Giornata delle Oasi 2017 

PROGRAMMA GIORNATA OASI 2017

Durante tutta la giornata passeggiata libera nel verde e i colori dell’area didattica, tra gli alberi dell’orto botanico, i prati naturali e gli stagni.

Sarà possibile visitare il Centro Visite dove sarà presente lo stand WWF Italia e dell’Azienda Agricola Valpredina con i suoi prodotti BIO coltivati nella Riserva Naturale.

Ai nuovi soci WWF gadget e prodotti in regalo.

Troverete uno spazio dedicato allo Sportello pipistrelli per informazioni sui pipistrelli, le bat box e avrete la possibilità di segnalare la presenza di pipistrelli per contribuire alla loro tutela.

ORE 10.30 – La Ferratura del Cavallo: intervento in diretta del maniscalco e a seguire fino alle 13.00 per i più piccini in sella accompagnati dai nostri volontari.

Dalle 13.00 – In loc. Cà Pessina area ristoro e pic – nic.

Dalle 14.00 -In loc. Cà Pessina, dopo pranzo, area giochi per i più piccoli.

ORE 17.00 – All’osservatorio di Cà Pessina, dopo brevi nozioni sul primo soccorso alla fauna selvatica ferita o in difficoltà, la tradizionale rimessa in libertà della fauna selvatica curata al C.R.A.S. WWF Valpredina.

VI ASPETTIAMO!!

Sito dell’Oasi di Valpredina

Ambiente: Associazioni, Governo rinunci a valutazioni ambientali ‘farsa’. 20 Associazioni denunciano rischi per il territorio e per bene pubblico

“I cittadini, la pubblica amministrazione e il nostro territorio, se non ci sarà un radicale ripensamento, subiranno le conseguenze ambientali ed economico-finanziarie delle valutazioni ambientali ‘farsa’ proposte nello schema di decreto legislativo elaborato dal Ministero dell’Ambiente, che in questa settimana dovrà avere il parere del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni”. Al centro delle critiche l’Atto di Governo (AG) n. 401, di riforma della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che “crea un procedura farraginosa e poco trasparente, su elaborati approssimativi, duplicando le fasi autorizzative sui progetti di opere e impianti, favorendo i progettisti e non la corretta informazione e partecipazione dei cittadini”, come denunciato da un’ampia coalizione di venti tra le maggiori associazioni ambientaliste riconosciute (Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, FAI, Federazione Pro Natura, FIAB, Geeenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, VAS, WWF) che chiede il ritiro del provvedimento o una sua radicale riscrittura.

Gli ambientalisti fanno notare che, una volta data l’autorizzazione ambientale su un vago “progetto di fattibilità” (come previsto nell’AG n. 401), il percorso del proponente dell’opera o dell’impianto diventa in discesa e le varianti sul progetto definitivo, dipendenti dalla cattiva qualità degli elaborati preliminari, portano a diatribe sulla lievitazione dei costi che a quel punto l’amministrazione pubblica, dato il primo OK, difficilmente riesce a contestare. E non si tratta di rischi teorici, per 15 anni (dal 2001 al 2015), questo modello, ricordano gli ambientalisti, è stato applicato alle “infrastrutture strategiche”, derivanti dalla legge Obiettivo, i cui costi (date le necessarie compensazioni e mitigazioni ambientali) a consuntivo sono lievitati in maniera incontrollata, arrivando da un +300% (Autostrada Bre.Be.Mi.) ad un +800%  (terzo Valico dei Giovi) rispetto ai costi iniziali.

Le associazioni nelle loro Osservazioni (inviate alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato,  ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti, all’ANAC e alle Regioni) chiedono al Governo di evitare che si affermino valutazioni ambientali farsa, e quindi che:

  1. a) la VIA venga condotta sul progetto definitivo (come viene  stabilito dalla normativa vigente che si intende smantellare), che consente di valutare pienamente le caratteristiche tecniche e ambientali delle opere a partire da vincoli e tutele del territorio, e non dal progetto di fattibilità, impreciso e lacunoso, che può servire invece nella prima fase istruttoria;
  2. b) la Commissione tecnica di VIA venga sottratta dal controllo politico del Ministro dell’Ambiente di turno che può nominarne direttamente i membri, ma vada selezionata con procedure di evidenza pubblica tra esperti qualificati del mondo della ricerca e dell’università;
  3. c) non si riduca l’amministrazione pubblica a una sorta di sportello a chiamata per le esigenze e interessi dei progettisti e delle aziende di costruzione (i cosiddetti “proponenti”), favorendo invece un confronto tecnico basato su una corrette e completa informazione e partecipazione  dei cittadini nelle varie fasi di definizione progettuale.

Le associazioni in conclusione osservano che “se non si vuole che lo sviluppo sostenibile sia una scatola vuota,  il bene ambiente deve essere centrale nelle valutazioni su progetti e impianti, perché da questo dipende il nostro benessere, la nostra qualità della vita e la credibilità della Pubblica Amministrazione”.

 

Roma, 2 maggio 2017

 

Il presente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF in nome e per conto di tutte le associazioni che lo hanno sottoscritto.

S.O.S. Natura Italia

Da domani alla Camera è in votazione una proposta di legge, già approvata dal Senato, che indebolisce gravemente il sistema delle aree protette italiane mettendo in pericolo il nostro patrimonio
naturale. La Costituzione attribuisce allo Stato la tutela della natura:
questa ora rischia di diventare ostaggio delle politiche locali.
L’Italia custodisce una ricchezza naturale che non ha eguali in Europa. Circondata dal mare con circa 8000 km di coste e il 60% del territorio costituito da rilievi montuosi, il nostro Paese ha una grandissima varietà di habitat e quindi di specie. La nostra natura, già aggredita dal consumo del suolo, dall’agricoltura intensiva, da inquinamenti di ogni genere, è stata protetta da un insieme di Parchi
e Riserve realizzato grazie alla legge n. 394 del 1991.


Questa legge ha garantito all’Italia la tutela del 10% del suo territorio attraverso uno dei più importanti e diversificati sistemi di aree naturali protette d’Europa.
La proposta in discussione è priva di una visione di futuro, quasi rinunciataria: se il Parlamento del 1991 seppe cogliere aspetti innovativi dal confronto con la società civile e la comunità scientifica, quello del 2017 sembra essere ripiegato su se stesso,
incapace di ascoltare il mondo al di fuori della politica.
La proposta prevede:
• che i Presidenti dei Parchi abbiano solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza richiedere alcuna competenza in materia di tutela ambientale;
• che nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco siano inserite rappresentanze di portatori di interessi economici, indebolendo gravemente la rappresentanza degli interessi generali rappresentati dallo Stato;
• che i Direttori dei Parchi non abbiano più una nomina nazionale, ma locale e senza che siano loro richieste specifiche competenze ambientali o naturalistiche;
• che le Aree Marine Protette siano ancor più governate attraverso un sistema frammentario e disomogeneo fortemente condizionato dagli interessi locali;
• che la gestione della fauna del Parco non sia chiaramente ancorata alle Direttive Comunitarie, aumentando anche le possibilità del coinvolgimento dei cacciatori per gli abbattimenti selettivi.
Lo Stato sembra quasi voler abdicare a un suo ruolo obbligatorio e fondamentale. Su questo la proposta di legge in discussione fornisce un esempio eclatante: per il Delta del Po, uno dei più
complessi e problematici ecosistemi italiani tra l’Emilia Romagna e il Veneto, invece del parco nazionale oggi previsto, ne viene riproposto uno inter regionale da realizzarsi in 6 mesi.


Se, come già più volte in passato, non dovesse costituirsi, diventerebbe definitiva la situazione attuale di due distinti parchi regionali che si dividono un habitat da gestirsi unitariamente e che sono insufficienti per la tutela dei valori naturalistici internazionali e dei beni ambientali del Delta del Po. Molti altri commenti si possono fareal testo in discussione alla Camera, ma già da soli questi argomenti permettono a chiunque di comprende che i Parchi così gestiti non potranno ottemperare al proprio ruolo. La tutela di un bene, quanto più vicina è agli interessi che vogliono “utilizzarlo”, tanto è più difficile da esercitare.
E la competenza e l’indipendenza sono elementi fondanti della buona amministrazione, irrinunciabili se si devono gestire beni comuni complessi quali sono gli ecosistemi naturali.
Negli ultimi mesi il WWF Italia, insieme ad altre 15 grandi associazioni nazionali e a un gran numero di rappresentanti del mondo scientifico, ha presentato osservazioni e proposte riassunte nel documento “Aree protette, tesoro italiano” www.wwf.it/parchi Sostieni il WWF per la tutela della natura wwf.it/parchi.

C’è ancora una possibilità e serve l’aiuto di tutti

Abbiamo pochissimo tempo per correggere la rotta. Per questo il WWF Italia si rivolge a tutti i Deputati perché da domani, lunedì 27 marzo, quando affronteranno la proposta di legge con le votazioni d’Aula, facciano propri gli emendamenti per evitare un pericoloso e grave passo indietro nella gestione del sistema delle aree naturali
protette italiane.

Per questo chiediamo anche a te di darci una mano inviando subito un tweet ai Presidenti di Camera e Senato:

@lauraboldrini @PietroGrasso perché stravolgere
la più importante legge italiana per la tutela della natura? #sosparchi

25 MARZO – ORA DELLA TERRA WWF: “UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO”

25 MARZO – ORA DELLA TERRA

WWF: “UN’ORA DI BUIO PER ACCENDERE IL NOSTRO FUTURO”

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’evento globale sul clima

http://www.oradellaterra.org/

Scarica la locandina

Guarda il video video_ora della terra 2017

CARTELLA STAMPA CON FOTO, VIDEO: http://bit.ly/2mw5Oos

E’ iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per il più grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici –  Earth Hour / Ora della Terra del WWF – che quest’anno celebra i 10 anni dalla sua prima edizione del 2007 svoltasi a Sidney. L’invito è quello di spegnere simbolicamente per un’ora, dalle 20.30 di ciascun paese,  le luci in casa, in ufficio, al ristorante magari cenando a lume di candela: l’effetto di questa grande mobilitazione globale che unirà di nuovo centinaia di  milioni di persone, sarà una grande ola di buio che per 24 ore farà il giro della Terra. Nel 2016 ben 178 paesi parteciparono spegnendo le principali icone mondiali come l’Opera House di Sydney, il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo.

Guarda il video:viedeo2

Partecipare ad Earth Hour vuol dire anche informare e sensibilizzare sui cambiamenti climatici, sfruttando la forza dei social network. Dalla piattaforma sarà possibile donare il proprio profilo facebook e contribuire a diffondere i messaggi del WWF contro i cambiamenti climatici. Qui maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare.

“Il cambiamento climatico ha tanti volti e impatti diversi in ogni angolo del pianeta, ma la realtà è uguale per tutti: il momento per cambiare il clima che cambia è ora – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia  – Earth Hour negli anni ha dimostrato che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo comprendono quanto la sfida del clima sia centrale per il Pianeta, per il benessere umano e la sopravvivenza di specie animali e vegetali. Il 25 marzo questo grande movimento globale per il clima fatto di  singole  persone, comunità e organizzazioni,  farà sentire la propria voce per chiedere di accelerare gli impegni verso una rapida decarbonizzazione delle nostre economie, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, secondo l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi”.

Il video/spot di lancio dell’evento prodotto dal WWF richiama proprio quel potenziale di ‘cambiamento’ che è nelle mani di ciascuno di noi : il brano che accompagna le immagini, “Heroes (we could be) “ in stile progressive house, è cantato dalla svedese Tove Lo ed è  realizzato dal dj e producer svedese Alesso come remake del celebre “Heroes” scritto nel ’77 da David Bowie e Brian Eno.  Nel video anche la storia in immagini dell’evento mondiale che negli anni, dal primo spegnimento a Sidney,  è cresciuto in tutto il mondo fino a coinvolgere 178 paesi.

CAOS CLIMATICO  Il 2016 si e’ chiuso come l’anno piu’ caldo da quando esistono le registrazioni scientifiche e dai rilievi e’ risultato che per il 2016 abbiamo un’anomalia rispetto al periodo preindustriale pari a + 1,3 °c. Per l’Artico, come riportato nell’Arctic Report Card della NOAA statunitense, l’incremento e’ stato di * 2°c. Inoltre la concentrazione di CO2 nella composizione chimica dell’atmosfera ha raggiunto le 400 parti per milione (ppm) e in questi primi mesi del 2017 i rilievi dimostrano che questo dato e’ stato gia’ sorpassato, mentre in epoca pre industriale la concentrazione era di 280 ppm e i 400 ppm costituiscono un livello che gli scienziati ritengono non sia mai stato toccato negli ultimi 23 milioni di anni.  Il recente studio coordinato da Fabrizio Antonioli dell’ENEA sull’innalzamento del Mar Mediterraneo negli ultimi 1000 anni stima nei prossimi 100 anni un’accelerazione netta dell’innalzamento che, ad esempio, nel nord adriatico potrebbe giungere a valori compresi tra 90 e 140 centimetri.  Tra il 2016 e il 2017 si sono registrate molte anomalie e temperature record: in Australia, per esempio, si è appena conclusa un’estate “arrabbiata” caratterizzata da ondate di calore, incendi e alluvioni, con temperature record in alcune aree vicine ai 50°C.

 LE VITTIME DEL CLIMA  Il caos climatico indotto dall’intervento umano  purtroppo già colpisce sia molte comunità umane, a cominciare da quelle più fragili e più povere e che abitano sulle isole o lungo le coste, sia molte specie animali come orsi, pinguini, numerose altre specie di mammiferi e uccelli e di anfibi, colpendo inoltre tantissime altre specie sia di animali invertebrati (dagli insetti ai molluschi) che di piante”. Secondo le ultime analisi sono migliaia le specie del pianeta che risentono degli impatti negativi del cambiamento climatico. Guardando in particolare le sole specie inserite nella Lista Rossa di specie a rischio, un recente studio ha denunciato a rischio ‘climatico’ quasi la metà dei mammiferi e circa un quarto degli uccelli: in una  precedente analisi le percentuali erano molto più basse, rispettivamente il 7% e il 4%. Per questo l’edizione 2017 di Earth Hour – Ora della Terra in Italia sarà dedicata con particolare attenzione alle specie ‘simbolo’, a partire dall’orso polare destinato ad estinguersi molto rapidamente se non ci affretteremo ad azzerare le emissioni di CO2 e sostenere la specie con specifici interventi  di tutela, come quelli attivati dal WWF.

L’EVENTO IN ITALIA

Quest’anno in Italia tra i monumenti simbolo coinvolti, si spegneranno a Roma la basilica di San Pietro, il Colosseo  e il Museo MAXXI firmato’ dall’archistar Zaha Hadid, scomparsa lo scorso anno. E proprio l’area esterna del Museo nazionale delle arti del XXI secolo diventerà per un giorno la piazza di “Aspettando Earth Hour” con laboratori per bambini, giochi ed eventi di intrattenimento in attesa del conto alla rovescia finale.

Tra le altre adesioni che stanno via via arrivando, quella sera luci spente anche a Firenze il Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo, la Cupola del Duomo, la Statua del David (a Piazzale Michelangelo), la Basilica di Santa Croce, e l’Abbazia San Miniato al Monte; a Torino la Mole Antonelliana, il Duomo, la Basilica di Superga, Palazzo Civico, Chiesa della Gran Madre di Dio, la Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini; e poi  l’Arena di Verona, la Scalinata del Pincio a Bologna, Piazza del Ferrarese a Bari, il Palazzo delle Aquile, Piazza Pretoria, la facciata del teatro Politeama a Palermo…in Molise già ben 76 Comuni hanno dato la loro adesione.

Earth Hour ha già ricevuto il Patrocinio della Camera e del Senato . Tra gli eventi previsti nelle città italiane, feste in piazza, incontri a tema e anche cene sostenibili e solidali a lume di candela, grazie alla rinnovata partnership con Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, nell’ambito della campagna sociale “Insieme creiamo #unaltrovivere”.  http://www.altromercato.it/it_it/unaltrovivere/

Partner sportivo di Earth Hour 2017 è la Virtus Roma basket, squadra che milita nel campionato di A2. La Virtus, tra le prime società sportive a dotarsi di un codice etico, ha sposato da anni una linea giovane e attenta alle esigenze del cambiamento e alla sensibilizzazione verso le campagne sociali. Società e giocatori hanno aderito con entusiasmo: questi ultimi saranno protagonisti di una simpatica clip (“La partita più importante”) che verrà lanciata nei prossimi giorni.

Anche quest’anno partecipano ad Earth Hour rappresentanti del settore privato, con diverse attività ed iniziative di sensibilizzazione.  Wind Tre promuove l’iniziativa sui propri canali di comunicazione web e social, coinvolgendo anche i propri  clienti nel sostegno all’iniziativa. Tra le Aziende Partner del WWF Italia aderiscono all’evento Auchan e Simply, Eurojersey, Gruppo Gianasso – I Provenzali, Mutti, Save the Duck, Sofidel, UniCredit e Unilever Italia, attraverso spegnimenti simbolici e attività di sensibilizzazione e promozione della mobilitazione WWF sui loro canali di comunicazione.

Roma, 10 marzo 2017

Ufficio Stampa WWF Italia

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Condannato a Bergamo ‘serial killer dei gatti’, 3 anni e 6 mesi

Li torturava e uccideva. Enpa, condanna pesante e importante

E’ stato condannato oggi in tribunale a Bergamo a 3 anni e 6 mesi un uomo di 43 anni, di Trescore Balneario, accusato di maltrattamento e uccisione di animali, in particolare gatti, e per questo ribattezzato ‘killer dei gatti’. Il giudice ha stabilito anche che al termine della pena l’uomo resti in libertà vigilata per due anni. Il pm aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza di primo grado arriva al termine di un lungo processo. L’uomo aveva contattato alcune donne che avevano pubblicato su internet l’annuncio di vendita di alcuni gattini. Dopo averli ricevuti, li avrebbe torturati e uccisi, postando poi le fotografie delle torture attraverso WhatsApp. L’uomo era già stato condannato lo scorso dicembre a 2 anni per stalking.

“Nel corso del procedimento – dichiara Claudia Ricci, avvocato dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), che si era costituito parte civile – abbiamo messo in risalto con la dovuta evidenza, anche grazie alla documentazione prodotta insieme all’associazione Link Italia, l’estrema pericolosità sociale dell’imputato. Attendiamo che siano rese note le motivazioni per sapere se il giudice ha accolto la nostra tesi. Certo è, comunque, che si tratta di una delle condanne più severe mai inflitte nel nostro Paese per il reato di maltrattamento e uccisione di animali”. “Da Bergamo oggi viene lanciato un segnale importantissimo – aggiunge la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – e sono convinta che questa sentenza ha tutte le che carte in regola per fare giurisprudenza. Dall’entità della pena inflitta al “killer dei gatti” mi sembra vi sia finalmente una piena valutazione della reale portata e gravità dei delitti da lui commessi. Mi auguro che si inneschi un “effetto domino” che coinvolga tutti gli altri procedimenti giudiziari che abbiano ad oggetto reati in danno agli animali, a partire dal caso del cane Angelo”. Soddisfazione esprime anche l’Enpa di Bergamo, che, con il commissario straordinario Mirella Bridda, ha seguito passo dopo passo l’intera vicenda, anche prima che l’imputato venisse rinviato a giudizio. “La severità della condanna – conclude Bridda – è un fatto estremamente positivo, ma questo non può cancellare il dolore e l’amarezza che noi tutti proviamo a causa delle terribili sevizie inflitte agli animali. Penso che sia finalmente giunto il momento di prevedere un inasprimento delle pene per i reati in danno agli animali”. In caso di appello, l’Enpa annuncia che sarà presente anche in questa sede.

Fonte ANSA

Salvataggio rospo Bufo bufo. Anno 2017 Lago di Idro (BS) CERCASI VOLONTARI

Tra poco piu’ di un mese iniziera’ la migrazione del rospo Bufo bufo a Idro, da anni decine di volontari si adoperano al salvataggio ed al controllo della migrazione, il lavoro consiste nello spostare i rospi dalla strada e contare quanti rospi maschi e femmine si vedono/spostano. Se siete un gruppo/associazione e desiderate dedicarvi a questa attività mandate una mail a: bufobufoidro@gmail.com o chiamate/whatsapp al 3482768078.

I volontari dovranno fare un breve corso di formazione per poter operare sul territorio il giorno 04-03-2017 alle ore 14 a idro (bs)

Scarica il volantino in pdf.

Piano Lupo: WWF scrive a ministero Ambiente e Regioni

APPROVARE IL PIANO STRALCIANDO PARAGRAFO CHE PREVEDE ABBATTIMENTI LEGALI

“Il Piano lupo ritorni nei prossimi giorni in discussione in sede tecnica, con un confronto aperto a tutte le parti interessate, partendo però da un punto fermo, l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”. Lo scrive la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi in una lettera in cui il WWF chiede al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ai presidenti e agli assessori regionali competenti una rapida approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con lo stralcio del paragrafo III.7 in cui è prevista la possibilità di abbattimenti legali.

La lettera al Ministero e alle Regioni è accompagnata da un documento in cui l’Associazione spiega, nel dettaglio, le motivazioni della propria opposizione all’ipotesi di abbattimenti legali. In particolare il WWF sottolinea che per l’oggettiva carenza di dati attendibili sullo status della popolazione della specie (in particolare per la sottopopolazione appenninica), sull’incidenza della mortalità dovuta al bracconaggio, sulla reale entità e localizzazione dei danni alla zootecnia e la carente applicazione delle soluzioni e tecniche per la loro prevenzione in molte regioni, non sussistano le condizioni per l’applicazione di deroghe.

Oggi è possibile un accordo per lo stralcio del paragrafo III.7, come auspicato anche dalla maggioranza dei Presidenti delle Regioni: 11 su 20 hanno, infatti, pubblicamente dichiarato la loro posizione contraria ad un Piano che contempli anche la possibile autorizzazione agli abbattimenti legali.

Per il WWF è vitale che l’accordo della Conferenza Stato-Regioni indichi anche le fonti per il finanziamento dell’attuazione del Piano di gestione del Lupo: infatti, per evitare che le azioni previste restino prive di copertura e, quindi, sostanzialmente inapplicate, i costi non possono essere a carico solo delle Regioni. Per l’Associazione esiste il rischio che, una volta approvato, il Piano possa rimanere sostanzialmente non attuato, come già accaduto con la precedente versione del 2002. Per questo è importante prevedere l’immediata attivazione, da parte della Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, della “Piattaforma Nazionale Lupo” indicata al paragrafo II.3.4 del Piano, per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle azioni previste, con il coinvolgimento di tutte le parti sociali ed economiche interessate e non solo dei soggetti istituzionali competenti.

Il Piano dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, per la lotta al bracconaggio, per il contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.

Nei giorni che ci separano dalla riunione della Conferenza Stato-Regionichiamata ad approvare il documento (informazioni attendibili parlano del 23 febbraio) è possibile trovare un accordo per arrivare ad un Piano che, in tutti i suoi aspetti, riconosca il valore del lupo come componente del capitale naturale della Nazione, senza trascurare il valore che le attività del settore zootecnico hanno per l’economia rurale del nostro Paese.

Il WWF auspica la ripresa del confronto in sede tecnica e politica, tra Ministero dell’Ambiente e Regioni, ma è pronto alla mobilitazione insieme ai tantissimi cittadini che lo scorso 2 febbraio hanno fatto sentire, forte e chiara, la propria voce in difesa del lupo.

Sul sito web del WWF il testo integrale del Piano sulla gestione del lupo in Italia predisposto dal Ministero dell’Ambiente.

Leggi la lettera del WWF al ministro dell’Ambiente e alle Regioni

Roma, 15 febbraio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

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CAMPAGNA SOCIAL DEL WWF FA IMPENNARE #SOSLUPO

Comunicato stampa

In migliaia hanno risposto all’appello per cancellare ipotesi di uccisione lupi dal Piano

 Non solo cinguettii ma veri e propri ululati. Quelli, che oggi, hanno affollato Twitter portando in poche ore l’hashtag #soslupo lanciato dal WWF ai primi posti nella classifica dei tag più twittati sul social network (tra i primi 5). Il segnale da cogliere è che tante migliaia di persone si sono mobilitate in rete accogliendo l’Appello rivolto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente e al Presidente della Conferenza Stato-Regione per chiedere che dal Piano di Gestione del lupo venga tolta ogni ipotesi di abbattimento per questa specie. L’intensa Campagna Social era partita lunedì scorso con la vignetta disegnata per il WWF da Silver con le ‘proteste’ di Lupo Alberto.

In pochi giorni la pagina Facebook di WWF ha raggiunto circa 1,6 milioni di visualizzazioni con un’interazione sui post pari a circa 180.000 tra like, commenti e condivisioni. La vera e propria ‘tempesta’ di tweet registrata stamattina sul profilo WWF è stata il culmine di un’interazione che in pochi giorni ha visto oltre 230.000 persone raggiunte e oltre 1.300 retweet.

Tra le migliaia di cittadini, anche volti noti che, insieme alla Presidente del WWF Donatella Bianchi,  hanno rilanciato sui propri profili le richieste di #soslupo:  Gabriele Muccino, Alessandro Gassman, Sabina Guzzanti, Donatella Rettore, Riccardo Bocca, Rosaria Renna insieme .

La mobilitazione del WWF prosegue : i volontari nel  pomeriggio saranno davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni (Via della Stamperia – 14.30).

Roma, 3 febbraio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

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WWF: “ RINVIO PIANO, ALL’UNANIMITA’ E’ UN PRIMO IMPORTANTE SEGNALE POLITICO ISTITUZIONALE . ORA SI TORNI AL CONFRONTO TECNICO”

Comunicato stampa 

#SOSLUPO

 

WWF: “ RINVIO PIANO, ALL’UNANIMITA’  E’ UN PRIMO IMPORTANTE SEGNALE POLITICO ISTITUZIONALE . ORA SI TORNI AL CONFRONTO TECNICO”

SODDISFAZIONE DELL‘ASSOCIAZIONE : “ADESSO LAVORIAMO TUTTI PER LA CONSERVAZIONE DEL LUPO NEL NOSTRO PAESE ARCHIVIANDO L’OPZIONE ABBATTIMENTI LEGALI”.

La decisione della Conferenza Stato-Regioni di rinviare l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo, come richiesto dal WWF Italia e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network nelle azioni promosse dall’Associazione, sono un primo importante segnale” –  ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia

 Per il WWF questo rinvio rappresenta una autentica polizza assicurativa sulla vita del Lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il Piano ritorna adesso in discussione in sede tecnica ma il confronto con tutte le parti interessate dovrà partire da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche.

Il WWF da oltre due anni ha evidenziato al Ministero, anche con osservazioni tecniche, i nodi che oggi sono venuti al pettine – In particolare abbiamo sempre sostenuto che le misure di prevenzione del Piano erano correttamente individuate ma che in assenza di finanziamenti specificatamente previsti queste sarebbero rimaste solo virtuali- ha continuato Donatella Bianchi –   Dal piano andavano stralciati gli abbattimenti e andavano previsti  tempi e risorse congrue. Molte delle nostre richieste, rimaste inascoltate, rispecchiano proprio alcune delle problematiche che le Regioni stesse stanno sollevando.  L’auspicio, ora, è che si torni ad un confronto sereno e costruttivo con tutti i soggetti interessati per arrivare rapidamente all’approvazione di un Piano con azioni concrete ed efficaci che escluda gli abbattimenti legali ,disciplinando l’applicazione della possibile deroga prevista dalla Direttiva UE Habitat solo in casi eccezionali ed ultima opzione attuabile solo dopo l’attuazione del Piano e verifica dei risultati raggiunti”.

Il Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, al contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane – lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia. Ministero dell’Ambiente e Regioni dovranno indicare le risorse necessarie per l’attuazione delle azioni previste con una ripartizione degli oneri nei rispettivi bilanci, senza ulteriori costi per i bilanci pubblici ma con la definizione di opportune priorità di spesa.

Il WWF non comprende perché il ministro Galletti, abbia voluto a tutti i costi difendere la possibilità degli abbattimenti, enfatizzando i 70 studiosi che lo avrebbero suggerito. Nel Piano stesso, quando si indicano i nomi degli esperti che hanno fornito contributi utili alla stesura del Piano è chiaramente esplicitato “l’inclusione in questo elenco non implica la condivisione del Piano”. Inoltre come tutte le  questioni che hanno a che vedere con le modalità di gestione della complessa relazione uomo-natura è bene che esse abbiano sempre come base la migliore conoscenza scientifica disponibile ma la scelta di una soluzione non è squisitamente tecnica ma è fondamentalmente politica.

Tra le osservazioni poste al Ministero dell’Ambiente da due anni, il WWF aveva posto il tema dei tempi congrui per l’applicazione delle misure di prevenzione, (24-36 mesi) , risorse specifiche per queste messe a disposizione sia dallo Stato che dalle Regioni e preventivamente concordate, procedure più snelle per l’indennizzo di agricoltori e allevatori. Infine, l’apertura di un apposito tavolo tecnico per il monitoraggio e valutazione delle azioni poste in essere dalle Regioni e stralcio degli abbattimenti selettivi sul lupo.

 

Roma, 3 febbraio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

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Cel. 340 9899147 – 329 8315725

 

 

 

 

 

APPELLO DEL WWF PER AZIONI CONCRETE CONTRO L’ABBRUCIAMENTO DI RIFIUTI VEGETALI PER EVITARE ULTERIORE INQUINAMENTO DELL’ARIA 

COMUNICATO STAMPA
APPELLO DEL WWF PER AZIONI CONCRETE CONTRO L’ABBRUCIAMENTO DI RIFIUTI VEGETALI PER EVITARE ULTERIORE INQUINAMENTO DELL’ARIA

 

Il WWF Bergamo Brescia si appella alla Prefettura, a Regione Lombardia ed ai Sindaci, affinchè sollecitino tutti gli addetti al controllo del territorio a non sottovalutare l’inquinamento prodotto dalla combustione dei rifiuti vegetali all’aperto, peraltro -quando vicina ai boschi – tra le principali cause di innesco di devastanti incendi.

Sono infatti numerose le segnalazioni di cittadini che lamentano il disagio creato dal fumo acre proveniente dalla bruciatura di residui vegetali, a cui spesso si associano rifiuti di varia natura, ammorbando l’aria di sostanze pericolose ed inquinanti.

Non di meno viene segnalato un uso improprio di caminetti che divengono veri e propri inceneritori casalinghi; tutto ciò con la pressoché impossibilità di intervento da parte degli Organi di Polizia, vuoi per sottovalutazione della pericolosità, vuoi per mancanza di personale, e non di meno anche per mancanza di sensibilità al problema dell’inquinamento atmosferico ed alle conseguenze – sia sulla salute dei cittadini che all’ambiente.

Tutto ciò in un periodo dove la critica situazione climatica concentra gli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera e quando sarebbero indispensabili comportamenti responsabili da parte di tutti.

Il WWF auspica che le Forze dell’Ordine intervengano con tempestività e sanzionino coloro che accendono fuochi all’aperto ed utilizzano impropriamente i caminetti; ai Sindaci in particolare si chiede che vengano attivati controlli per prevenire tali forme di inquinamento facendo rispettare le normative vigenti in materia.

Nel merito del problema, che si presenta ogni anno, soprattutto nel periodo invernale, molti cittadini si domandano: è possibile liberarsi dei residui vegetali (rovi, ramaglie, resti di tagli di alberi ed arbusti) derivanti dalla manutenzione dei giardini, dei parchi urbani e de boschi mediante il loro abbruciamento? La risposta non può che derivare dalle normative vigenti – rispondiamo come WWF alle numerose segnalazioni – bisogna rispettare le disposizioni in materia di prevenzione degli incendi boschivi e quelle in materia di inquinamento atmosferico.

Gli Enti territoriali, compresi i Comuni, possono in qualsiasi periodo vietare la combustione di materiali vegetali quando vi sono le condizioni meteorologiche sfavorevoli e per le quali dalle attività di combustione possano derivare rischi per la salute pubblica con particolare riferimento al rispetto dei limiti annuali delle polveri sottili (PM10).

Il WWF ricorda che numerosi Sindaci, nonostante abbiano sottoscritto il “Patto per l’aria pulita” con la Regione Lombardia, in particolare per le area più a rischio inquinamento, non si attivano concretamente per far rispettare i divieti.

Le norme regionali prevedono infatti la massima restrizione sulle emissioni inquinanti e di conseguenza il divieto di combustione dei residui vegetali fino al 15 aprile, e per questo anche l’uso delle auto deve essere limitato (con specifico riferimento a quelle più inquinanti).

In conclusione: dobbiamo contribuire con comportamenti rispettosi a migliorare l’aria che respiriamo, usando meno l’auto e magari investendo in modelli meno inquinanti, ricordando che ci sono buone pratiche nella gestione dei rifiuti vegetali, come il conferimento alle piattaforme ecologiche, la triturazione e il compostaggio.

Tutti i cittadini che si impegnano con comportamenti sostenibili si aspettano di conseguenza dalle Istituzioni azioni coerenti e non contraddittorie, per il rispetto della salute e dell’ambiente.

 

Associazione WWF

Bergamo-Brescia Onlus

Il Presidente

Danilo Rossi

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