I nuovi volontari Pasturs

E’ terminato il corso di formazione, vi presentiamo i volontari di Pasturs 2018 pronti a raggiungere gli alpeggi delle Orobie!! Sono in totale 50 (35 “nuovi” volontari e 15 delle scorse edizioni).

I temi trattati dal corso di formazione sono stati diversi: dalla sicurezza sul lavoro all’orientamento in montagna, dalla zootecnia di montagna ai metodi di prevenzione per la riduzione dei possibili danni.

Abbiamo anche parlato di biodiversità, cani da guardiania, grandi carnivori (orso e lupo) e abbiamo organizzato dimostrazioni di montaggio e smontaggio di recinzioni elettrificate.

Un ringraziamento a tutti i relatori di Eliante, Coldiretti Bergamo, WWF Bergamo-Brescia, CPMA Circolo del Pastore Maremmano-Abruzzese.

Un particolare ringraziamento alla Riserva Naturale Oasi WWF – SIC / ZSC Valpredina – Misma per l’ospitalità del corso di formazione e per aver reso possibile la visione della liberazione di un magnifico esemplare di Biancone

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Giornata delle OASI WWF 2018

Domenica 20 maggio torna la Giornata della Oasi, un’occasione straordinaria per celebrare la biodiversità del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali.

Verranno aperte gratuitamente al pubblico, con speciali eventi e visite guidate, le Oasi e le riserve del WWF che si potranno visitare per scoprire i tesori nascosti della natura italiana, come lupi, orsi, aquile, aironi, lontre, cervi e daini custoditi negli angoli più belli e suggestivi del nostro Paese, dal nord al sud d’Italia.

Dai fenicotteri nella Laguna di Orbetello al cervo sardo nella  foresta di Monte Arcosu, in Sardegna: il programma di viste gratuite è vastissimo, a breve aggiungeremo dettagli in questa pagina.

La nostra festa delle Oasi precede la Giornata Mondiale della Biodiversità, il 22 maggio, indetta dall’Onu per sottolineare quanto sia importante difendere e tutelare la ricchezza della vita sulla Terra.

Il Pianeta in 40 anni ha perso più del 50% degli animali selvatici che un tempo lo abitavano. La causa di questa di questo disastro è l’incapacità dell’uomo di vivere in maniera sostenibile in un sistema naturale regolato da equilibri ecologici fragili e cruciali. La principale espressione della nostra aggressiva presenza su questo pianeta è l’uso criminale delle risorse naturali e in particolare il bracconaggio: un’azione deviata e perversa che in tutto il mondo sta portando all’estinzione di specie chiave per gli ecosistemi, come la tigre, il lupo, i rapaci e gli uccelli migratori.

In Tanzania come in Italia. In Asia come in Europa. Chi nel mondo uccide animali carismatici e alimenta i network criminali, chi in Italia spara ad animali protetti e distrugge gli ecosistemi, mette a rischio la sicurezza del nostro futuro e la nostra salute, offende il senso della vita, rendendo tutti infinitamente più poveri

Proprio per questo, giornata Oasi diventa anche il momento di chiusura dalla campagna “SOS Animali in trappola”: una maratona di raccolta fondi dal 6 maggio al 20 maggio, inviando un sms o chiamando da rete fissa al 45590.

Serle, raccolta di fondi per salvare lo stagno

Corriere della Sera  BRESCIA DEL 29-3-2018

di Lilina Golia

Accanto alla pozza Meder, è stato tirato un ampio telo di plastica verde. Una volta riempito d’acqua farà da fondo al nuovo stagno artificiale che accoglierà le migliaia di nuovi esemplari di specie anfibie in arrivo nei boschi di Serle, privati del loro habitat da chi, nella notte tra sabato e domenica, ha rilasciato 100 litri di olio da trazione esausto nel piccolo laghetto. «Un vero e proprio atto criminale e da incoscienti», evidenzia il Wwf in una nota. Ieri è stata completata la pulizia delle sponde. È stato utilizzato un impianto di spurgo e le speciali spugne Puff della Test1 che hanno assorbito l’olio. Poi è stato asportato il terriccio inquinato, come prescritto dall’Arpa.

«Il colore dell’acqua ora ha tutt’altro aspetto, rispetto alla macchia nera dei giorni scorsi – spiega il sindaco di Serle, Paolo Bonvicini – e i primi risultati delle analisi effettuate dall’Arpa in parte ci confortano. Sul fondo dello stagno la tossicità aveva valori molto bassi. Il che vuol dire che l’olio non è penetrato in profondità nel terreno. In superficie, invece, era elevata, indicizzata nei parametri tecnici con il 50% di mortalità».

Il danno faunistico, che comprende anche la distruzione delle uova appena deposte, potrebbe, dunque, essere ingente. Il destino degli anfibi salvati, circa 6 mila, infatti dipenderà solo dalla loro capacità di resistenza. Per farli riprendere dall’intossicazione, nelle prossime ore saranno trasferiti alla vicina, vecchia (e asciutta) pozza Ruchì, dove sono già iniziati i lavori di ripristino. Lavori che comportano una spesa, così come l’intera operazione di bonifica. L’idea di Comune, Gruppo di Azione Locale e Altopiano di Cariadeghe, è quella di lanciare un crowfunding per reperire i fondi 

necessari. «Ma chiederemo un contributo anche alla Regione Lombardia», spiega ancora Bonvicini, confortato dalla gara di solidarietà scattata alla pozza. «Associazioni locali e non, volontari, professionisti, stanno mettendo a disposizione tempo, mezzi, forze e competenze. La miglior risposta possibile, dopo quanto accaduto». Tra gli altri, al lavoro ci sono gli esperti della Societas herpetologica italica, mentre per oggi è atteso l’arrivo di alcuni ricercatori universitari per approfondimenti sui problemi ambientali legati al mondo anfibio. 

OLIO ESAUSTO SVERSATO NELLA POZZA MEDÉR NEL BRESCIANO. UN ATTENTATO CONTRO L’AMBIENTE

Comunicato congiunto WWF – “Societas Herpetologica Italica”

Nella notte tra sabato e domenica scorsi ignoti hanno sversato oltre 100 litri di olio esausto (la cui esatta composizione è tutt’ora in fase di analisi) in uno stagno in località Medér nell’altopiano carsico di Cariadeghe (Comune di Serle, Brescia). Un’area considerata Monumento Naturale Regionale e compresa in un Sito di Interesse Comunitario.

Si è trattato di un vero e proprio attentato ai danni dell’ambiente. La pozza rappresenta, infatti, un importante sito di riproduzione per tritone crestato italiano, rospo comune, rana dalmatina e rana temporaria. Migliaia di esemplari in fase riproduttiva sono stati pesantemente intossicati dallo sversamento. La pozza era stata tra l’altro anche oggetto di un progetto di riqualificazione ambientale da parte dell’amministrazione municipale. È inoltre elevato il rischio, data la natura carsica del terreno, che la contaminazione possa non fermarsi al solo stagno.

Un vero e proprio atto criminale e da incoscienti, contro il quale la risposta delle istituzioni locali e di tantissimi volontari è stata immediata. Da domenica sono in corso interventi, cui partecipano tra gli altri anche attivisti del WWF, che vengono coordinati sul piano scientifico da Raoul Manenti e da altri esperti della Societas Herpetologica Italica, società scientifica che ha nella propria missione statutaria lo studio e anche la salvaguardia di Anfibi e Rettili e dei loro habitat.

“Sono già stati salvati oltre 7000 anfibi”. Dice Paola Brambilla, delegato del WWF Italia per la Lombardia che aggiunge: “La risposta delle istituzioni è stata immediata, quella dei volontari semplicemente splendida ed è un dato sicuramente confortante. Resta tuttavia il problema dell’esistenza di persone capaci, sicuramente per ignoranza e incoscienza, di simili gesti. È fondamentale che venga messo in atto il massimo sforzo possibile per individuare il o i colpevoli, ma è anche importante centuplicare gli sforzi per far comprendere a tutti l’importanza che ha per la nostra stessa esistenza la salvaguardia dell’ambiente”.

Sulla vicenda si è mobilitata sin dalla prime ore anche la Societas Herpetologica Italica che ha subito scritto alla Regione Lombardia per sollecitarne l’intervento accanto a Comune e Provincia e ha messo a disposizione le proprie conoscenze e i propri esperti presenti in zona. “Abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere  perché gli studiosi oggi non sono certamente chiusi nei loro laboratori ma lavorano nel territorio e sono più che mai consapevoli dell’importanza della salvaguardia dell’ambiente. Non a caso la SHI ha creato tra i propri iscritti una commissione permanente che si occupa proprio di conservazione”, spiega il presidente della Societas Herpetologica Italica  Roberto Sindaco.

L’importanza delle piccole zone umide come quella messa a rischio a Serle, è ben evidenziata dalla campagna del WWF Italia “One Million Ponds” per la loro valorizzazione e tutela; sono stagni, pozze di montagna, abbeveratoi, bodri, fontanili che, come dimostra la ricchezza di anfibi della pozza di Serle, sono dei veri e propri rifugi di biodiversità. Una biodiversità che in Italia, come documentato da un recente studio di ISPRA, è costituita “da circa 200 specie tutelate dalla normativa europea, nazionale e/o regionale, fra cui circa 80 specie di uccelli acquatici, 60 specie di piante acquatiche, oltre 20 specie di anfibi, più di 15 specie di invertebrati acquatici, cinque specie e sottospecie di rettili, tre specie di mammiferi e una specie di pesci. Tuttavia queste specie, soprattutto per quanto riguarda gli invertebrati, costituiscono solo una piccola porzione delle specie ospitate da questi ambienti in quanto il livello di conoscenza è ancora scarso” *.

*  ISPRA, Ministero dell’Ambiente, ARPAT, 2011 – Contributi per la tutela della biodiversità delle zone umide.

 

A.A.A. cercasi volontari!

Anche quest’anno le attività organizzate dalla nostra Associazione sono molteplici e spaziano su un territorio più ampio rispetto al passato, comprendendo infatti anche la provincia di Brescia, oltre a quella di Bergamo.

Avremmo bisogno di rinforzare il nostro gruppo di volontari soprattutto sulla provincia di Brescia.

Cerchiamo persone amanti della natura che vogliano dedicare qualche ora del loro tempo alle nostre attività.

Qui di seguito alcuni degli appuntamenti previsti per quest’anno:

Marzo 2018

  • Raccolta segnalazioni nei luoghi delle due province (Bergamo e Brescia)  interessati dalla migrazione degli anfibi
  • Collaborazione con gli Enti  e le GEV   per la raccolta dei Bufo Bufo ( date già definite  dagli organizzatori)

 Marzo – Aprile 2018

  • Supporto  nelle attività di manutenzione e riordino prima delle aperture ufficiali al pubblico  per le visite guidate  nell’area protetta della Riserva Naturale di Valpredina Oasi WWF (Cenate Sopra)   e nell’area protetta  di Renova Park (Pontirolo Nuovo)

Maggio 2018

  • Partecipazione alla Giornata Oasi con tavolo istituzionale WWF per iscrizione nuovi soci WWF

Per maggiori informazioni contattare telefonicamente in orari d’ufficio la  sede operativa allo  035.956140.

Elezioni: al via la “Campagna elettorale” apartitica del WWF

#uniscitialWWF

“Visto che la politica continua ad essere distratta rispetto alle tematiche ambientali ci rivolgeremo direttamente ai cittadini con una campagna di sensibilizzazione elettorale da parte della Natura”. Lo dichiara la Presidente del WWF Italia Donatella Bianchi annunciando l’avvio di una campagna apartitica “in stile WWF su tutti i canali digitali.
“Abbiamo deciso di affidare al lupo, alle energie pulite, all’acqua, al paesaggio, al mare il compito di risvegliare una politica assopita, di richiamare la centralità del tema ambientale, fondamentale per la vita, la sicurezza, la salute ed il benessere equo e sostenibile dei cittadini”, continua la presidente che spiega: “L’ambiente è l’argomento fantasma di questa campagna elettorale. L’arretratezza del dibattito politico nel nostro Paese, purtroppo, si misura anche da questo: dal confronto sulle politiche ambientali si valuta la capacità del nostro Paese di affrontare le sfide dell’efficienza e dell’innovazione nei campi della ricerca, della produzione, dell’amministrazione pubblica. Risparmiare l’energia, rendere più efficienti i nostri sistemi produttivi, diminuire i nostri rifiuti e gli sprechi alimentari, riutilizzare i materiali, utilizzare energie pulite, abbattere i gas climalteranti, conservare il nostro patrimonio naturale, vuol dire non solo vivere più a lungo e in buona salute ma progettare il futuro dei nostri figli e il benessere dell’Italia, uno dei Paesi del G7, che dovrebbe essere all’avanguardia nel mondo”.
“Anche in questa campagna elettorale sembra che le forze politiche ritengano concluso il proprio compito con la redazione di programmi elettorali dove peraltro di ambiente si parla poco quando se ne parla – aggiunge la presidente -. È invece, indispensabile concentrarsi sulle emergenze ambientali dall’inquinamento alla carenza di verde nelle nostre città,  dal bracconaggio ai crimini di natura fino ad arrivare allo sviluppo di una nuova economia capace di creare benessere e occupazione rispettando la natura”.
“Come accaduto in passato con le grandi battaglie vinte per i parchi, le specie protette e la difesa del suolo anche questa volta saranno i cittadini che condivideranno la campagna del WWF a mandare un forte messaggio a chi si appresta a rappresentarli nelle istituzioni”, conclude Donatella Bianchi annunciando nuove iniziative per stimolare il dibattito pubblico nei prossimi giorni.

MORTE GIUSEPPE GALASSO: WWF, CON LUI SCOMPARE UN DIFENSORE DELLA NATURA D’ITALIA

Giuseppe Galasso è stato uno dei difensori delle bellezze paesaggistiche e naturali d’Italia e se oggi, una parte del paesaggio del nostro Paese si è salvato da cemento e speculazione lo dobbiamo proprio alla “legge Galasso” che dall’8 agosto del 1985 ha costituito il primo innovativo e allora  più importante strumento di tutela ambientale del nostro ordinamento.
L’intuizione normativa dell’on. Galasso fu di allargare il concetto di “paesaggio” ad una concezione moderna e dinamica che includeva non  solo gli aspetti estetici e culturali e quindi le “bellezze panoramiche” ma anche i beni naturali in quanto componenti essenziali e inscindibili di queste.
Una norma che entrò in vigore proprio grazie alla determinazione del suo ideatore che, resosi conto della distruzione in atto del paesaggio meridionale e soprattutto delle coste cilentane, oltre che della cementificazione selvaggia in corso caratterizzata da una centinaia di migliaia  di abusi edilizi, in qualità di sottosegretario di Stato ai Beni culturali adottò un decreto di vincolo paesaggistico e divieto assoluto di edificazione  in una fascia di 300 metri dalla riva del mare e dei laghi e di 150 metri da fiumi e torrenti, dei boschi, dell’alta montagna (oltre i 1.600 metri per le Alpi e 1.200 per gli Appennini), di tutti i beni collettivi gravati da uso civico.
Galasso non si arrese nemmeno di fronte alla sospensione del decreto da parte del Tribunale amministrativo: ottenne dal governo un decreto legge, che, una volta convertito, divenne per tutti la “Legge Galasso”, che oggi è inserita nel “Codice dei Beni culturali e del paesaggio “(Dlgs 42/2004).
La legge Galasso, con il sistema di rispetto e vincoli che determinò e i piani paesaggistici che avviò, costituì un fondamentale elemento di garanzia per il Bel Paese ed un importantissimo strumento di riferimento per quanti, come il WWF, in sede di painificazione o in sede giudiziaria hanno difeso e difendono i valori ambientali e naturalistici oltre che quelli storici e culturali. Con la scomparsa di Giuseppe Galasso il nostro paese perde un esempio della buona politica.

INTIMIDAZIONE SOTTOUFFICIALE ARMA: WWF AL FIANCO DEI CARABINIERI FORESTALI

Dura condanna per il vile gesto in spregio ai boschi della Sila e nei confronti del Comandante della Stazione Carabinieri forestali del Parco di Cotronei (KR)

 

Apprendiamo in queste ore del grave sfregio compiuto poche sere fa ai danni dei boschi della Sila nel comune di Cotronei (Kr), dove ignoti hanno abbattuto una ventina di esemplari di Pino laricio e Cerro, anche di grosse dimensioni, facendoli cadere sulla carreggiata che è rimasta bloccata per ore. Un gesto inqualificabile reso ancor più squallido da altre e più inquietanti circostanze: alcune scritte con chiari messaggi intimidatori nei confronti del comandante della Stazione dei Carabinieri forestali del Parco,  il Brigadiere Salvatore Salerno, sono state tracciate  sulla strada, su dei muretti e su alcuni tronchi. Il WWF Italia si unisce al WWF Calabria nel condannare fermamente il vile gesto, esprime la sua più incondizionata solidarietà e vicinanza nei confronti di uno dei forestali più bravi e impegnati della regione. Il WWF ha avuto modo di apprezzare in più occasioni l’operato di Salerno, che non è solo un qualificato tutore dell’ordine, ma anche un appassionato naturalista e protettore della natura calabrese, sempre impegnato in prima linea. In tanti anni l’associazione ne ha apprezzato sempre la dedizione, la professionalità e la grande voglia di lottare per il bene del territorio.

“Confidiamo nell’operato della magistratura affinché gli autori del vile gesto intimidatorio vengano al più presto assicurati alla giustizia e nel contempo chiediamo all’Arma dei Carabinieri di rafforzare i presidi periferici a difesa delle foreste calabresi”, sottolinea il WWF Italia.

Recenti operazioni dei Carabinieri forestali e di altre Forze dell’Ordine, finalizzate alla repressione dei reati ambientali, hanno interessato, come in questo caso, le aree protette, a riprova del fatto che in Calabria è ancora diffuso un sentimento di ostilità nei confronti della tutela del nostro patrimonio di  fauna e di flora, anche laddove dovrebbe essere maggiormente custodito: un bene di tutti che invece viene considerato alla stregua di un bottino di cui impadronirsi per i propri esclusivi interessi.

La caccia e la pesca illegali, l’abbandono di rifiuti, lo scarico di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua, gli incendi boschivi e, non ultimo, il taglio illegale di boschi  per alimentare  centrali a biomasse, così come accertato pochi giorni fa, danno un’idea del livello di strapotere raggiunto  dagli ecocriminali.

 

Ecco perché l’operato del brigadiere Salerno e di tutti quelli che, come lui, combattono questa autentica battaglia, va sostenuto e incoraggiato. Da parte sua il WWF adotterà ogni iniziativa utile contro i criminali della natura e a favore di persone che s’impegnano e dedicano la loro vita per il rispetto della legalità e la tutela del nostro territorio, sostenendo l’Arma dei Carabinieri nella tutela dell’ambiente, come del resto conferma il protocollo firmato nel marzo del 2017 a livello nazionale.

IL CONDONO UN PESSIMO AFFARE PER ITALIA, OLTRE CHE PER CASSE ENTI LOCALI

“Pensavamo che dopo l’uscita di scena del Ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di “abuso di necessità” l’idea di un nuovo condono edilizio fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo.

Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini. Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi; senza considerare l’effetto annuncio che da il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio”. Lo dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta che aggiunge: “Una delle priorità della prossima legislatura deve essere quella di approvare al più presto una legge per lo stop al consumo del suolo, una priorità a cui la legislatura appena conclusa colpevolmente non  è riuscita a ha voluto dare una risposta e che rappresenta una vera emergenza nazionale”.

Come dimostrato dal CRESME (l’istituto di ricerca socio-economica specializzato nel settore dell’edilizia) in uno studio del 2015 (con riferimento all’ultimo condono del 2003) che il condono edilizio è anche un pessimo affare per le casse pubbliche. Il CRESME rilevava nel 2015 che, a fronte di un importo medio di 15mia euro versato per ogni singolo abuso, gli enti locali ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali.

Ancora oggi bisogna frenare i ladri di territorio: se nel 2012 si edificavano 14 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, si arriva a quasi 20 ogni 100 nel 2016 (di cui 48 su 100 al Sud), ricorda il WWF facendo riferimento a dati ISTAT.

Non ci possiamo permettere di fare consumare altro suolo libero, bene comune e risorsa scarsa in Italia. Sulla base di elaborazioni del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila che da anni collabora con il WWF si è potuto verificare come ormai in Italia non sia possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza incontrare un’area urbana e che dal 1950 al 2000, nella fascia di 1 km dai siti tutelati dall’Europa della Rete Natura 2000, l’urbanizzazione sia salita da 8.400 a 44.000 ettari, con un incremento medio del 420%. Ancora oggi il consumo di suolo viaggi ancora oggi a un ritmo di circa 30 ettari al giorno, 3 metri quadrati al secondo; l’espansione urbana nel territorio è salita dall’1,8% degli anni ‘50 al 7,6% del 2016 (secondo dati ISPRA, l’Istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente), che sale al 10%, se si calcola anche la infrastrutturazione.

“Porre fine alla rapina del territorio non è solo questione di sostenibilità e di resilienza dei sistemi naturali, ma di credibilità delle Istituzioni – conclude Caserta –. Il condono edilizio del 2003 (il terzo condono in 18 anni, gli altri nel 1985 e nel 1994) secondo l’allora ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, non solo sarebbe dovuto essere l’ultimo, ma avrebbe dovuto sanare un malcostume italiano: nella realtà è si è verificato l’esattamente il contrario”.

AMBIENTE: WWF, GRAVE SCEMPIO NEL PARCO DEL GARGANO. ABBATTUTE 400 QUERCE

PLAUSO WWF A OPERAZIONE CARABINIERI FORESTALI LOCALI E SQUADRONE ELIPORTATO CARABINIERI CACCIATORI SARDEGNA

 

Orribile scempio nel cuore della Foresta Umbra (Parco del Gargano): grazie ad un  blitz organizzato dai Carabinieri forestali, con l’intervento dello “Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Sardegna” – reparto militare dell’Arma specializzato nel controllo delle zone più impervie – è stato bloccato  un  poderoso taglio illegale di querce: purtroppo ne sono state abbattute oltre 400 (molte delle quali secolari). Nel corso dell’operazioen è stata scoperta una vera e propria “pista forestale” di 10 km realizzata abbattendo gli alberi dai quali sarebbero stati ricavati 2.800 quintali di legna pregiata.

“Si tratta di un gravissimo danno ecologico al patrimonio boschivo e al paesaggio del Parco Nazionale del Gargano – ha dichiarato Nicolo’ Carnimeo, Delegato WWF Puglia – come WWF faremo un ‘atto di significazione di parte offesa’ presso il Tribunale per poi costituirci parte civile e chiederemo che tra le imputazioni sia inserito il delitto di ‘Disastro ambientale’. Chiediamo inoltre che venga nominato al più presto il Presidente del Parco, c’è bisogno di una persona autorevole e di una presenza costante nelle aree di pregio per fermare i criminali di natura prima che si configurino danni ambientali di questa portata”.

Il blog dell'associazione WWF-Bergamo-Brescia