetico.

Quali sono gli obiettivi di Earth Hour?

La risposta di Maria Grazia Midulla, responsabile Clima ed Energia WWF Italia

Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità..
Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.

A chi ci rivolgiamo:

  • A tutti gli abitanti del Pianeta Terra;
  • Ai giovani, cioè a coloro che rischiano di vedere le conseguenze più drammatiche del cambiamento climatico;
  • Alle Istituzioni, a partire dalle città, che possono diventare motori e pungolo del cambiamento;
  • Alle imprese, che possono divenire attori dell’economia del futuro ;
  • A te che leggi


Domenica 7 ottobre torna Urban Nature

L’evento nazionale WWF dedicato alla biodiversità in città nella seconda edizione punta sull’effetto ‘benessere’ della natura urbana sui più piccoli

L’elisir di buona salute per tutti noi, e in particolare per i più piccoli, è nascosto nel verde urbano: è questo il principio dal quale dovrebbe partire la progettazione delle nostre città per restituire agli abitanti la ‘biodiversità perduta’ e dare finalmente valore alla natura, soprattutto nelle metropoli. È lo spirito che anima URBAN NATURE 2018, la giornata autunnale, giunta alla sua seconda edizione, che il WWF organizza domenica 7 ottobre in tutta Italia con un grande coinvolgimento popolare e dedicata ad un nuovo modo di pensare gli spazi urbani. Urban Nature è patrocinato a livello nazionale dai Ministeri dell’Ambiente, dall’ANCI e dall’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma. Si svolgerà in collaborazione con il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e l’Arma dei Carabinieri e vedrà la partecipazione dell’AGESCI. L’evento è inoltre supportato da Procter&Gamble Italia.

Quest’anno il WWF punterà i riflettori sugli effetti che provoca uno stile di vita condizionato dal vivere in un ambiente artificiale dove la natura e la salute vengono spesso al secondo posto e dove i più piccoli sono anche i più colpiti. Si proporranno anche  soluzioni, ideate soprattutto dai giovani,  per promuovere e proteggere la biodiversità in ambito urbano da rilanciare ad amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole.Sulla necessità di un cambiamento degli spazi urbani a favore della salute dei più piccoli anche la comunità medica è ormai concorde:“Le nostre città non sono progettate per i bambini. In media l’80% degli spazi pubblici urbani è occupato  dal traffico automobilistico, che ostacola la possibilità di movimento attivo dei bambini Ricorda il pediatra Giacomo Toffol, coordinatore del gruppo Ambiente&Salute dell’Associazione Culturale Pediatri  che spiega: “Le uniche isole tutelate sono i parchi urbani,  purtroppo insufficienti e spesso non curati. Tutti i bambini, e soprattutto quelli che vivono in condizioni sociali più svantaggiate, hanno però bisogno di un contatto costante con la natura per crescere in modo equilibrato. Svariati sono infatti gli studi che dimostrano che la disponibilità di spazi verdi nelle zone di residenza è fondamentale per garantire il loro benessere fisico, psichico e relazionale. Incrementare questa disponibilità significa quindi migliorare il benessere dei bambini”.

In occasione di Urban Nature il WWF lancerà un nuovo Report sul “BENESSERE E NATURA: CITTÀ VERDI A MISURA DI BAMBINO”, un panorama sul valore della natura per il benessere umano, in particolare nell’ambito urbano, sugli studi degli effetti della natura e in particolare del ‘verde in città’ sulla salute umana e sul Deficit di Natura legato allo stile di vita dei giovani abitanti delle metropoli. Per sottolineare l’importanza degli alberi ‘amici delle città’ il WWFha anche stilato una MAPPA delle 10 ‘funzioni principali’  che la natura urbana garantisce grazie alla presenza di parchi, ville e giardini pubblici e privati: dalla difesa dai picchi di calore dovuti al cambiamento climatico  all’estetica delle metropoli, dall’attrazione turistica all’aumento del valore immobiliare , tutti elementi fondamentali per il nostro benessere. Il Report è stato realizzato dal WWF in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi sulla Qualità della Vita (AIQUAV) che riunisce i migliori esperti che si occupano del benessere e della qualità della vita e con il contributo dell’Associazione Culturale Pediatri(ACP).

L’EVENTO. Domenica 7 ottobre Urban Nature, giunto alla sua seconda edizione, animerà  circa 40 città italiane, piccole e grandi: l’invito ad un’intera giornata di festa della natura urbana è rivolto a famiglie, bambini, giovani, studenti, appassionati di natura e non, pubblico che frequenta i parchi, turisti e le tante comunità locali già attive da anni nelle aree urbane sul territorio in azioni concrete di difesa della natura.

LE CITTÀ DI “URBAN NATURE” sono oltre 40 tra cui Torino, Milano, Firenze, Bologna, Palermo, Catania, Napoli, Salerno, Bari, Trento, Venezia, Catanzaro, Padova, Pescara nelle quali si prevedono complessivamente circa 100 eventi. L’iniziativa sarà promossa all’interno di parchi Urbani, Oasi Urbane e Periurbane, Giardini e Orti condivisi, quartieri con spazi verdi diffusi etc, anche in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici con la quale il WWF ha un Protocollo di intesa decennale e che sta promuovendo presso la sua rete di circa 200 Musei l’organizzazione di iniziative dedicate a scoprire la natura in città, dentro e fuori le strutture museali.

In  Provincia di Bergamo l’appuntamento è a Pontirolo Nuovo presso il Renovapark oasinaturalistica pontirolese dalle 14 alle 18. Durante tutto il pomeriggio: osservazioni naturalistiche nel parco, giochi all’aperto, mostra fotografica, presentazioni multimediali, laboratori artistici e realizzazione di nidi e mangiatoie, trucca-bimbi, merenda a base di miele del parco e caldarroste scoppiettanti sul falò. Alle 15,00 è in programma una caccia al tesoro. Per info cell 3478819234

In Provincia di Brescia l’appuntamento è nel Parco Ducos 2 in via del Piave a Brescia dalle 9,00 alle 12,00. Urban Nature è il nostro evento tutto dedicato alla Natura urbana attraverso il quale invitiamo tutti voi che abitate nelle città ad esplorare, conoscere e ‘ri-costruire’ la biodiversità delle metropoli italiane.

Durante l’evento nelle varie città si useranno anche APP gratuite sviluppate dal progetto europeo di citizen science CSMON-LIFE per scoprire e mappare le specie animali e vegetali osservate.

Per maggiori informazioni sull’evento e sulle iscrizioni wwf.it
Questa la mappa delle 1o funzioni degli alberi in città.Clicca per scaricare in alta definizione

Roma, 27 settembre 2018

Sei un videomaker o un appassionato?

Raccontaci attraverso uno spot o un video il valore della Natura nella tua città, hai tempo fino al 10 settembre 2018!

Si vive meglio in una città ricca di zone verdi accessibili? Cosa significa la Natura per te, per un bambino, per un ragazzo, per una mamma o un papà?  E’ possibile migliorare o aumentare il nostro spazio verde in città ?

Partecipare è facile, basta realizzare uno spot o un breve video che abbiano al centro la natura in città, la nostra percezione o rapporto con la biodiversità, le pratiche di resilienza che sono capaci di prendersi cura della natura e di ampliare lo spazio ad essa dedicato. I migliori saranno premiati con premi importanti in denaro o buoni premio.

  Zooppa sostiene il nostro Video Contest “Urban Nature”

Clicca qui partecipa al nostro contest e scopri i premi in palio!

A.A.A. cercasi volontari!

Anche quest’anno le attività organizzate dalla nostra Associazione sono molteplici e spaziano su un territorio più ampio rispetto al passato, comprendendo infatti anche la provincia di Brescia, oltre a quella di Bergamo.

Avremmo bisogno di rinforzare il nostro gruppo di volontari soprattutto sulla provincia di Brescia.

Cerchiamo persone amanti della natura che vogliano dedicare qualche ora del loro tempo alle nostre attività.

Qui di seguito alcuni degli appuntamenti previsti per quest’anno:

Marzo 2018

  • Raccolta segnalazioni nei luoghi delle due province (Bergamo e Brescia)  interessati dalla migrazione degli anfibi
  • Collaborazione con gli Enti  e le GEV   per la raccolta dei Bufo Bufo ( date già definite  dagli organizzatori)

 Marzo – Aprile 2018

  • Supporto  nelle attività di manutenzione e riordino prima delle aperture ufficiali al pubblico  per le visite guidate  nell’area protetta della Riserva Naturale di Valpredina Oasi WWF (Cenate Sopra)   e nell’area protetta  di Renova Park (Pontirolo Nuovo)

Maggio 2018

  • Partecipazione alla Giornata Oasi con tavolo istituzionale WWF per iscrizione nuovi soci WWF

Per maggiori informazioni contattare telefonicamente in orari d’ufficio la  sede operativa allo  035.956140.